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14/12/2015

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Matteosubito corre al soccorso della prediletta fatina azzurra Boschi e soprattutto tenta un’impresa che neppure il suo predecessore il “Caimano” osò: “accontentandosi” di moltiplicare il proprio patrimonio – con le buone o con le cattive – ma lasciando campare la generalità degli italiani.     Renzi e i suoi seguaci no: vogliono fare di meglio, ovvero distruggere quel poco che resta del cervello dei loro concittadini e ricondizionarli ad accettare la loro mala sorte: sono pezzenti, cittadini di serie B, mucche da mungere e tali devono rimanere.

 

Dalla tribuna sovraeccitata del loro personale “ClubMed” (villaggio vacanze di lusso) riunito nella ottocentesca stazione Leopoldina di Firenze (“affittata gratis”?), mentre i gabbati di banca Etruria venivano tenuti a distanza di “sicurezza” dalla forza pubblica, e non soddisfatti di aver linciato Roberto Saviano, reo di aver detto quello che tutti pensano e cioè che la Fatina si trova in un gigantesco conflitto di interessi e pertanto se ne deve andare dal Governo.  Tanto troverà in questa Italia altre “scritture” preferendosi il suo pesante “glamour” allo squallore di un pensionato ridotto in miseria e spinto al suicidio da quegli stessi che l’avevano rapinato dei risparmi di una vita (per davvero).   Ma Matteo ne fa una questione di principio per il suo potere violento, brutale, furbetto.   E i suoi accoliti provano il brivido, l’ebbrezza dei “Sansepolcristi” (le prime bande armate di Mussolini) e, dunque, osannano la giovane che si presentò al giuramento quirinalizio in pigiama-palazzo blù elettrico e stagnola.  Salvo poi venir “affidata” alla madrina cattiva Finocchiaro per il blitz vittorioso contro la Costituzione della Repubblica.

 

Ma lasciamo da parte le ire fiorentine del Renzi e mettiamo in fila i fatti che svelano come rottamazione, rinnovamento, i “giovani al potere” siano solo balle: buone per chi fa finta di crederci e continua a banchettare sulla purulenta carogna di quello che fu un Paese.

 

Il papà della giovanotta che debuttò (dopo il “tanga” al Quirinale) con la ridicola trasvolata a “riscattare” con aereo di Stato i pargoletti africani (un “campioncino” da vetrina, non tutti…): già allora si poteva capire come credesse al modello salvifico Angelina Jolie (che però lo fa con i soldi suoi…).  Appunto il papà.  Vice Presidente di quella Banca Etruria che ridusse sul lastrico interi paesini dell’Italia centrale ed i suoi sfortunati abitanti sarà pure una persona per bene, ma che direste voi di chi – mentre la “Banca Popolare” è sull’orlo del baratro si aumenta gli emolumenti  e ordina ai dipendenti la tosatura completa dei “fedeli” della Banca.

 

Non contento – lui e gli accoliti –“trasformava” con gli amici di Bankitalia la “Popolare” in SPA con apposito voto del Consiglio dei Ministri (la Boschi era a prendere il tè sotto Palazzo Chigi… “certificando” così l’assenza di conflitto di interessi…).

 

Da ultimo, lanciavano l’ultima pappata per gli amici.  Come ci ha ben spiegato un vero giornalista economico (Alberto Statera) dentro c’è tutto: Massoneria toscana (ammazza quanti sono… dal vecchio Gelli a….), finanza cattolica, con tanto di presenza del sibarita Cardinal Bertone a benedire un finto (?) cantiere per imbarcazioni super-lusso (guarda un po’ proprio per la coppia Pitt-Jolie e chissà se loro lo sapevano…).

 

Insomma tutto in regola, tutto perfetto: “salvate” le banche, salvata l’occupazione ed infatti loro sono lì per quello…. Ed infatti c’erano pure “società” non dichiarate di mamma e papà Renzi.   Peraltro non nuovi a procedimenti  giudiziari.  Di più le cronache informano che papà Renzi  (quello in short e cappelluccio in vacanza a Miami mentre il figlio coronava al Quirinale il suo sogno di potere), spingerebbe il “figliolo” a mostrare i c. anche con i magistrati che lo “tormentano”.

 

“ Razza padrona”, “parvenus” (nuovi ricchi ingordi), sinistre vecchiaie passate dai sogni egualitari di gioventù a “coprire” di chiacchiere menzogne ed inciuci tanto pretenziosi quanto schifosi di giovani rampanti: ci vorrebbe un Balzac per descrivere quello che abbiamo sotto gli occhi.   Ma c’è di più – sia pure in forme farsesche – e da qui bisogna partire e non da idiote disquisizioni su derivati, eccessi di rischio,  “ristoro” ai gabbati… prima che si suicidino ovvero si tolgano dalle palle… e liberino il campo per ulteriori futuri “trionfi” del “nuovo che avanza… e beato chi ci crede (perché dei poveri di spirito è il regno dei cieli….).

 

E così arriva Natale, il Giubileo snocciola la sua litania che stride con una realtà che non corregge ma avvalora: realtà nostra e del vasto mondo.  E intanto va in scena uno spettacolo che ben conosciamo: quello della “ubris” (Hybris) degli umani, di umani accecati di sé che – ad un certo punto – con la loro incontinente arroganza attirano la collera degli Dei.   In un secolo sul palcoscenico italiano vi abbiamo già visto (a scendere…) Benito Mussolini, Bettino Craxi ed ora il giovanotto del contado fiorentino (il “campione” secondo Sergio Marchionne e Carlo De Benedetti…)…

 

Ci salvino gli Dei…

 

 

 

 

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