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19/12/2015

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Questa non ce la eravamo mai aspettata: che il discorso più intelligente e più “ficcante”  nel dibattito parlamentare sulla sfiducia personale alla Ministro Maria Elena Boschi  presentata dai Cinquestelle e difesa in aula da Alessandro Di Battista venisse dalla “nazionale” Giorgia Meloni.   Il fiotto di chiacchiere pseudopatetiche della  già rivale ed ora Ninfa Egeria nonché musa del “giglio magico” dei ragazzotti fiorentini capitanati da Matteosubito si è infranto sulla replica rocciosa, inappuntabile della Meloni.

 

Mentre tutti gli intervenuti si perdevano sullo scivoloso – paludoso e fuorviante – terreno del lacrimevole, offeso e (per noi arrogante ed ipocrita…) atto di dolore della piacente (non per noi evidentemente…), inarrestabile, “parvenue” della Terza Repubblica, soltanto la Meloni riportava la questione sul suo terreno politico.   L’elenco degli spicci che “avrebbe” potuto incamerare la Boschi, l’onore -  anch’esso offeso – di un Padre da Libro Cuore tutto alzatacce mattutine e famiglia, pieno d’orgoglio per l’ascesa culturale (?) dei figli e soprattutto della bella primogenita (come lascia capire lei stessa facendo accusare di “maschilismo” i poveri colleghi maschi corsi ad omaggiarla), tutto appare come la più stucchevole (e falsa) telenovela.   Fino al momento in cui interviene Meloni.

 

Ad un Lupi che ancora piange per essere stato “fregato” da un Rolex e da una sua pressante raccomandazione per il figliolo, la Meloni contrappone (inascoltata…) i fatti: i risparmiatori derubati per rianimare una banchetta piena di tutto meno che di efficienza creditizia  e nuovamente capace di drenare risorse – vere – dai risparmiatori e consegnarli agli speculatori.  Due punti sono sufficienti per capire (secondo la Meloni e noi concordiamo) la portata del conflitto politico di interessi al cui centro non c’è solo la Boschi ma anche tutta la ghenga di “Strapaese” (vedasi):  al Governo, nel territorio e perfino nei templi londinesi della City… ed anche in Italia…

 

Sempre la Meloni ha toccato il punto dello “scudo” giudiziario (oltre a quello spontaneamente offerto dalla Banca d’Italia e dalla Consob…) offerto ai responsabili bancari.   Sorvoliamo anche noi le influenze nefaste in cui la vicenda è ambientata: Massoneria, Boy Scouts, in breve l’habitat che per mezzo secolo ha ospitato il Maestro Venerabile Gelli.  Sparito ai vivi alla viglia dello show parlamentare della Ministro e anche sparito con tutta la sua monnezza: tutta sua?

 

Quindi politicamente tutto l’intervento non è solo irrilevante e “a futura memoria”, ma è lo specchio del degrado profondo del nostro Paese.   Fanno le controriforme e le chiamano riforme, tolgono i soldi ai poveracci e fanno ulteriormente arricchire ricchi e speculatori.   Ghettizzano gli “sfigati” e li prendono per il c. con gli 80 euro eccetera eccetera.     Né più né meno di quanto facessero i “bocconiani” di un altro “campione” per conto terzi come il maturo e algido Professor Monti.

 

Tutto questo manca nella piattaforma moralista, approssimativa, scarsamente affidabile ancorchè volenterosa dei Cinquestelle: caratteristiche che l’irruento Di Battista ha messo imprudentemente in piena luce.   Ma la storia continua: la magistratura fiorentina (ove pure la Boschi conta molti amici)  avrebbe aperto un’inchiesta: se non altro in omaggio al precetto caro ai poveracci: “Maestà ci saranno dei giudici a Berlino” contro la prevaricazione fatta al povero contadino dal Re di Prussia…   Forse allo stato attuale gli unici a poter infrangere la rappresentazione renziana, una storia tutta sua, loro, che sguscia come un’anguilla (una serpe?) in tutta la frastornata società italiana.   Ma i giudici Lo faranno, lo vorranno, ci riusciranno?

 

Qualcuno nell’opinione mediatica meno rozza ha già notato come il contemporaneo attacco di Renzi alla Merkel partito in questi giorni (oltre a servire il settore petrolifero, energetico italiano…. Quelli sì e non i pezzenti risparmiatori…. Anzi ex risparmiatori…) distoglie l’attenzione dalle moine della Boschi (alla quale resta comunque la vistosa e preoccupata solidarietà dell’altra bionda ministra-Marianna Madia-, quella che veniva eletta grazie alla sua dichiarata impreparazione… e sedeva “attovagliata a Palazzo Chigi tra Matteo e Blair senza che le prefiche del PD notassero alcun maschilismo…).

 

Insomma ne vedremo delle belle.   E siamo solo all’inizio.   Nei ritagli di tempo dal palcoscenico “planetario”, Matteosubito (slogan vittorioso lanciato a suo tempo dalla Boschi in persona) è già all’opera per “ripulire” il casino bancario: ha già tirato fuori il “Niagara” (dal nome commerciale di un famoso antico detergente) ovvero il “Moralizzatore di Stato” giudice Cantone,  che  disgorga, pulisce e profuma al solo nominarlo.   Certo non rallegra questa “rottamazione” che – di fatto – condanna ed estromette solo quelli in grado di esprimere un pensiero critico e provvisti di un minimo di conoscenze (non quelle della Leopolda…).   Si salvano solo i peggiori burocrati pubblici della conservazione reazionaria: con un solo compito, quello di mandare avanti la macchina burocratica, prestarsi a tutte le piroette renziane e – soprattutto – mantenere sé stessi per un altro ventennio o, mal che vada, fino al 2018.       Con buona pace di quelli che hanno dichiarato di aver “mandato Matteo a Palazzo Chigi per togliere i rottami dai binari”.   Forse non parlavamo degli stessi rottami…   Infatti – mentre il Renzi “spezza le reni” alla Merkel e reclama il “suo” gasdotto “per la patria” la Costituzione republicana ed i diritti democratici si sfarinano in una melassa da X Factor.   Basti pensare al reverente saluto offerto dal Renzi stesso ad una precedente “Leopolda” ad un “profeta”… come Fabio Volo.

 

Ma c’è di peggio, come la memoria storica corre alla “toletta” a cui Mussolini sottopose il suo programma originario depurandolo degli elementi “sociali” ed allineandolo al capitalismo italiano e poi via con la Marcia su Roma: certo ora  non c’è Balbo, ma forse molti Farinacci  ed in carne ed ossa Lotti, Verdini, Nardella e – al posto della Sarfatti – “Lei” la “Mari” che da Strapaese è arrivata a Roma ed ha conquistato la “solidarietà” delle donne e la trepida ammirazione dei maschi…  Altro che storia che si ripete in farsa: qui siamo alla “fiction” postmoderna con nugoli di caratteristi… per tutti i ruoli… E nominateli voi..  Se convincerà, fino a quando incanterà, dipende dall’”audience”.   E quella siamo noi…

 

E comunque Dio ci scampi.  Magari anche senza l’aiuto del Papa che appare sempre più affaccendato all’interno della Chiesa.   Mentre a noi ci pensano Matteo e i suoi… e tanti “antemarcia” come mosche intorno alla torta.    Come al solito. In Italia.

 

 

 

 

 

 

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