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05/11/2013

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Simpson-Krusty-il-Clown

La grande giornata parlamentare del prefetto Cancellieri si apre vuoi con gli echi della “querelle” tra il dottor Saccomanni (ex Banca d’Italia) ed attuale Ministro dell’Economia e l’Istituto di Statistica (ISTAT), vuoi con il risolutivo giudizio della Commissione Europea: l’Italia chiude l’anno con meno 1,8% di decrescita del Pil, il debito è al 133% sempre sul Pil, la disoccupazione ha superato il 12%.     Nonostante tutto l’ottimismo possibile il 2014 vedrà crescere tanto il debito, quanto la disoccupazione, solo il tasso di crescita passerebbe impercettibilmente dal segno meno al segno più.    Naturalmente a Dio piacendo.

L’ottimismo della volontà dovrebbe a giusto titolo coniugarsi con il pessimismo della ragione. Oppure adottare il barocco “celodurismo” del Premier Letta che dispensa – invece di concrete misure – accuse a casaccio di “disfattismo”.  Anzi si dovrebbe ricordare a Letta il Giovane (rispetto al celebre zio) che l’intera citazione di Mussolini era: “se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi.   Scelga il lettore dove collocare il Governo della “stabilità”.

La giornata – in attesa del climax del pomeriggio prima al Senato e poi alla Camera – è stata peraltro rallegrata da almeno quattro splendidi avvenimenti: Barbara Berlusconi (prima figlia del “secondo letto”) continua a martellare l’anziano Galliani (patron del Milan) in attesa che l’augusto genitore le consegni per intero la periclitante squadra; è iniziata la campagna di lancio del nuovo libro-strenna di Vespa su cui circolano ghiotte anticipazioni; lo scandalo dei pasti da 600 euro dei consiglieri della regione Emilia (dicono i vertici PD: “aspettiamo le decisioni della magistratura”… ma come non bastano gli scontrini fiscali…? E poi non si può mettere nel “frullatore” una Regione modello, dice il Presidente Errani…), infine l’ulteriore rinvio a fine mese del voto sulla  decadenza dal Senato di Berlusconi.  Usque tandem, fino a quando…?   Ovvero ha ragione il Vespa-pensiero che riporta aspettative di grazia presidenziale per il Caimano.  Tanto c’è tempo – almeno – fino al 27 novembre “scivolosa” nuova data del voto parlamentare…

Ma veniamo al “clou” della memorabile giornata.   Ebbene niente di nuovo, se non fosse che il “capolavoro” del prefetto-Ministro – ovvero passare da “accusata” a “vittima” – splendidamente riuscito al Congresso di Chianciano dei Radicali italiani, i quali – sinceramente – hanno fatto la classica figura dei “selvaggi” con gli “specchietti” (nel caso: ma come io che mi batto per rendere umane le carceri, che voglio l’amnistia e l’indulto, che seguo i detenuti uno per uno, il carcere “blend” di inferno strutturale e paradiso umano, e così via “col cuore in mano”) accogliendo con applausi frenetici un discorso splendidamente “radicale”.

In Parlamento la relazione di Cancellieri è stata da una parte più puntuale e dall’altra ancora meno convincente nel senso che – nello scrupolo di non aprire ulteriori “varchi polemici” – ha inevitabilmente finito per confermare tutti i dati collaterali (non strettamente giuridici) dell’evidente “disparità di trattamento”.  Ed infatti oltre il 60% degli italiani messi a sondaggio non si sono dichiarati affatto convinti.   Di più, la punta di arrogante durezza (selettiva?) che ne ha indubbiamente facilitato una pluridecennale carriera (“che devo soltanto a me stessa…” e non ad “amicizie”) è emersa chiaramente.   All’orecchio della gente comune – e di molti parlamentari – ciò suona perlomeno strano dato che – come tutti sanno e milioni di casi reali confermano – in Italia non esistono carriere neutre, di solo merito.  La Cancellieri sarebbe un’eccezione mirabile.  Così come lo sarebbe la pronta scarcerazione di un Mohamed qualunque… Trattato appunto come le pargole Ligresti…

Per facile connessione d’argomento sorvoliamo sull’esaltazione delle qualità professionali del figlio balzato da un incarico di “top management” all’altro ed anche omettiamo di ricordare che l’amicizia tra le famiglie Cancellieri-Peluso e Ligresti passò anche attraverso uno spinoso caso di irregolarità in rimborsi farmaceutici, almeno stando a non smentite cronache stampa…

Insomma e a farla breve, giustificazioni che funzionano nelle fatiscenti e farisaiche amministrazioni pubbliche italiane (carte a posto…, fascicoli immacolati) stridono non solo con gli imperativi del “politically correct”, ma anche e soprattutto con le crescenti ed ormai globalizzate aspettative etiche di cittadini che proprio non capiscono perché un Ministro tedesco si dimetta per una scopiazzatura (decenni prima) nella tesi di laurea ed uno italiano sia per definizione innocente e non senta l’onta di una più che evidente perdita di credibilità.   E’ forse per questa ragione – nient’affatto economica – che la Germania è un Paese serio e stabile, mentre l’Italia…

Infine, la nota di fondo della “nomenklatura” rimane sempre quella: “chissenefrega”.  Almeno finché l’esercizio del diritto di voto degli Italiani resterà di fatto paralizzato.  Certamente di legittimità morale è difficile parlare, almeno stando al bollettino del giorno…

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