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01/12/2015

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Ancora una volta eccoci a dare ragione a Papa Bergoglio, ma con un caveat, ovvero una doverosa avvertenza che lo riguarda direttamente e – diciamolo subito – pone una forte ipoteca ai suoi  accorati appelli destinati ad intensificarsi  all’apertura  (l’8 dicembre, tra una sola settimana…) del Giubileo della Misericordia.   In Africa Francesco ha infatti toccato tutti i punti più esplosivi di una congiuntura che si annuncia come il climax negativo del secolo.  Per il pianeta e soprattutto, se non del secolo certamente del decennio.   Per il pianeta e per la nostra “specie”. Ovvero al centro di tutto.  O – più modestamente – della nostra limitata autocoscienza.

 

Ecco allora che Bergoglio sceglie l’Africa per contrappuntare sia i fatti connotati sotto la dicitura “terrorismo” , sia le altre minacce globali quella “climatica” in primo luogo.   Sul primo punto la sua risposta è il tragitto per le vie della Capitale centro-africana Bangui sulla papamobile”: l’intento è quello di scagionare la religione, di fatto tutte le religioni,  dal sospetto di fornire “carburante” a contrapposizioni e carneficine la cui responsabilità non si radicherebbe negli umani che le compiono, bensì in un ipotetico”aldilà” caratterizzato peraltro da un evidente relativismo (io dentro, tu fuori…): così il Papa ribadisce il suo “siamo tutti fratelli, arricchito dall’”abbiamo anche noi le nostre colpe”… rallegrandosi che Lucrezia Borgia – e il suo papà? – non c’è più).      L’altro “avviso ai naviganti” – ricorda all’aereopago dei potenti della Terra riunito da ieri a Parigi che – dal punto di vista climatico – siamo prossimi al suicidio collettivo.  Lo aveva già fatto con la persistenza della ineguale e pericolosamente squilibrata distribuzione delle risorse… su scala nazionale, continentale, globale.  Peraltro con nessun successo e/o positivo riscontro.   Tanto per esemplificare basti ricordare che i primi esclusi dal diritto d’asilo sono proprio quel tipo di vittime, cioè i cosiddetti “migranti economici”, ovvero i titolari dell’inaccettabile delitto (non diritto…) di voler mangiare: loro e i loro figli.    Quanto al “caveat” (dal soglio di Pietro si parla ma che si fa concretamente?) Bergoglio è troppo intelligente per non capire che il riferimento riguarda direttamente il Vaticano.  E così, mentre il rientro dalla grande missione “americana” fu caratterizzato dal penoso e modestissimo incidente del Sindaco “Prezzemolo” Marino, l’attuale rientro africano ha registrato lo sfogo sul Vatileaks: (un po’ singolare per la verità…)considerato che lo schifo non riguarda i giornalisti che – come è noto – fanno i giornalisti, bensì i protagonisti messi in campo dal Vaticano stesso.

 

E, a questo punto, mentre ad un Papa che interloquisce (a ben comprensibile titolo) sui massimi problemi verrebbe fatto di opporre la famosa sprezzante replica di Stalin “ma quante divisioni ha il Papa?”,   Infatti la questione si pone in questi minimi termini: “ma dove l’ha pescata una come la Signora Chaouqui” ? Eccetera, eccetera.   Altro che risanamento delle finanze vaticane, qui all’ordine del giorno erano parole e pratiche di dubbia plurima sessualità,  più tutto il resto.  E ancora: ma se il Papa si fa “infinocchiare” dai brassuers d’affaires dentro e davanti il Portone di Bronzo come possiamo affidare le nostre speranze all’apertura della “Porta Santa”?  E così le cronache riportano ampiamente le preoccupazioni papali.   Che sono (modestamente) le nostre.   Quasi fino  a sentirci risuonare il doppio ritornello: la pulizia  inizia dalla propria casa, ovvero “medice cura te ipsum”.

 

Infine (ma ci torneremo), Parigi con la Torre Eiffel che accendendosi e variegatamente spegnendosi in intempestiva e  narcisistica celebrazione inghiotte energia (e sciupa…) a più non posso , si autocelebra in una sorta di Congresso di Vienna.  Modestia di un inopinato estensione (dopo un quarto di secolo dai magniloquenti festeggiamenti) del  “Bicentenario” dalla Rivoluzione Francese, squallore di nomenklature tanto tronfie quanto esplicitamente post-Illuministe.   Anche post-moderne?

Reminiscenze inconsapevoli del ballo del Titanic?

 

 

 

 

 

 

 

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