Flash

25/11/2017

Flash | BLACK FRIDAY

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La stagione terroristica natalizia è partita ieri con sangue e fragore: il sangue nel Sinai egiziano, il fragore a Londra alla stazione di metropolitana di Oxford Circus.

 

I due eventi evidentemente incommensurabili hanno in comune un solo elemento di fondo: l’instabilità planetaria.  315 vittime in Egitto (con 27 bambini) tra la minoranza sufi presa di mira (a quanto riferiscono le fonti locali) da un commando armato legato all’”ISIS”.   Un comprensibile panico in Inghilterra in concomitanza con la frenesia d’acquisti del “Black Friday” di fatto (come è stato insegnato anche a noi…) un’anticipazione degli acquisti per le festività del mese prossimo.

 

Al Cairo il dittatore Al Sisi ha promesso una reazione “brutale”.   E come avremmo potuto dubitarne conoscendone la fama e la condotta nel caso di Giulio Regeni…   Chi invece sembra dubitarne è il nostro Primo Ministro Gentiloni che – infatti – si è immediatamente – e forse inspiegabilmente – precipitato a manifestargli vicinanza ed aiuto solidale.  In pratica una sorta di “scurdammoce il passato” in nome di un preteso “siamo tutti sulla stessa barca”.   In altre parole  una sorta di “union sacreé” contro il mostro terrorista.

 

A parte la constatazione che non tutti gli elementi della strage sono fin qui noti e che le fonti egiziane sono quelle che sono come abbiamo constatato a nostre (e soprattutto della famiglia Regeni) spese, esistono molte altre ragioni che avrebbero dovuto indurre il patrio Governo ad una qualche cautela.    Non si tratta soltanto di mantenere aperto lo strazio inferto a Giulio, quanto piuttosto di saper soppesare le nostre posizioni.    La teoria del “mostro” terrorista non si misura – a nostro avviso – sul numero delle vittime (quanto a quelle, peraltro, Al Sisi non scherza… anche se non le fa vedere in televisione o in rete), quanto piuttosto su di un’analisi non solo difficile sul campo, ma che sarebbe anche successiva ad una valutazione di meno grossolana realpolitik.

 

Senza contare che – come hanno ammonito tempo fa tra ironici e divertiti vari periodici anglosassoni – gli Italiani (Le Autorità nostrane) hanno preso l’abitudine di cercare a Cambridge i responsabili del massacro di Giulio i cui responsabili stanno indubitabilmente in Egitto.

 

Purtroppo nel Belpaese anche a Palazzo Chigi ormai si va avanti a colpi di “like” e “non like” . E così si finisce come potrebbe accadere al tardivamente rampante ex comunista Marco Minniti: un emblema volontario di tattiche scrupolose al servizio di una strategia sbagliata: quella del “contenimento/rimando” degli immigrati.      Con il risultato di poter  passare per un alfiere della reintroduzione della schiavitù (dopo quasi due secoli dalla sua abolizione…) come hanno mostrato i video internazionali sull’asta dei “negri” respinti dall’Italia.  “Vengano signori questo negro “parte” da 400 euro…”)……   Quando si dice “aiutamoli a casa loro…”.

 

 

O forse la fretta solidaristica di Gentiloni verso l’Egitto, il “fare di tutt’erba un fascio”  nasconde più semplicemente il desiderio di “voltare pagina” e ancor più un’ansia di semplificazione. Perfino di sedazione.    Il che è spiegabile in fase pre-elettorale, ma non si giustifica quando diventa regola e “tic” di Governo.

 

Il tutto va incorniciato nei vuoti appelli alla “coesione sociale” dietro cui – anche qui – c’è una richiesta di oblio.  Proprio in un Paese che ha fatto della diseguaglianza un tratto crescente e permanente.

 

Non reggerebbe se non fosse alimentata non solo dall’imbarbarimento promosso da varie forze politiche ma anche da dati informativi manipolati.  Un esempio.   Si esce dai Mondiali per ragioni che sono chiare a tutti ed allora si accenna al destino “cinico e baro”, poi si preannuncia la vittoria di Milano (già reduce dai vuoti ludi Expo) per l’Agenzia Europea del Farmaco.    Erano “cavoli a merenda” ma tant’è….  Poi si “perde” e si dà la colpa alla “monetina”….  E via così di balla in balla alimentate da un’indifferenza che è piuttosto pilotata ignoranza dei fatti.

 

In breve una maggioranza (anzi tutta una intera nomenklatura politica…) all’insegna dell’”io speriamo che me la cavo”.  Da una balla all’altra, mentre tutto diventa digeribile e nessuno paga mai.   Intanto i roditori dell’informazione (coperti di oro in quanto “artisti” come dice di sé Vespa con i suoi compagni di ampie “merende”) edificano il castello (Curlandia, Oz?) in cui tutto – se deciso da chi può – è possibile.

 

Evidentemente questa è una ricetta globale.   Agli Americani Trump, ai Francesi (più “sofisticati”) Macron, a noi – fallito Renzi – spetta Di Maio…    O. al meglio, la riesumazione di Berlusconi…..

 

Dispiace che l’assai civile Gentiloni accompagni la diffusione di questa mortifera farmacologia.

Dispiace soprattutto che il sanguinoso caos invece di ridursi attraverso uno sforzo di intelligente cooperazione venga presentato come un’epidemia, una sorta di castigo divino.

 

 

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