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30/06/2015

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Uno dei più drammatici fine settimana dell’anno, (del decennio, del nuovo secolo, del terzo millennio?) si è chiuso e molte delle carte sono ormai sul tavolo.    Come avevamo anticipato, questa volta Papa Francesco si è taciuto… e questa non è una buona notizia: forse ha dovuto prendere atto del fatto che i “cattivi” non lo ascoltavano e i “buoni” non contano nulla, sono – siamo – lì solo per far numero.     Il tutto, ed in particolare la più che probabile fine di una chimera  – l’Europa – ormai trasformata in una vecchia maligna ed incartapecorita. Del resto la vicenda ha tutte le caratteristiche per trasformarsi in una valanga simile a Serajevo, magari senza guerra guerreggiata, ma certamente aprendo un futuro del tutto diverso.

Il “gran Vizir” dell’euro – quel Mario Draghi che ha cavalcato durante tutta la sua precoce e prestigiosa carriera tra le istituzioni pubbliche (dalla direzione del Tesoro addirittura intorno ai trent’anni, al trono della Banca d’Italia ed infine la BCE, il tutto con lunghi anni al servizio della grande finanza privata come la Goldman Sachs – ha parlato di “acque incognite”.    Certo per lui, più avvezzo ad altre compagnie, come quelle dei mega-capitalisti accompagnati in crociera di “lavoro” (trattasi delle “privatizzazioni” italiane dei primi anni ’90 del secolo scorso) sullo Yacht reale “Britannia” l’ultima delle frequentazioni e l’ultimo dei pensieri sono i poveracci ellenici.     Eppure secondo fonti tedesche fu proprio Draghi a patrocinare l’ingresso della Grecia nell’Euro senza che fosse neppure cominciato l’aggiustamento dei “fundamentals” del disgraziato Paese balcanico.    Ma forse era proprio questo il copione di Draghi che – chissà perché – ci fa pensare all’albero degli zecchini del Gatto e della Volpe di Pinocchio.

E del resto nel mondo della finanza (che a sua volta ha “cannibalizzato” la moneta) “così fan tutte”, cioè esattamente il contrario della loro funzione “storica” che è quella di favorire gli scambi ed il risparmio, nonché –  da oltre mezzo secolo – un livello decente di occupazione e di welfare.   D’altro canto i mercati (privati) abbisognano di legioni di diseredati e di Governi nazionali (e regionali) succubi.       Ora ce li hanno e, naturalmente,   si lagnano delle loro cattive maniere e, perfino, della loro insana voglia di sopravvivenza.

Juncker (quello che favoriva dal Lussemburgo i grandi gruppi evasori…), lo stesso Draghi, per non parlare della “Mutter” (mamma…) Merkel del tutto dimentica che i tedeschi nel 900 non hanno mai pagato i propri debiti (incluso quello morale con gli Ebrei ed una panoplia di “diversi”) e su questa cancellazione del debito hanno costruito il proprio boom.  Di più, bene ha fatto Tsipras a riaprire il discorso sui danni di guerra all’aggredita e martirizzata Grecia (dall’Asse) nella II Guerra Mondiale.     Ironia storica: Mussolini voleva spezzare “le reni” alla Grecia (il cambio di sesso mussoliniano dell’organo urinario dovrebbe essere licenza poetica della maschia Italia) e dovettero soccorrerlo…  i Nazisti.     Ora la posizione è farsescamente rovesciata: il reazionario Dottor Schauble ispira la “Mutter”, gli appelli cino-americani (avete letto bene!) alla responsabilità e soltanto il querulo Matteosubito (“reduce” dalle celebrazioni expo-democratiche con il dittatore cazaco…) corre al soccorso di quelli che ritiene essere i vincitori cioè i tedeschi appoggiati dalle “pulci nordiche” ed Est-Europee, nonché la torbida ed ottusa burocrazia e finanza europea.

Ma che bello spettacolo.   Nulla rispetto a quello – pur su scala minore – che da mesi va in scena in Italia con “governatori” regionali come quel De Luca del PD “ballerino” tra giudici, condanne, plebisciti elettorali.   Siamo alle solite: la situazione è grave ma non seria.

A nostro avviso e vada come vada, Tsipras un merito ce l’ha: ha mostrato al mondo che “il re è nudo”.  E nulla intorno al fantasma d’Europa sarà come prima.

Intanto, tra l’altro con il crollo di borsa, sono state dissipate risorse in misura decupla rispetto al contenzioso ellenico.   C’è una logica?     Forse no, forse soltanto un “cupio dissolvi” di chi nulla vuole, o sa cambiare.

Ed infine c’è chi riesce a “dare la colpa” di questa pochade macabra al veleno sparso a piene mani – indovinate da chi? – dal “Califfato”…    Ma non eravamo andati a Nassirya per aiutare gli Americani a portare la democrazia tra Tigri ed Eufrate?     Di nuovo: “il Signore acceca quelli che vuole perdere”.      La storia (proprio lei) è piena di questi casi…. E quando succede non c’è “Ercolino sempre in piedi” che tenga.

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