Flash

13/09/2013

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Game-over

“Game Over”, così Matteo Renzi con il suo ben noto talento semplificatorio e la consueta “ribalderia” giovanilistica (nel suo caso giovanile “tout court”…) ha descritto l’attuale fase della saga berlusconiana.  “Game Over”: la partita è chiusa.     Il flipper ti dice che o metti altri soldi o te ne vai a casa: finite le palle da giocare o troppi calci ad una macchina recalcitrante.

La situazione è esattamente questa, nonostante Quirinale e PD (forse un po’ ammaestrati dai contraccolpi pluridecennali del “caso Craxi”) appaiano più che pronti a concedere un “onore delle armi” che assimila il pregiudicato Berlusconi al Duca d’Aosta davanti alle truppe inglesi sull’Amba Alagi: perdere, ma con onore.  Boh?  Intanto il voto della Giunta decisivo dovrebbe essere mercoledì prossimo con riunione al calar della notte (20 e 30).

Poiché l’unico complimento che si possa fare all’ex Premier e che non trattasi di “fesso”, e nonostante il probabile dispiacere di molti – a partire dai media – l’esito più logico sarebbe quello di “nobili” dimissioni che taglino la testa al toro, salvino il “malloppo” e consentano una nobile rinuncia “per il bene del Paese”  con tutti i futuri spazi (anche quelli aziendali) ancora aperti.

Ed infatti l’ottimo D’Alema ha chiosato con leggerezza che il Governo Letta “non cadrà, a meno che Berlusconi non ammattisca”…   Non solo, ma l’attesa convocazione di Obama a Washington per il 16 ottobre del “giovane Letta” fornisce un’ovvia contro-assicurazione.  Che, tra l’altro, va esattamente nella (ovvia) direzione di separare i destini personali di Berlusconi da quelli del Governo.     Again, di nuovo: “Game over”.

Sviluppi che hanno galvanizzato il periclitante establishment del PD, sedandone un po’ le ansie ed i fremiti per l’unica battaglia che veramente gli interessa: quella della successione interna… e della spartizione di potere.  Nel frattempo si continua alacremente a produrre scelte e decisioni che frustrano ed irritano il Paese (quella minoranza che “segue” e capisce) proprio quando i “tamburi di ripresa” affievoliscono di giorno in giorno: si stoppano le decisioni sul finanziamento ai partiti, si mettono in castigo i deputati grillini “rei” di movimentismo pro-Costituzione, si nomina l’impopolare Giuliano Amato alla Corte Costituzionale.   “Business as Usual” (affari di routine…).

Davvero Berlusconi potrebbe fare un ultimo “score” d’opinione andandosene sulle sue gambe…   E lasciando il duo Santanche Sallusti alle loro sinistre malinconie.   Quanto agli altri centurioni PdL, non si preoccupino: il PD ha aperto un apposito Ufficio amnistia/riciclo.

Mica siamo come i Tedeschi che non ne lasciarono uno della DDR all’indomani della caduta del Muro e come premessa di una riunificazione che funzionasse.  In Italia vale la sempiterna legge dei Gattopardi, eccetera eccetera.      Auguri.

 

 

 

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