Flash

11/07/2013

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“Trasformerò quest’aula sorda e cieca in un bivacco per i miei manipoli.”

Quiz: chi l’ha detto?   Benito Mussolini, duce del Fascismo o Silvio Berlusconi, duce del Partito della libertà (sua…)?   Segnare il primo o il secondo.

Risposta esatta: il primo, all’apertura della propria “Era”.  Chi l’ha fatto? Il secondo nell’anno XIX EB.

Ma i paradossi – alla luce della invereconda giornata di ieri – non si arrestano qui.   Il PDL , chiamato a raccolta per salvare più che Berlusconi, sé stesso, dal rischio mortale annidato nella sentenza sui fondi “neri” esteri Mediaset che la Cassazione potrebbe confermare il 30 luglio  escludendo il “Capo” dai diritti civili (cassati dalla sua ripetuta tendenza a “delinquere”), ha risposto alla “chiamato alle armi” con il massimo della mobilitazione.    E cosa hanno preteso di “fare un Aventino” a rovescio costringendo tutti gli eletti del popolo (sic) con l’adesione di tutti.  Anche di coloro che hanno sempre ostentato rispetto per l’autonomia della magistratura.   Il PD, in particolare, ha risposto con il peggio di sé: forte ed assertivo con i deboli, pronto ad ogni compromesso con i forti (o coloro che si ritengono tali).

La sospensione di un giorno dei lavori parlamentari per lagnarsi e contestare decisioni che ogni – tutti – i cittadini italiani avrebbero rispettato è la decisione che ne è scaturita.     E’ una vergogna indicibile: dopo aver rifiutato l’ordine del giorno che avrebbe cassato il “Porcellum” in attesa di un’improbabile revisione del medesimo, ora il PD si associa di fatto allo sberleffo ai tremebondi giudici della suprema Corte, messi al centro di un dilemma impossibile: attenersi anche formalmente al precetto “La legge è uguale per tutti”, ovvero chinare il capo all’ukase: “non mi toccate, se no spacco definitivamente il “Paese che amo”.  E non è difficile prevedere la marcia indietro che avverrà tra tre settimane.

Il “Capo” lo sa ed invita i suoi a digrignare i denti, ma senza esagerare.   Nel frattempo – mentre diventa difficile criticare Grillo per aver anteposto le sue dorate vacanze in Costa Smeralda all’incontro al “Colle” (infelice e pomposo appellativo per la Presidenza della Repubblica) – sembra che le uniche preoccupazioni della politica siano: a) mantenere in vita (assistita…) il Gabinetto delle parole del giovane Letta e b) gestire con il “passismo” del burocrate Epifani la transizione al vertice del PD.

E l’Italia, e noi?  Chi se ne frega. Anzi peggio, il “calmante” sarebbero i ripetuti interventi del Ministro per l’Europa (il plumbeo Moavero, ora Moavero Milanesi dopo l’“aristocratico” Gabinetto del Prof Monti) sui futuri fasti del semestre italiano di Presidenza UE dell’anno prossimo.   Godi popolo nel 2014 a Bruxelles, che nel 2015 avrai l’Expo di Milano.  Fortuna è che Paesi più seri, o semplicemente più “normali” (quale la Germania) andranno tra pochi mesi al voto.

Se non fosse tutto da ridere (per chi ce la fa) sarebbe tutto da piangere.

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