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10/09/2013

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“Camera a gas”, “Plotone di esecuzione” o più romanticamente azione dei “sans culottes” dell’odiata rivoluzione francese ed in accordo con la tradizione del neo-fascismo romano e con le “corde” culturali dell’esperto in draghi ed esoterismo Andrea Augello, il cosiddetto “relatore” al Senato  sul caso della decadenza del Sen Berlusconi: questo il clima con cui il PDL ha aperto il dibattito sull’applicazione della Legge Severino al “Capo”.       Il tutto è proseguito sui media con un tanto ostinato, quanto ridicolo, tam-tam sulla “vittima sacrificale”.

L’apice di questo ridicolo spetta alla Signora Santanchè (quella che qualche tempo addietro vantava gloriosamente i rubinetti d’oro della propria magione, da tempo vestale totale di Berlusconi (“mi ama perché non gliela ho data….”) ed autoproclamatasi leader dei falchi del partito: questa è andata ripetendo istericamente che la sentenza della Cassazione (e degli altri due livelli di giudizio…) è persecutoria in quanto Berlusconi nel periodo considerato aveva “versato dieci miliardi al fisco” e, dunque, non certamente evaso qualche milione.

Siffatta pazzesca motivazione non veniva – purtroppo – rintuzzata con un paio di “truismi” chiari a tutti ma non ai “fedeli”: i dieci miliardi non sono un “regalo” al fisco.   Bensì una quota – carente e parziale – del dovuto.  Strano che non lo capiscano le migliaia di italiani perseguitati dall’Agenzia delle Entrate e dalla Gerit per pochi spiccioli (o rate di mutuo) ritardate per impossibilità o altre decorose ragioni inclusa la “rapinosità” di un sistema ferreo ed esoso con i “pezzenti” (cioè la grande maggioranza degli Italiani) e pieno di “buchi” per piccoli e grandi “Cresi”.

Ma tant’è: se il clima di fondo è quello vaticinato già molto tempo addietro nel suo “Il Caimano” da Nanni Moretti con le fiamme su tutto appiccate dal caimano nel momento della sua uscita di scena dopo aver fatto strame di un intero Paese (e dei suoi abitanti), sono i dettagli ad impressionare: un “relatore” che si presenta alla Giunta non già con una relazione, bensì con le cervellotiche istanze della “difesa” ad una panoplia di organismi sovranazionali che nulla hanno a che vedere con il banale caso sintetizzabile con l’adagio popolare “tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino”.     Altro che persecuzione.

Così vengono “ripescate” le già odiate istituzioni Europee (UE e perfino il relitto storico del Consiglio d’Europa) invocati sia nella difesa del “reo”, che nella tentata cancellazione dell’assai moderata Legge Severino che tentava di portare il tasso di delinquenza tra i parlamentari almeno al livello della generalità della popolazione…

Questioni che dovrebbero ben conoscere coloro che – aspirando non già ad una carica elettiva, bensì ad un modesto impiego di spazzino – sono stati sottoposti a capillari controlli di polizia e carabinieri…   Ciò non bastasse, ben 37 eletti sono già stati dichiarati decaduti a norma della Legge oggi divenuta presuntamente “incostituzionale”.

In verità questo “ritorno all’Europa” non solo è in contrasto con l’ “animus” del Cavaliere che al proprio esordio dalla tribuna di Strasburgo definì “kapò cinematografico” l’attuale Presidente del Parlamento Schultz…, ma anche con un radicato provincialismo ed incapacità nazionale di rapportarsi con un’integrazione europa (e globale) che non può continuare ad essere fatta sulla base della supremazia del nostro modello di “cappuccino e cornetto”, o – peggio – di “non sono io ad essere razzista, è lui o lei che è “negra”… Ed ora questi disprezzati rappresentanti delle Istituzioni europee dovrebbero salvarlo o sul piano personale (ciò che sarebbe spettato al povero Cucchi), o su quello giuridico cassando la Legge Severino (e non già quel “Porcellum” che viola tutti i principi di rappresentanza democratica che – giustamente – l’UE reclama dai Paesi extracomunitari come pre-condizione di cooperazione.

In breve.  La deriva italiana (non del solo Berlusconi) non solo dall’Europa e non solo dai principi illuministi – democratici e/o liberali – ma dalla realtà ha raggiunto un livello degno della più grossolana ed estrema “fiction”.    Dunque, altro che sconfitta: siamo al trionfo finale.   Che tutti pagheremo.  Senza canone, vivaddio.

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