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16/12/2013

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Monti-accendere-la-Tv-Gian-Burrasca

Steve Jobs (“il più grande di tutti”), il modello californiano e la Napa Valley, il Moncler diventato “italiano” (e gli insopportabili – per lui – “paninari”, la bambina  bianca (italiana) la bambina nera (nata in Italia ma “legalmente” non italiana) e così via in una interminabile versione post-moderna  delle onnicomprensive “spolverate” di zucchero a velo veltroniane.   Ma dove vive Matteo Renzi?   I Jobs italiani si chiamano Befera e Mastrapasqua(Gerit ed Inps).     Pensi a quelli e lasci stare il resto dove sta.  Con buona pace di fanfaronate come la “fame d’Italia” che – a suo dire – dilagherebbe nel mondo.

Per i pessimisti questo discorso-fiume destinato a segnare l’insediamento del Sindaco di Firenze al vertice del maggiore partito italiano (al quale sarebbero affidate le speranze di salvataggio/rinnovamento del Paese) non è stato una sorpresa bensì una conferma ad abundantiam del futuro che ci attende.  Non sarà facile da vivere e certamente ci allontana dagli standard dei Paesi normali: ad esempio non una parola concreta sulla politica estera inclusa quella europea, e dunque nessuno sa – oggi più di ieri – dove può andare il Paese.    Quanto poi alla drammatica situazione interna si consolino con le trine del delicato Baricco oppure – se possono – con le pseudo leccornie dell’ottimo Farinetti di “Eataly” (è questa la fame d’Italia di cui parla Renzi?): entrambi consiglieri spirituali del plebiscitato leader (insieme ad un pressochè ignoto economista israeliano nonché membro del Parlamento italiano).

Così anche questa è fatta.  E’, dunque, legittima la soddisfazione dell’attuale Primo Ministro Letta che si vede accordato un altro periodo di (inutile per noi, utile per lui) esposizione mediatica.    Non è a caso che il senziente D’Alema si consoli pubblicamente dopo aver profetizzato per Renzi il famoso “si farà male” e per Letta ”Primo Ministro “protempore”. Ancora profezie azzeccate del “lungimirante”: e meno male che il suo attuale “core business” – come lo chiama lui…- è l’Europa e il vasto mondo.  L’Italia è già stata gratificata e poi è troppo piccola per cotanta grandezza…

Naturalmente responsabile morale del tutto sarebbe – nella vulgata dei media foraggiati dal regime – l’inattendibile Grillo e – tanto per dare un segnale – viene arrestato un dirigente dei fascisti di Casa Pound,  Per i “forconi” si vedrà nei prossimi giorni.   Quali provvisorie conclusioni si possono trarre?  La prima è quella che il distacco dalla realtà non è più un caso isolato bensì un’epidemia nazionale incoraggiata invece che curata.  La seconda è la rinascita in grande del trasformismo italiano simboleggiata dalla “rottamazione” della Bindi e della Finocchiaro (finalmente…) rimpiazzate con un drappello di giovani “vestali” del “renzismo”.  La terza è  Il continuismo simboleggiato dal sempiterno D’Alema (vedi sopra) insolitamente complimentoso e già dimentico dei mugugni del giorno prima forse alla ricerca di un posticino al Parlamento europeo.  La quarta è l’imbarbarimento della dialettica politica: “buffone” da Renzi a Grillo e “scorreggina” da Grillo a Renzi.

Ciò non bastasse, mentre si criminalizzano i forconi e i grillini (secondo partito italiano…), si da ampio spazio alle follie leghiste: “l’euro è un crimine contro l’umanità” e via farneticando in un delirio razzista e oscurantista destinato alle credule plebi “padane” per far dimenticare l’ “oro” e le “le lauree” leghiste.   Naturalmente tutto ciò viene dal Partito del Governatore della Lombardia: la nobile regione che ospiterà la “storica” Expo Milano 2015…

Allegria, allegria.

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