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10/12/2015

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Daumier_parlamento

 

 

Tre giorni fa – vigilia dell’apertura (rivelatasi moscia assai) del Giubileo della “Misericordia” – chiudevamo la nostra nota con la frase “allora per noi non c’è speranza”.  E così è stato.

 

Infatti, mentre Matteosubito ed i suoi accoliti si preparano per l’ennesima kermesse alla Leopolda  (per fare che? Preparare nuove gabbole per gli italiani?), la linea generale di governo pare essere il passare dai salassi (il Belpaese è primatista per l’imposizione fiscale ed ultimo in Europa per servizi e “crescita”) direttamente alla giugulare del popolo che si è trovato questa specie di Gabinetto senza mai avere il piacere di votarlo…

 

Con buona pace del suo Ministro dell’economia Padoan (già pupillo di uno statista di cachemire, vigne e sale da bingo quale Massimo D’Alema…) che parla di questione “umanitaria”, ben 130 mila cittadini sono stati di fatto derubati dei risparmi di una vita a causa del collasso di un pugno di banche tra cui spicca quella Popolare dell’Etruria al cui vertice siede il papà della Ministra Boschi: la Madonnina (ancora…) che – con l’aiuto della navigata pdessina  Finocchiaro – ha fatto a pezzi la Costituzione della Repubblica.   Ed intanto uno dei 130mila c’è morto.    Una specie di Jan Palach (ve lo ricordate il giovane immolatosi per la libertà nella Praga di cinquant’anni fa?) dell’inverno italico.

 

Non spetta a noi qui ricostruire la dinamica bancaria, il ruolo nefasto e colpevole della così decantata Banca D’Italia (a che ci serve questa autoreferente cosiddetta “riserva della Repubblica”? Probabilmente sarebbe meglio scioglierla…) che ha “salvato” il “sistema” ed ucciso – in senso proprio – i risparmiatori gabbati.    Perché, al di là della ben nota frase (Mark Twain, Bertolt Brecht?) per cui sarebbe “più criminale fondare una banca che rapinarla”, è innegabile che il “sistema” non ha nulla a che vedere con il sostegno finanziario all’economia  e mira – con innegabile successo – a trasformare i bancari in banchieri, erogare credito a chi già sa che non lo restituirà, metterci in rotta di collisione con le Istituzioni europee. Al passaggio fornisce poi Presidenti della Repubblica, Ministri e quant’altro. Come per esempio l’“unto del Signore” Mario Draghi, battezzato da giovanotto nella famosa crociera dei mega-finanzieri globali sul reale Yacht “Britannia” nella simbolica data del 2 Giugno…1992, in compagnia dei benefattori globali di Goldman Sachs . E poi, a margine, dobbiamo sorbirci i senili sermoni di un personaggio come Eugenio Scalfari, vero e proprio quarantennale ostetrico di questo bel capolavoro di Paese.

 

Un successo dopo l’altro, non per il Paese bensì per la nomenklatura (la “casta”) e per i gruppi parassitari, vero e proprio “nocciolo duro” del famoso “Paese corrotto, Capitale infetta”.

 

Aspettiamoci di meglio.   Lo studieranno alla Leopolda…

 

Nel frattempo nel vasto mondo i fuochi (più che “focolai”) crescono e – da noi – vengono seguiti con un misto di ottimismo trionfalista e beota: galvanizzato dal Giubileo (come già dall’Expo gastrico di Milano…), evidentemente inconsapevoli che i fessi siamo noi e non i cattivi.

 

Siamo forti, siamo forti.  E – alle brutte – ci soccorrerà Putin, magari con le sue testate nucleari.

 

Meno male: perché noi siamo impegnati a preparare le elezioni amministrative: Sindaci, Governatori, trionfi renziani. Nuove “pappate”.   E lasciamo gli “scherzi” (così li hanno definiti loro stessi russi per non spaventare nessuno) “atomici” a chi se li può permettere…

Quanto a noi, come ripetono all’unisono il giovane Renzi e il presidente Mattarella: “il Califfato si batte con la cultura”.

Ci dicano allora dove possiamo trovarla. Forse alla Lotteria di Capodanno…

 

 

 

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