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21/11/2013

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Tra gli affreschi di Villa Madama e gli specchi del Quirinale il giovane Letta e l’ormai panciuto (ma politicamente “sgonfiato” Hollande) hanno congiuntamente celebrato il solito (per l’esattezza trentunesimo Vertice bilaterale italo-francese) rito di una relazione che si fa “privilegiata” soltanto quando per entrambi non c’è di meglio.   I “cugini” d’Oltralpe (che un trentennio fa avevamo praticamente superato quanto a performance economica ) vivono un interminabile autunno che – almeno – reca con sé il sigillo di una pur rigida “modernità”.  Noi manco quella.

Così ci voleva il petulante trionfalismo del Giovane Letta per definire l’incontro del tutto routinario come un Mega-Consiglio dei Ministri…  E ci voleva la prezzolata fantasia di alcuni media per connotare il tutto come un “asse” che frantumerà (da luglio 2014 in poi, quando l’Italia assumerà il semestre di Presidenza UE…) il rigorismo “anticrescita” teutonico e darà il la alla riscossa dei Paesi europei latini.

Fantasie a parte, la parata di Ministri italo-francesi con due Presidenti, la cui debolezza – anche sommata – non fa una forza, aveva il solo scopo di rinverdire la dubbia operazione TAV Lione Torino e – perché no – buttare lì l’idea di rilanciare quel collegamento Torino-Cuneo-Ventimiglia-Nizza di cui le popolazioni transfrontaliere hanno ben altro bisogno, rispetto ad un buco nella montagna stile “raddoppio” per un traffico che non ci sarà, in un mondo che ha preso ben altre e più estese strade (negli Oceani e tra macro-aree).    Ma tant’è la “muscolare” riconferma non fa che certificare l’intrinseca debolezza di questi “governicchi” nazionali (nel senso di ottocenteschi oppure da – triste – prima metà del secolo scorso…).

Alla prevista “provocazione” ha risposto nel centro di Roma (tra l’imbarazzo di Hollande e la “mano” volutamente leggera dell’astuto Letta) una altrettanto prevedibile manifestazione di antagonisti (no-Tav, centri sociali, comitati per la casa, ecc.): a voler essere cinici si potrebbe commentare che i signori tra i velluti e i giovani – e meno giovani – in piazza sono le due facce di un’unica medaglia.  E non c’è da rallegrarsene.

Eppure qui una novità c’è stata ed è quella del duplice “assalto” agli ex-comunisti (quartier generale PD del Nazareno e la “storica” sezione di Campo dei Fiori in Via dei Giubbonari a due passi dall’Ambasciata di Francia in Piazza Farnese): e ciò non può essere dipeso da “carenza” di obiettivi quanto piuttosto di precisa indicazione di ripulsa della linea (e della pratica)  del nocciolo duro (si fa per dire…) del PD.

E, d’altro canto, l’“assalto”  avveniva nelle stesse ore in cui la “piroetta” etero-pilotata di Epifani, Cuperlo e co. (con la sola eccezione di Civati che sembra l’unico ad indossare la maschera di “faccio quello che dico e dico quello che faccio”) portava a compimento la missione “salvate Cancellieri”.      Il tutto presenta evidentemente più interesse dello stesso Vertice bilaterale e si presta ad alcune – non liete tanto per cambiare – considerazioni.   Ad esempio l’accusa di “fascisti” lanciata da dirigenti quali l’ex (?) D’Alemiano Latorre contro i manifestanti unita ad uno sproloquio elogiativo delle “forze dell’ordine” in piena dimenticanza dei fatti di Genova.   Significa che – a quasi un secolo di distanza – siamo ancora alla sanguinosa repressione berlinese degli Spartachisti”: per una forza di “progresso” non c’è male.

D’altro canto, l’ “affaire” Cancellieri non accenna a sgonfiarsi in presenza di sempre nuove e prevedibili rivelazioni (invano puntigliosamente rettificate dalla Ministro: “non ero Prefetto” ero Commissario… dunque non è vero che Salvatore Ligresti mi raccomandò a Berlusconi !?… ecc., ecc.).   Non smentisce però quanto affermato da un anziano giornalista milanese sul fatto che quando era ancora giovane Vice Prefetto di Milano  nonché (sic) capo ufficio Stampa partecipava alle “promozioni” delle cliniche di Antonino Ligresti: altro che “amicizia di una vita”, piuttosto una lunga ascesa “parallela”.     Vedremo presto se questo secondo “salvataggio” (dopo quello dell’“ignaro” Alfano che portò al ratto della Signora Shalabayeva e figlioletta) verrà approvato dagli elettori, a partire dalle primarie del PD.

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