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07/12/2015

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papa balda chaoqui-2

 

 

Eccoci qui.  Domani è il gran giorno, il “gran dia” dell’apertura di un ennesimo Giubileo nella storia della Chiesa di Roma: una successione di eventi  partita nel 1300 sotto Bonifacio VIII e nel corso dei secoli fa attestatosi sullo scopo esplicito di “far cassa” nelle finanze papali: al punto che la cadenza cinquantennale venne alla metà dello scorso millennio “accorciata” fino a qualche mese.    Del resto anche questa volta la celebrazione giubilare arriva dopo appena 15 anni da quello che l’aveva preceduto.    Il “trade off”, lo scambio implicito – e magari neppure tanto – era quello tra contribuzioni straordinarie da parte dei fedeli per sopperire alle esigenze del culto.. e non solo… (magnificenze architettoniche ed artistiche incluse). Questo esercizio “esattoriale” comportava in contropartita la remissione delle pene “ultra-terrene”.  Insomma un investimento sul futuro, possibilmente il più remoto possibile.

 

Il resto è noto: Lutero, la riforma, la controriforma e così via. Fino al Concilio Vaticano II che introduceva sostanziali – eppure precarie – modifiche e spazi partecipativi. Papa Bergoglio si muove in modo totalmente esplicito su questo secolo e, tuttavia, come egli stesso di fatto afferma su di una direttrice di rinnovamento nella continuità.   Altro che Papa comunista… (o “peronista”…) come qualcuno fantastica.

 

Certo questione diversa è quella della valutazione (che non spetta a noi) su come l’evento si incastri nell’attuale congiuntura globale… ovvero la “terza guerra Mondiale”. come lo stesso Bergoglio ha definito le contraddizioni in atto, armate e non.

 

Ma su questo interrogativo ci dovrebbe essere un congruo tempo  di riflessione…   Sul lato “laico” e dello Stato italiano si ostenta grande tranquillità, forse rassicurati dal fatto di essere la nomenklatura italiana sempre la stessa: dove c’era Bertolaso (ora sotto processo intento a spiegare massaggi, case in uso gratuito e quant’altro), c’è Gabrielli per decenni suo “braccio destro”, e così via in un assetto mandarinale che perfino il Vaticano tenta di innovare.  Purtroppo il più delle volte con risultati controproducenti.

 

Per quanto riguarda la città, questa è praticamente collassata: senza trasporti, con esercitazioni  continue sulle “targhe alterne” e lavori dell’ultima ora.  Il tutto esemplificato dalla nomina in sostituzione del dimissionato Marino con il Prefetto di Milano (vincitore di sicurezza e compatibilità istituzionale…) spedito da Matteosubito sul “fronte Sud” romano: La tranquillità in primo luogo.

 

Ma il “gran dia” è già ora nella “Capitale morale”, Milano.    Qui alla “populace” – ai cittadini comuni – si regala il diversivo del mercato popolare di stradadegli “obei, obei” dove potranno ingozzarsi di piadine e buttare le tredicesime in paccottiglia.   Intanto gli “happy few” (i pochi fortunati, sempre gli stessi…) si godranno – naturalmente gratis – la prima della Scala.  E lì ci sarà Matteosubito, Il Presidente Mattarella – seguendo le sue priorità – sarà invece a Piazza San Pietro.

 

Intanto dalla Francia arriva un messaggio inequivocabile (benchè da molti “equivocato”) che non è tanto il trionfo della destra fascistoide quanto la sconfitta dello pseudo riformismo  di Hollande e compagnia.  Il segnale è preciso ed il Gabinetto Renzi con il “suo” Partito Democratico si muovono nella stessa direzione: pertanto fa soltanto ridere la dichiarata preoccupazione “europea” del Renzi medesimo.  Si preoccupi per sé stesso.

 

Ed intanto si goda la prima all’opera del Sovrintendente di “importazione” Pereira e le previste “rendite” di esposizione giubilari.

 

Infine sorge un dubbio: anche un pregevole film (“Chiamatemi Francesco”) nelle nostre sale ci invade dello stesso messaggio.   Esattamente come mesi e mesi di invasione mediatica di “Matteosubito”.  Il dubbio: non sarà ancora valido il detto “il troppo stroppia”?

 

Tanto più quando la “Bel Amie”(Maupassant vedasi ), reduce dalla faida con mons. Balda, Opus Dei vedasi, Immacolata Chaouqui viene effigiata in devoto colloquio con il Santo Padre.  Forse sarà la prima ad usufruire degli esiti del Giubileo della Misericordia.

 

Ma allora per noi non c’è speranza.

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