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03/03/2017

Flash | BERTOLDO BERTOLDINO E CACASENNO

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Già alcuni mesi fa l’incredibile ascesa di un personaggio come Matteo Renzi ci aveva ispirato  un raffronto con storie italiane (e dell’Europa latina) che risalgono addirittura al primo Seicento cioè a prima del riformismo settecentesco, dello stesso illuminismo e della ventata rivoluzionaria ottocentesca.     Naturalmente ci eravamo spaventati del voler dipingere con caratteri così obsoleti il frutto (“giglio magico”) della sapienza di “padri della Patria” della tempra di Carlo De Benedetti e Sergio Marchionne che – con la benedizione di Giorgio Napolitano e del suo bacio al giovane Matteo all’apertura della farsa Expo di Milano – avevano creato dal nulla un “campione”…  A noi era parso di voler rinverdire la polemica italiana del Primo Novecento tra “Stracittà”e “Strapaese”.  Noi con la prima e loro con il secondo… e ci era dispiaciuto come di un involontario razzismo.    E invece no: avevamo tutte le ragioni ed i fatti delle ultime settimane – e anche mesi – ci hanno dato ragione.

 

Dietro Bertoldino è emersa con forza – e sotto gli occhi spalancati della Procura di Roma – la barba caprina (senza offesa…) di Bertoldo nella persona del padre di Matteo, Tiziano.  Quel signore del contado fiorentino di cui si disse – non smentiti – che la società di famiglia avesse un solo “dipendente”: il giovane Matteo.   Futuro assicurato… prima dell’incauta “intronazione” che avrebbe segnato le fortune non della sola famiglia ma piuttosto di un intero plotone uscito dal “contado”.

 

E così eccoci qui alla riedizione post-moderna di un’antica favola il cui succo è l’incapacità italiana di diventare un Paese moderno.   Peggio: aspirante di successo alla peggiore post-modernità.  In breve una favola di cartapesta per allocchi….  Come il fascismo, peggio del fascismo.  Che almeno i suoi orpelli li mostrava, non li nascondeva…

 

Così, mentre i coautori della favola renziana prendono (assai tardivamente) le distanze, l’intero Paese si trova ineluttabilmente di fronte al “replay” del 1992 , a quella “Mani Pulite” dell’allora giovane Di Pietro.  Non ancora alla triste bava tribunalizia della “sogliola fredda dell’Adriatico” l’ex Premier Forlani, ma soltanto perché l’impudenza è nel frattempo cresciuta esponenzialmente…  Qui nessuno si vergogna e di che dovrebbe?   Forse il “Deus ex machina” del trasformismo Denis Verdini appena condannato a nove anni per “imbrogliucci di contesto”….  E perché mai: è solo condanna di primo grado…..

 

D’altro canto nessuno chiede conto – o può farlo – all’ex italiano Marchionne che ha di fatto “delocalizzato” la maggiore azienda produttiva italiana, la ex Fiat…  E fin qui passi (infatti così fan tutti…) ma – viene da chiedergli – era proprio necessario far subire ai suoi ex-connazionali un intero triennio delle fanfaluche renziane per ottenere l’”oscuramento” del povero Landini della FIOM?.   Forse che i mezzi valevano il fine?

 

Infine se dall’Italietta allunghiamo lo sguardo al vasto mondo, c’è qualcosa che ci spaventa forse più durevolmente del mostro DAESH: ovvero come l’ottimo Trump si appresti a mettere la pietra tombale ad un cinquantennio di quella cooperazione internazionale che doveva dare un senso ed una direzione consensuale alla globalizzazione ed alla concomitante morte (apparente..) degli Stati nazionali.   Infatti la nuova Amministrazione di Washington vorrebbe affossare perfino quel WTO (già GATT) che doveva (pur nel collasso di quasi tutte le Agenzie delle Nazioni Unite) assicurare almeno il tessuto del libero scambio.

 

Anche qui l’unico successo è quello del “passo del gambero”.  Indietro.   Chi scrive ricorda come quasi mezzo secolo fa chiudesse la propria parentesi universitaria con una tesi allora di grande attualità: “Il primo decennio per lo sviluppo delle Nazioni Unite”.   Ed oggi – a cinquant’anni data – si tratta al massimo di non ammazzare (almeno non troppi…) abitanti del Sud del mondo…

 

E va bene così…  Ma i Bertoldi seicenteschi almeno ci vengano risparmiati.   E con loro i Tartufi….. E i Farisei e chi più ne ha più ne metta…..

 

Buon fine settimana.

 

 

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