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08/10/2013

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caos humano

Un’altra settimana si è aperta nel Paese del Sole.  E come?   I morti “extracomunitari” di Lampedusa sono ormai 232, almeno quelli accolti nelle bare nuove fiammanti frettolosamente inviate (elegantemente bianche quelle dei bambini…) e sono 155 i superstiti, tutti “doverosamente” incriminati per tentata immigrazione clandestina: nel frattempo sono “ospitati” – insieme ad altre centinaia di disgraziati – all’“Hotel Italia”, denominato “Centro di accoglienza”, la cui caratteristica è di essere “doverosamente” fissato sullo stesso standard del sistema carcerario nazionale: sovraffollamento, sporcizia, assenza di docce, caos.

Mentre si attende per domani nell’isola il Presidente della Commissione Europea Barroso accompagnato dal glorioso vice Premier e Ministro dell’Interno Alfano (il “coniglietto ridens”, pubblicamente e ripetutamente definito “un cretino” dal vate nazionale “ciocca ribelle” Vittorio Sgarbi), le sole voci senzienti che ancora si occupano della vicenda – che ha disturbato il week end calcistico nazionale – sono quelle del Presidente della Repubblica che puntualmente illustra al frastornato popolo italiano la differenza tra immigrazione ed “asilo” e della Sindaco di Lampedusa che si “accontenterebbe” dell’eliminazione della famigerata legge Bossi-Fini, due noti campioni della storia patria più recente.   Insomma siamo alle solite: ad aspettare che vittime ed occasioni mancate svaporino nel dolce oblio dell’inerzia e dell’impotenza.

Intanto le cifre ed i fatti si ammassano indisturbati. Stabile la disoccupazione al 13% con un picco giovanile stimato al 40%…, sceso di ben 4,7 miliardi il gettito IVA a conferma della stasi (= recessione) economica nazionale. Continua nel frattempo  la “guerra di posizione” dell’IMU (più o meno come le disfide simboliche e mortifere della Prima Guerra mondiale), ILVA ed Alitalia stanno lì a dimostrare l’insipienza delle classi dirigenti e – dietro l’angolo – c’è la “manovrina” d’autunno: quasi una leggiadra masturbazione applicata ai nuovi “servi della gleba”.  E chi sono costoro? Semplice: i cittadini italiani espropriati di ogni sovranità dalla ossificata e non rappresentativa nomenklatura politica.     Che con l’ottimo Letta ha intanto inventato la provocatoria “consultazione telematica” tra gli Italiani e le Istituzioni (ma di che parlano?) chiamati a dire la loro sui “grandi temi”.    Ma ancora di che parlano? Non basterebbero vere elezioni e referendum rispettati?

Lo stanco replay prosegue con il radical-PD Giachetti che intraprende lo sciopero della fame per tenere aperto il dibattito anti-Porcellum.   Ma subito la “pitonessa” PD (speculare alla famigerata Santanchè) Finocchiaro lo “etichetta” come auto-protagonista e nemico delle soluzioni “condivise”: sfrontatezza senza limiti, naturalmente della Finocchiaro. Chiude il cerchio Letta (con la sua preoccupante “ombra” Franceschini) che ammonisce: “non perdiamo più tempo”.  Ma a chi si rivolge l’alfiere dei “decreti del fare”?    E perché – mentre si crogiolano con la cifra totem del 3% di deficit sul Pil e si avvinghiano come l’edera ad una strumentale concezione dell’integrazione europa – non fanno almeno la più simbolica scelta dei virtuosi – cioè ragionevoli – Tedeschi, ovvero il “tetto” di legge alle retribuzioni?   Ovvero perché non riducono – almeno – il “Digital Divide”?   Ogni giorno di stasi e di difesa dei privilegi (non diritti..) acquisiti produce un più forte ed irreversibile regresso.    Dato che sono democristiani, copino  almeno il pragmatico ed efficace riformismo di Bergoglio (quello vero, non quello “incapsulato” da Scalfari, che peraltro non è il Papa Giovanni bensì il Cardinal Bertone della Repubblica).

“Mi viene un dubbio” (ancora una volta secondo il felice stilema di Papa Francesco): non sarà che il “vaffa” grillino sia insufficiente di fronte ad un cosiffatto black out cerebrale ancor più che etico?     D’altro canto, “Il Signore acceca quelli che vuole perdere”.

Quanto a noi, staremo a vedere.  Almeno finchè (“sondaggio” telematico della Presidenza del Consiglio a parte) non si possa “partecipare”…

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