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11/11/2013

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Tram_2009.05.17_024

“Per ora vorrei solo riuscire a comprendere come mai tanti uomini, tanti villaggi e città, tante nazioni a volte sopportano un tiranno che non ha alcuna forza se non quella che gli viene data, non ha potere di nuocere se non in quanto viene tollerato e non potrebbe fare male ad alcuno, se non nel caso che si preferisca sopportarlo anziché contraddirlo.”     E ancora: “E’ un fatto davvero sorprendente vedere milioni e milioni di uomini asserviti come miserabili, messi a testa bassa sotto un giogo vergognoso non per costrizione di forza maggiore ma perché siano affascinati e quasi stregati dal solo nome di uno di cui non dovrebbero né temere la forza,  né amarne le qualità…”.    Così annotava nel suo “Discorso sopra la servitù volontaria” Etienne De La Boétie, “fratello” maggiore – e “minore” – di Montaigne.  Quando? Ebbene negli anni intorno al 1550, ovvero mezzo millennio fa.    Eppure siamo sempre lì, più o meno.

Così anche questa settimana si apre a nuovi capitoli della saga della decadenza da “senatore” del Cavalier Berlusconi e della parallela implosione del suo braccio “politico” PDL o Forza Italia che lo si voglia chiamare: primo – ma non ultimo… – traguardo sarà il Consiglio nazionale del partito sabato 16 da cui dovrebbero scaturire novità “epocali”.     E non basta, perché sull’“altro” fronte continuano ad agitarsi i pretendenti al possibile “trono” del Partito Democratico la cui “democristianizzazione”  nel frattempo viene completandosi con gli scandali delle tessere, con le reciproche punture di spillo (esempio l’ex Premier – e mancato Presidente della Repubblica – Prodi, il quale in risposta allo smacco infertogli nelle elezioni al Quirinale  non voterà alla kermesse “primarie” dell’8 dicembre, Festa dell’Immacolata…) e con il vuoto pneumatico che si cela dietro ogni roboante affermazione: in testa –evidentemente – il “giovane” Letta, il più instancabile di tutti.

Quanto agli Italiani più che “spaesati” sembrano non saper più che pesci pigliare: aspettano di sapere su chi calerà la “scure” nella giostra dei 3093 (avete letto bene…) emendamenti proposti alla Legge di Stabilità (in italiano: legge di bilancio…).   Nel frattempo poiché come al solito la cronaca ufficiale nasconde una “metastoria” (da “vermi e formaggio” come ha insegnato lo storico Carlo Ginzburg) facilmente sintetizzabile con due dati opposti e complementari: ben 127 mila concittadini  si sono aggiunti (grazie alle rendite finanziarie sponsorizzate dalla BCE) alla pattuglia – non proprio sparuta – dei milionari (e sia pure in dollari che notoriamente valgono un po’ meno nel nostro “forte” euro…).      Quanto alla stragrandissima armata di poveri, meno poveri, poverissimi, ceti medi declinanti e disoccupati, siano essi giovani in cerca di prima occupazione o “esodati” disperati, questa cresce di giorno in giorno.    Ma anche qui niente paura: in settimana i Sindacati confederali faranno sentire il loro ruggito: il Governo delle “larghe intese” tremerà ed il Paese si salverà.

Intanto non cambia la musica di fondo tra “allegretto” e “pizzicato”: si ruba quello che è rimasto da rubare…  La più bella della scorsa settimana è quella dell’ATAC (azienda comunale di trasporti di Roma) che stampava “in house” (cioè da sé) biglietti finti da non contabilizzare e con proventi  da versare ad un manipolo di “furbetti”… del tram.

Da ultimo va detto che i “padri nobili” della Repubblica (saldamente ancorati ai loro troni di latta) si trastullano con disquisizioni su “somiglianze e differenze” tra l’arguto “ribaldo” e buonista Sindaco di Firenze (nonchè pretendente favorito a tutte le successioni possibili) Matteo Renzi e lo scrittore di successo nonché “entertainer” (passato da Radio DJ ai canali ufficiali Fabio Volo).  Questioni – come ognun vede – su cui si costruisce il futuro di un Paese non convalescente, bensì definitivamente condannato alle “cure palliative”.

Pensate che perfino Papa Francesco si è ammutolito.   Forse, venendo “dall’altra parte del mondo”,  non si immaginava dove era capitato…

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