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15/09/2015

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“La Merkel mi ha detto l’estate scorsa…” eccolo lì: appena sceso dall’aereo e archiviata (spera lui…) l’eroica “escapade” a New York, il Premier si è presentato sugli schermi televisivi con apposita boccuccia a cuore ed ha compilato una esposizione che dovrebbe ancora una volta rilanciare la sua tempra di statista  sempre e comunque in “full command”).

I trombettieri di regime  avevano già preparato il terreno del consenso con l’ennesima balla peraltro smentita dagli stessi dati ufficiali: il debito pubblico italiano è sceso di 4 (quattro) miliardi di euro in luglio.  Commento governativo: è iniziato il trend discendente.  Diceva Ettore Petrolini imitando Nerone e la folla festante: “bene, bravo”.  Peccato che il suddetto debito stia a 2.200 miliardi (duemila e duecento), dunque al ritmo di inizio estate potremmo raggiungere il pareggio  in anni-luce.      Peccato poi che da inizio anno fino all’estate era cresciuto di 64,3 miliardi.    Per carità niente di sorprendentemente drammatico, tuttavia manco il Dottor Goebbels avrebbe potuto definire il fenomeno “discesa del debito”.

D’altro canto tenuto conto del rapporto di Renzi con il calendario e del fatto che definisca come “non attaccamento alla poltrona”, la sua idea di durare tutta questa legislatura e pure la prossima cioè fino al 2023, tranquillamente la crescita del debito può essere definita “contrazione” del medesimo.    Il tutto ci ricorda la vecchia “freddura” : come dite “burro” voi a Firenze? Noi a Roma diciamo “burro”….

E così nel dovuto “crescendo”  Matteosubito non ha avuto remore a smentire il suo viaggetto come spesa eccessiva e/o superflua, (pensate un po’: “erano con me due personalità come i capi del Coni e della Federtennis”, ammazzate che ficata….).  E poi – dopo aver inzeppato la Presidenza del Consiglio e varie presidenze di Enti pubblici con una pletora di sicofanti – ha “sparato” allusioni non cifrate ad economie inesistenti a Palazzo Chigi.   Ma già – come ha detto a Flavia e Roberta a New York – lui le “aspetta al Quirinale”….  Forse travestito da Mattarella….     Sottinteso: lui a Palazzo Chigi è solo di passaggio….

Poi è passato al vasto mondo ed ha tacciato il recupero delle sinistre (quelle vere…) e dei movimenti anti-diseguaglianze (ricordatigli dai suoi garbati interlocutori Gruber e Rampini) come un fenomeno radical-chic.   La sinistra vera sarebbe lui…. e – ciò detto – la boccuccia a cuore si è definitivamente chiusa,  non senza dimenticarsi di tributare un omaggio alla Fiat/Chrysler di Marchionne… (magari acquisisse la General Motors, ha detto… già magari..).

Infine sembra che abbia dedicato la notte a preparare il piano di battaglia finale per cancellare il Senato elettivo e trasformarlo nel Senato dei cacicchi regionali.. per lo più inquisiti da “proteggere”. La “minaccia” sono le elezioni anticipate ed il “tutti a casa” per quelli che non voteranno per lui e per le due eroine Boschi e Finocchiaro.

Intanto, mentre il PD renziano (e quello di prima? E Roma mafiosa e giuliva?) gioca e ricatta, l’Italia affronta con morti e dispersi le piogge autunnali.   Facciamoci gli auguri a cominciare dai piacentini (una volta feudo riluttante di un altro “incredibile” dirigente, tal Bersani), tanto altro non si può…

Questo accade nel pollaio italiano ed intanto a Bruxelles è ricominciato il consueto balletto dei rinvii: “Europa Shame”, Europa vergogna, così suona il vano appello dei migranti.  Se non è questo un problema di “nomenklature” nazionali (si fa per dire…) e regionali europee, quale lo è?

Di ora in ora  il bravo Pio D’Emilia (ma allora anche in Italia esisterebbero i reporter, ed anche quelli che il mondo lo conoscano davvero?) vede e ci fa vedere dalla frontiera ungherese le prodezze del “leghista” Orban che ha messo insieme filo spinato, galeotti ai lavori forzati e chi più ne ha più ne metta, a conferma che forse 28 Paesi erano troppi, e troppe le disomogeneità: soprattutto quando quelli dell’Est ci venivano “scaricati” con il “saggio” obiettivo preventivo di isolare la Russia…

Evidentemente gli europei dell’Est hanno nostalgia del filo spinato, garitte, fucilieri e compagnia cantante: e’ un po’ il replay su grande scala dello stuprato che diventa stupratore…

Certo non tutti gli ungheresi sono come lo “statista” Orban, come non tutti gli italiani sono salviniani, e neppure renziani…

“Forcaioli” di tutto il mondo “unitevi”.  Intanto, come vedremo nei prossimi giorni, nelle prossime ore, la Prima Guerra globale continua le sue esercitazioni, comprese le mine sul confine tra Serbia e Croazia (e chissà dove altro?). E comprese anche un’autarchia- anche fisica- della quale non avevamo proprio bisogno… anche se movimenti massicci quali quelli a cui assistiamo difficilmente possono essere spiegati come il frutto delle sole cause strutturali, che pure esistono ignorate e/o trascurate da almeno un trentennio.

E, pensate, siamo solo all’inizio….   Per ora abbiamo capito che il nostro destino europeo o destino “tout court” non era nelle mani di Mario Draghi e neppure dei “mercati”.     Ed allora di chi?

 

 

 

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