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15/11/2013

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Archiviata la visita di Papa Francesco al Quirinale (in fondo in fondo più importuna che “storica” per il tono sincero e di incoraggiamento che Bergoglio vi ha imposto) è ripresa  la “spasmodica” attesa per il Consiglio nazionale del PdL che domani, sabato, dovrebbe rivelarci l’esito della disfida tra “falchi” “lealisti” e “colombe ministeriali”…   Naturalmente la saga berlusconiana non è destinata a chiudersi nelle prossime ventiquattro ore: due fattori evidenti lo impediscono.  Il primo è la resistenza ad oltranza del caimano che – oltre tutto – teme a giusto titolo che – una volta tornato ad essere un cittadino “normale” – potrebbe essere chiamato da un giudice “qualunque” a pagare i conti non solo personali, ma anche quelli di uno squallido ventennio che ha contrassegnato un declino nazionale senza precedenti e – alla fine – ha incrinato la passiva fiducia nello “stellone d’Italia” che comunque ci avrebbe protetti.

Così non è stato e – con buona pace del farisaico ed auto-ingannatorio ottimismo del giovane Letta – i conti restano tutti da pagare.  Nel frattempo una serie di minuti episodi – tutti collegabili in una orrenda tela di ragno – si sono interposti ad intrattenere il pubblico prima dell’entrata in scena dei “gladiatori”.

Ha cominciato il Presidente dell’INPS, quel Signor Mastrapasqua che presiede alle pensioni (nonchè Casse integrazioni guadagni e altri ammennicoli dello sgangherato sistema previdenziale italiano): l’uomo – il cui reddito raggiunge tra il principesco salario e le sue attività “private” il milione di euro – ha incautamente lanciato un allarme sulla “sostenibilità” del sistema.   Nonostante il “massacro” realizzato dalla professorina Fornero sotto la guida dell’ineffabile Professor Monti.    Allarme prontamente rientrato: probabilmente grazie alla spiegazione debitamente fornitagli dal Governo che il primo ad essere “insostenibile” sarebbe stato lui medesimo…

D’altro canto proprio Mastrapasqua contribuisce decisamente a realizzare un primato italiano (forse l’unico) e cioè quello delle super-paghe ai super-burocrati pubblici: quasi il doppio degli Stati Uniti il 30% più della Francia ed il 40$ della Gran Bretagna.  Per non parlare della virtuosa Germania.   Quanto ai risultati, questi sono sotto gli occhi di tutti.   Ma in verità nessuno ha mai pensato di selezionare la “crema” amministrativa nazionale in base a criteri professionali e/o meritocratici bensì in accordo con il tasso di acquiescenza rispetto alla nomenklatura politica… oltre che – naturalmente – con quel familismo peloso che il caso Cancellieri ha messo sotto i riflettori…

Nel frattempo sono circolate ulteriori statistiche sul tasso di “non corruzione” nel sistema italiano: siamo 82esimi!  Ovvero tra i più corrotti al mondo.  Logico dunque suggerire a Papa Francesco (per la prossima visita al Quirinale) di far precedere la sua mitica Ford Focus da un TIR carico di macine da mulino in pietra da consegnare agli italiani che si siano distinti nella realizzazione del primato negativo.

Sempre in queste ore è stato riconfermato che nella contribuzione fiscale i dipendenti” superano i “padroni”: un’anomalia nella storia del capitalismo che ci mette – ancora una volta – nei primi posti al mondo.

A fronte di questa parziale rassegna (che Letta definirebbe: “disfattismo catastrofista”) c’è il giubilo espresso dallo stesso Premier: “Ce l’abbiamo fatta da soli”.    E certo chi avrebbe lo stomaco di venire a darci una mano?  Papa Francesco a parte…   Intanto è confermato il calo del PIL del 2% nel 2013 (altro record tra i Paesi sviluppati…), ma con la certezza  che nel 2014 torneremo a… la stagnazione con lo 0%: insomma un trionfo.

Non basta.  Le migliaia di militari statunitensi stazionati nell’area napoletana (ma non i Napoletani medesimi) bevono e si lavano i denti solo con acqua minerale a causa del comprovato inquinamento delle acque per uso domestico.  Non per razzismo o per l’“eccezionalismo” statunitense ma per la semplice ragione che non intendono ammalarsi…

Del resto e come noto, l’intera regione (come pure vaste aree dell’intero Meridione) è infestata da tutti i tipi di inquinamento, a partire naturalmente da quello criminale e da quello ambientale.   Ancora evviva: ce l’abbiamo fatta.  Da soli.

Una prima conclusione dà però ragione al giovane Letta: ce l’abbiamo fatta se volevamo semplicemente tornare alla (indisturbata) cloaca nazionale.  Un po’ meno se ci si augurava di andare – anche di centimetri – avanti.  Sarebbe ora di affrontare questo problema le cui insopportabili sfaccettature non sono né la transizione al post-berlusconismo, né la scelta del nuovo “caudillo” del Partito Democratico.  Il tema per gli italiani normali è quello di sfuggire ad una immobilità che si fa di giorno in giorno più putrescente e sfacciata.

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