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17/12/2015

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The-Steps-of-Freemasonry

 

 

A nemmeno dieci giorni dall’apertura (in tono involutamente minore?) del Giubileo, Roma è sprofondata in una impotente malinconia che ci ricorda la Lisbona di tardi anni ‘60 del secolo scorso, alla fine della ultra trentennale dittatura del sinistro, cattolicissimo, dottor Salazar.   Solo che lì dietro l’angolo aspettava fremente e piena di speranze la “primavera dei garofani” lusitana, invece qui possiamo solo sperare nella controffensiva liberatoria del duetto Renzi Boschi: l’uno è già partito cinguettando ai “Pentastellati” (integrazione concordata dei membri della Corte Costituzionale), l’altra – dopo una “sortita” nella fanatica casa leopoldina ha “abbassato le tendine”.  E’ irritata con noi, praticamente tutti noi.  Matteo compreso… Ma su questo torneremo.

 

Intanto il dicembre romano (da sempre invaso da una miscela di allegria religiosa e pagana) avvizzisce anzitempo con lo svaporare di tutte le aspettative.  Ragioni epocali: violenze, guerre, miserie, crescenti, perfino il “nemico alle porte” con il Califfo di fronte al “mare nostrum e – per tristissimo soprammercato – bimbi ripescati  nel Mediterraneo come tonnetti  ributtati morti o a morire a mare per le ridotte dimensioni.

 

Questo il quadro di fondo.  Poi ci sono le tinte ottusamente (o quanto meno improvvisatamente) affibbiate a quella che già fu la città della “dolce vita”.   L’averla affidata a personaggi come il Gabrielli già braccio destro del Bertolaso (che risulterebbe ancora sotto processo per fatti che spaziano dalla Maddalena all’Aquila passando per Via Giulia ed il Salaria Sporting Center) e che – soprattutto – dichiarò non molto tempo or sono, riferendo in Parlamento di “Mafia Capitale”, che i mali della città consistevano soprattutto nel deliquenziale Pigneto e nell’occupazione di qualche decina di case. E al posto dell’incontinente Marino, il prefetto Tronca reduce dai trionfi dell’Expò Milano.   Mentre poi verso entrambi è difficile che i cittadini “comuni”  possano sapere quanto siano funzionali per la “totemica” sicurezza è assai facile capire che (per come Roma è già ridotta) l’arrivo del commissario di Governo (a sostituire l’estromesso Marino fino alle elezioni previste in primavera) come qui non funzioni affatto con i suoi divieti “talebani” (le auto proibite, il concerto di Capodanno proibito, respirare sconsigliato, criticare ancora meno).

 

A saldo viene il sospetto che a Matteosubito vada bene soltanto il silenzio perpetuo non solo del PD (quello ce l’ha già…), bensì quello di tutti i cittadini… naturalmente esclusi i suoi amici PD i suoi ancor più autorevoli supporter…  Con la Capitale (Palazzi esclusi) c’è quasi riuscito: il mortorio regna e le aspettative per le feste pure.   Quasi viene da pensare che per metterci a terra non occorrono attentati, bensì le cronache ordinarie: per Roma buche, lavori (inutili) in corso, pene e cilicio per la circolazione, tredicesime già svaporate prima di Natale.

 

Difficile pensare che Papa Bergoglio non avesse previsto un po’ di gioia per “ossigenare” la misericordia: ebbene palesemente fin qui non ce l’ha.     Certo non ce l’ha con il caso “papessa” a decantarsi, né con l’avvizzimento precoce del rinnovamento interno alla Chiesa.  E ciò non può fare piacere a noi che non siamo dei “suoi”, ma abbiamo rinvenuto sonorità celestiali in molte delle sue parole.

 

Certo non solo il “vasto mondo” ma anche l’ambiente che ci circonda da vicino non inducono ad alcun ottimismo: siamo qui a misurare abbastanza evidenti scorrettezze; non solo della “Madonnina” e del paparino che si locupletava mentre la “sua” banca attirava gli strali “a futura memoria” della “sobria” Banca d’Italia che tutto sa e nulla dice ai poveracci, ovvero il “parco buoi” che portava doni costati sangue ai ricconi esattamente come con gli antichi imperatori di Cina.   Come nel Portogallo di Salazar (altro che lustrini fiorentini), ma almeno lì la PIDE (la polizia di regime) torturava, ma non prendeva per il c…   Qui la prima pratica (non reato in Italia….) è riservata fondamentalmente ai “marginali” mentre la seconda è il vero – già esistente – reddito di cittadinanza.  Per tutti, tranne che per gli “Happy few” (i pochi “fortunati)…

 

Eppure l’uscita di scena (per veneranda età) del vecchio aretino e venerabile massone Licio Gelli potrebbe aiutare a voltar pagina rispetto ad un trentennio che ha visto (e nascosto) di tutto in Italia.  Ma perdete ogni speranza voi che la confidate nella tonitruante ghenga del contado fiorentino.

 

E tanto più perdetela voi “gabbati” che avete perso tutto ed attendete solo il “ristoro umanitario” promesso (“in nomen Renzii”) dal già riformista Ministro Padoan.   O almeno fatevi invitare da lui ai cenoni che non potete più permettervi.

 

 

 

 

 

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