Flash

26/07/2016

Flash | AUTODAFE’ D’EUROPA. E D’AMERICA?

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L’ultimo flash da noi pubblicato (“Salò Sade turca” del 19 luglio) si chiudeva con queste parole: “… fuor di metafora, come si possa continuare a vivere in una così suicidaria e generalizzata realtà…          .

 

Non sapevamo né noi – né evidentemente la polizia tedesca – di quanto sarebbe accaduto a Monaco appena tre giorni dopo.  Inverando una non difficile profezia.  E neppure sapevamo che un fotogramma da noi tratto da una scena di tortura del “Salo-Sade” di Pierpaolo Pasolini sarebbe incorso nei rigori meccanicisti (o selettivamente opportunisti?) di Facebook.  Gli stessi che colpirono la riproduzione dell’”Origine del mondo” di Courbet.  “Reo” a sua volta di mostrare splendidamente (e poeticamente) l’organo sessuale femminile. Noi intendevamo soltanto mostrare – con quel taglio di lingua girato da Pasolini per illustrare il nesso tra sadismo e psicopolitica – cosa significa torturare.   O anche far tacere.   E non nelle cronache del passato bensì in quelle che arrivano in questi giorni dalla Turchia del “contro-golpe”.

 

Adesso – sapendolo – useremo soltanto immagini di Peter Pan e di Trilly “campanellino”.  Ma davvero questa è l’immagine che ci circonda?   Magari proprio nel giorno in cui si ricorda (commemora, al massimo…) l’impunita agonia del giovane Giulio Regeni….    E, a proposito dove sono finiti i solenni impegni dei vertici della Repubblica (con la madre e con il padre piuttosto che con gli Italiani) per ottenere se non giustizia almeno brandelli di verità…?  O forse ritengono che aver trasferito nella prestigiosa Ambasciata all’UE il già Ambasciatore…. al Cairo…. abbia chiuso i conti.   Quali conti, è lecito chiedere.

 

Scrivevamo mesi addietro come l’illuminato (fuor d’ironia…) romano Pontefice avrebbe forse utilmente ribattezzato il Giubileo come quello della coerenza piuttosto che di una assai improbabile “misericordia”.   Le ultime due settimane – in una accelerazione febbrile -  hanno dimostrato “ad libitum” che la direzione globalmente opposta alla misericordia si è messa in moto.  Dovunque.  Ed in dosi che pudicamente definiremmo micidiali.

 

Dopo la Germania, oggi è “toccato” di nuovo alla Francia e – tanto per fare le cose chiare – si è scelto un sacerdote cattolico, una chiesa.   Meno male – verrebbe da dire – così possiamo riprendere la “pista” dell’aggressione islamica.  Fosse solo quella… quando dagli Stati Uniti le statistiche ufficiali ci dicono che le vittime dei massacri sono colpite quasi esclusivamente da cittadini americani.  Le cose stanno così.

 

Anche oggi omicidi e profanazioni sono “home made” (fatti in casa…)… “ispirati o meno…”.

 

Eppure finora si è tentato disperatamente di far credere che il “male” venisse da fuori e non fosse anche dentro, sopra e sotto…  Scriveva ieri – al termine di una “rassegna” dettagliata e lucida – Ilvo Diamanti un volenteroso “… non dobbiamo rassegnarci”.  Già ma come?  Intanto smettendola di anatomizzare morbosamente le foglie senza guardare (neppure nominare…) alberi e foresta.   Uno è matto, l’altro è un lupo solitario, l’altro un culturista fattosi integralista islamico, e così via in una insulsa litania.

 

La prima verità consiste nell’assenza di senso, nell’assenza di credibilità in questa “società della stanchezza” (dal saggio del filosofo tedesco-coreano Byung-Chui Han).   Che non si sazia dei pokemon o di dosi sempre più massicce di football. Eccetera eccetera.  Che esplode più o meno “random” e che non può essere liquidata – nonostante l’orrore e la ripulsa – con la storia del “killer che odiava i ragazzini” (volgare titolo del massimo quotidiano italiano…).

 

Sembra a noi che i fili vadano connessi e ricuciti non frammentati e contrapposti.

 

Forse è troppo tardi.  Peggio: si rischia di rimediare con dosi massicce di ridicolo.  Come proporre l’”ideale europeo”, riesumare Ventotene ed i federalisti pre seconda Guerra Mondiale.   Non impedirono quella, figuriamoci questa…

 

All’ordine del giorno (e non da oggi…) c’è il tema della globalizzazione (già avvenuta) e della sua regolazione cooperativa (soffocata in culla…).  A meno di credere – e voler far credere – che i “mercati” finanziari unificati siano la chiave di volta di quello che resta della civiltà umana….

 

E così Italia ed Europa preparano il loro autodafè.  Forse ignari della conclusione che questi hanno avuto per almeno tre secoli.  Il rogo.

 

E gli Stati Uniti – con una campagna presidenziale inimmaginabile ed una strisciante guerra civile – li seguono dappresso.

 

Speriamo che questo diventi il fuoco dell’attenzione (innanzi tutto dei popoli, se non dei patetici Governi ed “elites” nazionali), piuttosto dei machete e delle cinture esplosive.  O la fanfaluca del “terrorista della porta accanto”… In un solo mondo è difficile consolarsi con il “beati gli ignari”….

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