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13/11/2015

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Lo ha detto assai chiaro la “gattona” artigliata di Piacenza, la Sottosegretaria all’ Economia Paola De Micheli (versione ruspante di quella patinata Moretti che ha incautamente barattato le copertine mondane e le rivendicate cure di “bellezza” con la poltrona di “Governatore” del Veneto): basta che governino chi se ne frega dei loro “problemi”.    Ed appunto – detto così – lo sfaldamento etico, politico, culturale del PD nelle grandi città e più in generale sull’intero territorio nazionale appare come un irrilevante fenomeno marziano o quanto meno lunare.

 

Marino a Roma, De Luca a Napoli e compagnia cantante (dalle Alpi al Lilibeo… con la superficiale eccezione della Milano del riuscito bluff dell’Expo) aspettano più il venerdì televisivo dell’ottimo Crozza  che un ragionamento sulla fine della politica nel Belpaese.  E – sia detto per inciso – sempre più nei sondaggi il primo partito si conferma quello della più che motivata astensione.   Fosse solo per questo non ci sarebbe affatto da preoccuparsi… anzi l’Italia, dopo il riuscito “esperimento Berlusconi” (pluridecennale decerebralizzazione volontaria di massa),  potrebbe vantare il nuovo primato – nell’ambito delle cosiddette Democrazie occidentali – della vaporizzazione  della politica partecipativa e (ohibò) “illuminista” dell’ultimo secolo e mezzo.      Purtroppo però il fenomeno non si annuncia indolore e ciò per varie ragioni, la prima delle quali consiste nella nostra collocazione “geopolitica” nell’occhio del tifone di quasi tutti gli assi di crisi (migratorie, cultural-religiose, di risorse e così via in uno sterminato abbecedario) ed in presenza di un declino inarrestabile di tutti gli strumenti non militari di regolazione e concertazione internazionale.

 

Su questo sfondo si situa poi un vivere quotidiano che ha superato da tempo il “Guignol” ottocentesco: ce lo ricordano due cronisti d’eccezione come Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo, i quali dopo “Suburra” continuano il loro artigianale “scavo” con “La Notte di Roma” : giornalista l’uno, magistrato l’altro, insistono nella più realistica delle metafore di un degrado che uccide giorno per giorno ogni – pur volontarista – speranza di riscatto.    Inganno collettivo e buio delle coscienze: questo il primato italiano.   Ben simboleggiato dai detriti di quello che pretendeva di essere la premessa di un riscatto riformatore del Paese e viceversa ne testimonia oggi la più irreversibile decadenza.

 

Rientrando dopo alcune settimane trascorse nel “vasto mondo”, si trova tutto come prima, peggio di prima: dai più piccoli episodi come quello dell’abate di Montecassino (l’avessero supposto con il loro “pastore” di guerra i miei amici spiritualisti Maori spargendo e lasciandovi per sempre il loro fiero sangue “neozelandese” ed il loro “mana” sotto le mura dell’Abbazia per questa “libertà”…) il quale “abate” ha “spolverato” indisturbato per anni  capitali accumulati per la “beneficenza”  e da lui “investiti” in droga, champagne e – come si dice – in miserabili e personalissimi lussi e stravizi.    Sullo sfondo si situa poi – ad appena un mese di distanza – l’apertura di un Giubileo che non può e non deve ridursi ad un problema di sicurezza, ma – viceversa – pone problemi alle coscienze ed alle intelligenze  perfino più ampi di quelli di una “scadenza” della Chiesa di Roma.        Un contesto assai difficile anche per il coraggio e per il duttile empirismo (ci perdoni…) di un Papa come Francesco.       E, del resto, l’aver focalizzato l’avvio dell’anno giubilare su due Santi controversi come Madre Teresa e Padre Pio induce al dubbio gli osservatori laici: ricordano infatti cronache dirette il diniego  della prima all’uso di antidolorifici a malati terminali e per il secondo è ben nota la ruvidezza.

 

Questioni che ovviamente non competono a chi scrive (e non di Santi…)  quando ve ne sono altre più concrete ed opinabili per un comune osservatore: la prima è l’irrisolta questione politico-morale della Capitale d’Italia.     E, a monte, l’enfasi su di un apparato di sicurezza al livello massimo rivendicata proprio da un gruppo dirigenti politici (oggi PD, ieri comunisti) che – in altri tempi – “pontificavano” – invano – su pace e svilupppo planetario.

 

Si salveranno anche loro con il Giubileo della Misericordia?

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