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10/07/2013

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Ancora declassata (in credibilità…) da Standard & Poor, colpevoli di fare il loro (inutile) mestiere e cioè di dire ai “mercati” quello che è sotto gli occhi di tutti e cioè che non è in atto alcuna fuoriuscita dalla crisi – che anzi si aggrava e toccherà per quest’anno meno 1,7 del prodotto nazionale lordo – l’Italia sonnecchia.  Per non pensare e, soprattutto, per non vedere.

La notizia finanziaria di ieri (e cioè il ritorno tra i peggiori Paesi d’Europa), come pure il monito del Fondo Monetario (FMI) della settimana scorsa vengono accuratamente “filtrati” dai media, soprattutto da quelli asserviti alla propaganda del “Governo del fare”: infatti non deve neppure sfiorare la mente degli Italiani il punto nodale e cioè il fatto che il Paese è strutturato (da quanto tempo?) in modo da proteggere le rendite parassitarie e malavitose e da schiacciare redditi da lavoro ed investimenti, produttività reale ed innovazione.   E’ scritto su tutti i documenti esterni che ci riguardano, ma i “miopi di Stato” leggono soltanto l’inevitabile ammonimento a non rinunciare alla tassazione immobiliare (poveracci compresi…).   E perché?  Semplice perché questo Stato non vuole né tagliare la spesa pubblica, non quella degli “asili nido” o di quel che resta del “welfare” bensì la mostruosa superfetazione del settore pubblico, e/o assistito (a partire dalla politica).     E neppure intende recuperare la ugualmente mostruosa e record nei Paesi sviluppati evasione fiscale: Equitalia è il gabelliere dei poveracci, non dei ricchi.

Così va tutto, ma – mentre il giovane Letta si autocompiace e mira a durare, almeno un altro po’ – la magistratura ne fa un’altra delle sue ed annuncia per il 30 luglio  la sentenza definitiva intorno alla condanna per i fondi neri Mediaset.    La destra di palazzo (Grazioli, ndr) insorge in vista della possibile conferma dell’interdizione dai pubblici uffici di Berlusconi e la “sinistra” trema al pensiero di doversi schierare, rompendo una così lucrosa convivenza.

In breve, il clima si fa caldo (come comunque sarebbe avvenuto nell’imminente autunno del brusco risveglio dell’Italia addormentata) e pare preludere ad un “25 luglio” del “XIX anno EB”, Era Berlusconiana (come quello del 1943, anno XXI EF Era Fascista): ancora una volta potrebbe esserci un “Gran Consiglio” che metta la parola “fine” ad uno spettacolo durato oltre ogni misura.    Del resto di Badogli ne abbiamo pronti a volontà, e non parliamo neppure dei giardini di Villa Savoia… Peraltro l’analogia non è nostra, ma è stata formulata ben più brutalmente da Berlusconi medesimo, che ha esplicitamente evocato lo spettro di  Piazzale Loreto (ove si consumò senza alcuna pietas il regolamento dei conti finale col dittatore giustiziato).

Intanto chi può prepari secchiello e paletta per la spiaggia.

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