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14/09/2015

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Mentre si apre un vertice ministeriale UE sulle misure per l’immigrazione e i rifugiati e mentre perfino la Germania si deve adeguare ad una realtà poco imbrigliabile nelle sole scelte politiche e compatibilità economiche, appare utile ricapitolare i fatti del fine settimana visti dall’osservatorio italiano.

D’altro canto è tutto molto semplice, molto comprensibile anche se assai sconfortante: Angela Merkel usa le sue passioni sportive per ridurre l’inevitabile distacco tra “potere” e “masse”, rafforzare il primo (cioè il suo ruolo) con il consenso motivato delle seconde anche su temi positivi e propositivi nell’inevitabile ambivalenza tra egoismi e solidarismi.   Esempio: l’ovazione pro-immigrati, pro-Cancelliere: uno stadio per il Bayern che diventa un momento corale di apertura ed appoggio ad una governante di cui la stragrande maggioranza dei Tedeschi (maggioranza vera e non drogata da distorsive norme elettorali) – anche quella non precisamente “matura” o impegnata delle folle calcistiche – è fiera.

Viceversa “Matteosubito” usa un metodo che potremmo definire alla Caligola: oso tutto, faccio tutto, me ne frego, a voi plebi “intortate” non resta che ammirarmi: in breve “vedete quanto sono fico…”.   Questa è l’unica spiegazione ragionevole del suo week-end “flamboyant” a New York per la finale tra atlete italiane all’”Open” statunitense di tennis.  Sembrava a lui un’occasione geniale per appiccicarsi l’inevitabile vittoria.  Tutte due italiane, dunque perdere non si poteva…   I rischi erano limitati ad un infarto di una delle due (scarso.. per motivi di forma fisica e per l’anagrafe), fatti di terrorismo (improbabili), incidente aereo suo e dei suoi ospiti (scongiurato preventivamente dall’aver acquistato – come prima di lui l’odiato D’Alema – un velivolo “stato dell’arte” nonché di disporre di un equipaggio militare al meglio).  Si preparava dunque una grande vittoria mediatica e soprattutto una dimostrazione di potere senza limiti. Ma qui si era sbagliato perché gli – almeno – 200mila euro (nostri, nostri…) vaporizzati in poco più di 24 ore bruciano e bruceranno agli Italiani.  E non perché lo dice il rozzo Salvini, ma perché è vero.

E qui sorgono molti altri interrogativi e ben tristi raffronti che – se non a lui – sarebbero dovuti venire in mente al suo “guru” israelo-statunitense (nonché italiano ad honorem) Mr Gutgeld già inventore degli 80 euro per i poveri “recuperabili” e per la spesa al supermercato dell’ineffabile onorevole Picierno: come non capire infatti che il “capriccetto” di portarsi oltreoceano (a spese nostre…) il Gotha dell’oppio sportivo nazionale (Coni, Federtennis, ecc) avrebbe messo a nudo in un sol colpo le caratteristiche “Bananas” di questa “rinnovata” Repubblica Italiana.

Anzi del “regime”, regimetto renziano.   Inaugurato non a caso dal volo notturno africano della sua Ministra prediletta, la Boschi dei bimbetti africani aviotrasportati con aereo di Stato per godersi il cappuccino e cornetto di Nonno Lino (dalle servili cronache dell’epoca).   Quella stessa Ministra che – dopo gli esibiti fasti balneari – si accinge a liquidare la democrazia rappresentativa nel Paese.   Riforme, presto “riforme”… Lo dice anche il Presidente (emerito e già “raddoppiato) Napolitano… al quale evidentemente non si confà la riservatezza del Papa emerito Ratzinger…. Altro tedesco…

Purtroppo – e qui siamo ancora una volta al “il Signore acceca quelli che vuole perdere” – né Matteo, né i suoi consiglieri (ammesso che ne abbia…) hanno evidentemente la cultura sufficiente (o il gusto, o l’uso di mondo: fate voi) per ricordare che il “fattore” del Signor Barone non deve adottare gusti, stili, usi di vita del padrone (andare, volare, invitare, dissipare) perché il padrone finirà inevitabilmente per adontarsi dell’arroganza del dipendente “parvenu”.   E cacciarlo.   Ben triste presagio per chi pensava di essersi lasciato dietro le spalle definitivamente Rignano sull’Arno per entrare (meritatamente, meritatamente di certo) nel Gotha di chi conta.      Senza malevolenza dobbiamo smentirlo: continui così, in quest’orgia di autocratico esibizionismo ed i suoi tempi si stringeranno.     Il suo “vizietto” (inaugurato all’alba del “premierato” con le vacanze in famiglia sulla neve in voli di Stato) è destinato a crescere, non ad attutirsi. Anzi è sintomatico il saluto a Pennetta e Vinci: “vi aspetto al Quirinale”, dicendo sorgere nei telespettatori italiani il dubbio che il Nostro si fosse anche auto-promosso alla Presidenza della Repubblica: dittatore, imperatore…?     Si era visto fin dal principio: pensate soltanto alla “cenetta” inaugurale con Tony Blair  e le “girls” governative italiane; tra l’altro con la “geniale” anticipazione politica di puntare sulla memoria di Blair, l’”amicizia” del conservatore Cameron e chi più ne ha (a destra) più ne metta.    E peccato che la Gran Bretagna abbia ora messo in campo un progressista solidarista come Jeremy Corbyn.  Quisquilie per un “governante” che non cerca di realizzare le aspirazioni popolari, bensì di coartarle e – soprattutto – di metterle al servizio degli interessi dei “pochi”.     Un “equivoco”, anzi una trappola ben congegnata in cui è caduta una larga fetta di un Paese che il berlusconismo aveva preventivamente decerebrato.

Quanto agli italiani, se non bastassero loro le vicende del calcio, potranno consolarsi con il tennis o con la più proletaria bicicletta (i vincitori del giorno…).   Ai perdenti – che sono e rimangono la stragrande maggioranza – non ci pensa nessuno.   Certo non Matteo Renzi.

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