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14/10/2013

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Uomini contro. Anzi uomini “per”: per la pace, per l’umanesimo inclusivo di tutti gli uomini al di là delle classi (allora ben visibili) e delle frontiere.  Così in film di Rosi del 1970 tratto dal libro “Un anno sull’altopiano” di Emilio Lussu.  E naturalmente contro la guerra a difesa della “carne da cannone” e contro l’“inutile strage” come la definì il Papa di allora. Così era una volta, oggi la “scala” è molto più modesta particolarmente – ma, come vedremo, non solo – in Italia.

Anche la politica ha oggi i suoi “uomini contro”, mentre – purtroppo non si vedono  quelli “per”: gli ultimi giorni ne riportano ben due esempi, e non dei minori considerato che uno dirige il terzo (secondo?) Partito italiano e l’altro si accinge a conquistare la guida del primo Partito italiano.   Ha iniziato l’impresa l’antagonista per eccellenza (quello che minaccia di “Impeachment” il Presidente della Repubblica un giorno sì e l’altro pure) ovvero Beppe Grillo che si è scagliato contro i suoi parlamentari, “colpevoli” di voler intervenire immediatamente cancellando l’ottuso obbrobrio della Legge anti-immigrazione, anti rifugiati, anti-tutto “Bossi-Fini”.   L’esempio è evidentemente piaciuto al giovane per antonomasia Matteo Renzi che ha subito sparato bordate contro la “proposta” presidenziale di amnistia ed indulto.

Entrambi sono apparsi motivati da due fattori – entrambi mediatici – : sondaggi che enfatizzano le tradizionali preoccupazioni sulle “invasioni barbariche” e necessità di tenere la scena costantemente.   I due “contro” nostrani pensano di riempire così le loro bisacce vuote di contenuti: di Grillo il fatto è ben noto e si “giustifica” con la sua indifferenza rispetto ai contenuti: un “vaffa” è più che sufficiente (ed il potere “istituzionale fa del suo meglio per confermarne le ragioni…) e poi… il medium è il messaggio.  E quando il messaggio latita, basta il medium, soprattutto se veicolato da contorni scenografici “muscolari” (da vero “Capo”).  Nuotate, salti sulla folla osannante e magari un “programma” presentato come un “Mein Kampf” scolpito sulla pietra e dunque immodificabile dalle marionette parlamentari.

Quanto all’“innovatore” Renzi, di lui si conoscono fin qui solo i “contro” come contro i “dinosauri” del PD (anche questo assai giustificato).  Per il resto circola un’auretta liberista confermata dalle sue frequentazioni con fabbricanti di cachemire e finanzieri rampanti, nonché “consiglieri” di estrazione non certo popolare.  Il tutto seguendo il modello Coca Cola (da lui citato con dichiarata ammirazione) forse ignorando il “flop” dell’invenzione – e dell’imposizione – della formula “Zero”.

Ci sarebbe da ridere, non fosse che Oltreoceano si marcia in sintonia ed il “New York Times” è arrivato a definire i parlamentari Repubblicani come dei folli “Kurtz” (il sanguinario capitano di “Apocalypse Now”): contro il bilancio ma senza sapere dove andare e –intanto – bloccando l’intero Paese sul bilancio federale statunitense.

Certo, il Ventesimo Secolo (il Novecento) è stato senza ombra di dubbio il secolo del sadismo; per il Ventunesimo si prevede (ed è già ben avviata) l’era del masochismo.  Vi terremo – ci terremo –informati.    Senza trascurare quello che “bolle in pentola”, nella putreolenta pentola del continuismo governativo (cd “Legge di stabilità”).

Intanto.   Parte la flotta per il “Mare Nostrum”, anzi loro, di quelli che ci muoiono.

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