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19/09/2013

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Maccari-Cicero

“Sarò sempre con voi… decaduto o no” e anche “sono innocente, completamente innocente” e “hanno frugato nel mio privato” (i suoi cassetti, la biancheria intima, i tacchi rialzanti delle scarpe?).   Così un omino pallido, pallido (cambio di cerone, look poveraccio da compatire?).

E anche “hanno aggredito il mio patrimonio…” (ahi, ahi), “indagato i miei ospiti…” (più che altro le mie… ospiti…).  Insomma uno show sconcertante, perfino sconvolgente per il cambio di marcia rispetto alle solite allocuzioni da allegro imbonitore.   Questo, il tanto reclamizzato messaggio del Cavaliere che ha preceduto di qualche ora la prima – prevista – decisione di decadenza da senatore del certificato “criminale” Silvio Berlusconi, a cui solo l’altro ieri  la magistratura civile aveva comminato uno “stocco” da 500 milioni di euro.  A favore della CIR del “democratico” Carlo De Benedetti.

Vespa basito di fronte alla “caduta degli Dei”  (i suoi Dei) ha immediatamente organizzato un requiem televisivo più che altro degno della morte di un Pontefice romano.    Ma questo è tanto prevedibile da non meritare commento alcuno se non l’intollerabile fastidio per una pluridecennale “untuosità”.

Ovviamente nessuna ironia sulle baggianate del tipo “la via giudiziaria al socialismo” portata avanti come è ovvio da “Magistratura democratica”, che peraltro non esiste neanche più…

E tuttavia ancora una volta l’omino (in una sorta di versione Charlot post-moderno) ha infilato un paio di notazioni del tutto condivisibili (“tritacarne” giudiziario, oppressione burocratica, pervasività fiscale).   E che naturalmente saranno condivise da decine di migliaia di Italiani.    Ancor più dopo la ugualmente melodrammatica controdichiarazione in perfetto stile Zhdanoviano (cioè paleo-sovietico) del “Commissario” PD Guglielmo Epifani seguito da tutti i suoi corifei della nomenklatura.    Fantastico il duetto a distanza tra Berlusconi ed Epifani su i “comunisti” e la “Guerra fredda”: ma ci fanno o ci sono?   Vivesse ancora il povero Guareschi (quello di Don Camillo e Peppone) riaprirebbe la rubrica “visto da destra, visto da sinistra”.

In breve niente di nuovo se non un crescente avvitamento del panorama politico ed un ulteriore oscuramento degli scenari.     Facile prevedere che – stretti tra due “mantra” contrapposti eppure “avvinti come l’edera” –gli Italiani, gli elettori (perché tra breve di questo si tratterà) potrebbero avere reazioni da “topi in trappola”.   Ha ragione Berlusconi quando dice che il Paese deve impegnarsi sulla politica: ovviamente non la sua, ma quale altra?

D’altro canto lo schema è chiaro: “la pervasività della magistratura esiste ma è inevitabile dappertutto nel mondo democratico”(cfr gli studi della statunitense Saskia Sassen) quando i Parlamenti vengono svuotati come saccocce vuote (in Italia “porcellum” e “nominati”).  Non sembra che i grigi soloni del PD (in perenne attesa del “cadi tu”, “subentro io”…) siano disposti ad accettare siffatta ineluttabilità democratica.    Quanto al “rieccolo” nazionale si è visto quanto ami l’Italia e quanto ami sé stesso.    “Usque tandem…”, fino a quando… abuseranno della nostra pazienza?    E dire che un bell’affresco ricorda al Senato l’invettiva di Cicerone a Catilina: già ma la legge Severino non prevede che i candidati sappiano – almeno – leggere e scrivere.   “Far di conto, sì: quello lo sanno fare”.

 

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