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16/10/2013

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Mentre ad Ancona i centri sociali accolgono “rumorosamente” il Premier Letta e ricevono un “forte” segnale che annuncia la prevista mano dura autunnale, mentre ad Albano Stato e territorio (Prefetto e Sindaco) si scontrano intorno alla sepoltura di un nazista morto, a Roma si compie un esercizio sublime di neo lingua orwelliana: tagli e tasse si trasformano in “interventi” per 11,6 miliardi, la mancata o ridotta “scure” sulla sanità pubblica si tramuta in “Sanità salvata”, e – per finire – 4 o 5 euro (al mese!) diventano un “sostanziale” taglio al mostruoso prelievo sui redditi dei lavoratori dipendenti (“cuneo fiscale”) ormai prossimo al 50%.

Dimenticavamo: l’odiata IMU si trasforma in TRISE (tassa sui rifiuti e servizi) e viene annunciata come “più leggera”. Si vedrà.  Anche se non si capisce bene perché – data la mole dell’imposizione generale – ci voglia pure un supplemento perché vengano prelevati i rifiuti (dove ciò avviene) ed erogati servizi – strade e ponti – (dove ci sono). Sintesi finale: né stangata, né frustata (per scuotere il Paese dal torpore e dalla recessione).   Così l’organo “di Governo” La Repubblica in scrupolosa osservanza del principio base della “neolingua”, ovvero il ribaltamento di senso delle parole.

Vero è che – nelle condizioni attuali – era difficile sperare di meglio, salvo operare – o avviare una riduzione delle – sulle diseguaglianze che hanno progressivamente trasformato l’Italia in un Paese pre-moderno (o classicamente del “Terzo Mondo”): quello cioè dove la crisi fa i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, mentre meno del 10% dei cittadini detiene oltre il 50% della ricchezza nazionale.     D’altro canto così va il mondo…    E, peraltro, il giovane Letta, centrista che più centrista non si può, non avrebbe mai neppure immaginato una deriva “rivoluzionaria” e neppure un avvio di progetto complessivo per l’Italia: ciò è contrario ai sacri principi del doroteismo ai quali tanto il “vecchio” che il “giovane” Letta hanno ispirato ed  ispirano vita ed “azione”.     Infatti l’antico ammonimento di Alberto Cavallari (“moriremo democristiani?”) va aggiornato alla luce degli ultimi sviluppi in “moriremo dorotei?” (per i più giovani: i “Dorotei” così denominati dal convento al Gianicolo di Santa Dorotea in cui si riuniva il “super-centro” della Democrazia Cristiana).

Tocco di furbizia finale introdotto nella “Legge di stabilità” (stabilità de che?) ovvero della Legge Finanziaria…: l’operazione  (non a caso “congegnata” da un esperto Banca d’Italia come l’ottimista  Ministro Saccomanni) si articola sull’intero triennio con il doppio risultato di triplicare nell’immaginario collettivo i valori assoluti impegnati ed ipotecare il prolungamento dell’attuale direzione politica (Letta medesimo e suoi variegati accoliti) per ben tre anni: come si dice, “per completare il lavoro”.   Senza contare che la durata triennale avrà un effetto “placebo” sui “guardiani” europei e della finanza internazionale.

Nel frattempo con furori tecnologici (i “droni”) e scarse idee parte la Campagna “Mare nostrum”.  Tra parentesi scherzavamo quando in anteprima la definimmo “Mare Nostrum”… E invece no: l’hanno proprio chiamata così.   Come si dice: non temono il ridicolo.  In fondo basta mettere i droni al posto dei rostri e delle triremi.  Ed in ogni caso mela e mandarino, nonché “pizza di mezzanotte” sono le nostre armi invincibili…. Anche in un mare infestato di cadaveri.

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