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27/06/2013

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“Supercazzola”. Così – in un didascalico empito di entusiasmo – il deputato grillino (nonché vicePresidente della Commissione Esteri della Camera) Alessandro Di Battista irrompeva – suscitando virtuoso scandalo – nel dibattito parlamentare sull’acquisto di 90 F35 per cingere il  nostro Paese di una invincibile “Armada” di caccia d’attacco.   E così suggellava – forse inconsapevolmente – una giornata destinata ad ulteriori fasti ed una polemica – degna di una Batracomiomachia (letteralmente “battaglia dei topi e delle rane”, poemetto tradizionalmente attribuito ad Omero o meglio al più tardo Prigite nel II secolo avanti Cristo): in ogni caso trattasi di un’antica sempreverde satira sul vuoto politico… Peraltro aggiornata nel 1831 da un finalmente scherzoso Leopardi con i suoi “Paralipomeni della Batracomiomachia” in cui fanno già irruzione i filoni politico-etici che ancor oggi sopravvivono.

Il carbonaro risorgimentale  Conte Leccafondi ed il Generale Assaggiatore, il solo in grado di salvarlo dal crollo delle sue illusioni illuministiche “à la mode”, sono due figurine tipiche non della “Topaia” (l’amata Patria) di allora, ma di quella dell’oggi.    In verità, lo scontro alla Camera tra “pacifisti” (avvolti nella Costituzione e nei valori cosmopoliti) e “guerrafondai” (ammantati di cooperazioni e rivoluzioni tecnologiche per lo più di fantasia e soprattutto di “celodurismo”) e la  vittoriosa mediazione dei “rinviatori”  hanno avuto un solo punto positivo (e non da poco): contestualizzare e sottoporre a (futuro…) scrutinio scelte non solo onerose, ma del tutto indefinite e problematiche.   In ogni caso non atti dovuti e scelte obbligate (come usava coi famigerati “Decreti missione”), bensì opzioni da definire e comunque decisive per il Paese.

Il tutto – proprio come nelle antiche e moderne (Leopardi) “battaglie delle rane e dei topi” – condito in un mare di banalità (“si vis pacem”, ecc), mezze bugie (l’occupazione), altre banalità (“la guerra fa schifo”) e – pochi – sprazzi di serie ed argomentate puntualizzazioni.  In verità soprattutto da parte “pacifista”. La palma della banalità toccava invece al neoMinistro della Difesa Mauro (vedasi testi ufficiali e dichiarazioni).

A seguire nelle ore più tarde, la “supercazzola” si arricchiva con i peana intonati dal ventriloquo Alfano e le proteste del querulo Brunetta: in effetti la “preparazione” italiana al Consiglio europeo di oggi e domani (vedi nota del nostro Immanuel in questo aggiornamento ) veniva completata dal Governo con il rinvio dell’aumento IVA compensato dall’anticipo Irpef ed Ires per i contribuenti autonomi.   Insomma anche qui un rinvio “tecnico” per permettere agli italiani e soprattutto al Governo di passare tranquillamente l’estate.   Chissà?  E, comunque, come diceva Rossella O’Hara in Via col vento: domani è un altro giorno.

Infine – a suggello della trionfale giornata – l’ex Premier, testè condannato se non al carcere ad una rinnovata gogna internazionale, veniva ricevuto in pompa magna dal bis-Presidente della Repubblica: premio di consolazione?  Consultazione del Colle con un grande vecchio pre-Vertice europeo, ovvero informale conversazione sulle voci sul suo “asse” ereditario?    Infatti, benchè smentita, diffonde giubilo la voce che la “Dinasty” potrebbe proseguire anche in politica con la figlia Marina, già mostrata sul settimanale “di famiglia” CHI a seno nudo (“novella Galatea”) al timone di un aquascooter nello specchio d’acqua in Costa Azzurra prospiciente la sua residenza.

Supercazzola.  Lasciateci sognare.

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