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25/11/2013

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Mentre a Ginevra si è appena concluso l’accordo “sperimentale” (da verificare dopo sei mesi) con l’Iran (su cui si riferisce con due commenti di Alessandro Caivano e di Immanuel), su Roma si addensano avvenimenti interni ed internazionali destinati ad interrompere la monotona attesa del “balletto” renzian-cuperl-civatiano nonché lettiano: oggi arriva lo zar Putin (che domani sarà a Trieste per un vertice bilaterale italo-russo) e mercoledì pomeriggio potrebbe concludersi la parabola politica del Caimano.   Già i programmi degli avvenimenti annunciano un calendario che tutto sarà meno che noioso.

Intanto Putin (nell’insolita veste di “defensor fidei” e della tradizione ortodossa russa – non male per un ex agente del KGB – considerata parte integrante della politica dei “valori” a cui dovrebbe ispirarsi il “rinascimento” della Russia) incontrerà Papa Bergoglio.  Ed è difficile immaginare due individui più diversi…  Poi parteciperà ad un banchetto d’onore di Napolitano al Quirinale, mentre la tarda serata sarà dedicata ad una visita – con o senza “intrattenimento” – ad un amico gravemente malato, Silvio Berlusconi.   Ed in fondo questo è il “clou” della giornata romana del nuovo Zar.   Immaginare che consigli Vladimir darà a Silvio: moderazione, resistenza ad oltranza (Palazzo Grazioli e dintorni come la Stalingrado romana), rievocazione dei bei tempi andati e delle serate nelle dacie intorno a Pietroburgo e a Mosca o – perfino – ammonimenti storici sulla durata media dei “ventenni” (tutti appunto fatti di venti anni… tranne Stalin e Mao che però non rientrano nel novero dei “moderati”).  Boh…

Nel frattempo Silvio preannuncia “carte americane” che dimostrerebbero come egli – invece che il truffatore – fu il truffato nello scandalo Mediaset: in sostanza una specie di “arma segreta” che lo renderebbe mondo di ogni colpa e, dunque, vittima sacrificale del “colpo di Stato”.  Non bastasse, egli allude a “scoop” anti-renziani ed altre azioni di “terra bruciata” palesemente ispirate dalla sceneggiatura dell’indimenticato film di Moretti: il rogo finale.

Il tutto è destinato a consumarsi mercoledì pomeriggio al Senato allorchè (salvo imprevisti…) si voterà la decadenza dal Senato.  Certamente è difficile capire (anche per osservatori di media intelligenza) in che senso questo sarebbe un “colpo di Stato”: Berlusconi è ormai solo un Senatore, ma anche un pluricondannato di cui la magistratura ha certificato l’“attitudine a delinquere” e comunque non detiene alcuna carica di Governo.  Dunque – a meno di ritenersi al centro dell’universo italiano – dove sta il “golpe”?   Forse Putin gli ricorderà i precedenti storici tipo Giulio Cesare e Bruto (“tu quoque”) anche se il parallelo Silvio/Cesare e quello Angelino/Bruto fa accapponare la pelle.

Insomma ne vedremo delle belle ed anzi speriamo che i tre contendenti al “trono” del PD (con disfida finale il Giorno dell’Immacolata) vadano in gita e ci lascino godere lo spettacolo.

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