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26/06/2015

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sousse

 

Mentre i dirigenti europei si gingillano ad oltranza a Bruxelles con il caso “Grexit” (evidentemente dimentichi dell’irrilevanza dell’economia greca nel contesto continentale e, dunque, della possibilità di “chiudere il caso” a costo prossimo allo zero non solo e non tanto ora quanto da mesi e mesi…) in questa stessa stordita Europa le teste cominciano a rotolare.   In senso purtroppo proprio e non metaforico.   Evidentemente la “faccia feroce” con gli immigranti dei barconi non esercita alcuna deterrenza sui nemici della “fortezza Europa” che proseguono con il loro calendario del terrore.

Una testa tagliata, un paio di feriti e – fortunatamente – non una temuta catastrofe chimica a causa del sito dei sanguinosi eventi.  Il Presidente Hollande si è già rivolto al proprio Paese per rassicurarlo: è dubbio che vi riesca a soli pochi mesi dalla strage di “Charlie Hebdo” nel centro di Parigi.   Del resto – nonostante la pistola tuttora “fumante” – rimane dubbia la paternità dei fatti. Vedremo nelle prossime ore.

A noi interessa soprattutto contestualizzare questa ennesima uscita di controllo, questa palese incapacità di Governi e classi dirigenti europei non solo di andare al di là di una statica, reazionaria, miope gestione dell’esistente, anche se, dice Hollande (ma il sentire comune dell’intera paralizzata Europa è del tutto analogo nella sua nauseante piattezza) “non dobbiamo cedere alla paura”, ma come potremmo tutti noi cittadini europei affrontare non solo il persistere della crisi ma soprattutto l’abulia e la cecità delle classi dirigenti?

Intanto il “brutale ritorno alla dimensione di insicurezza” (parole del Ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni) viene rilanciato in queste stesse ore, minuti, con l’assalto ai turisti della spiaggia di Sousse in Tunisia.   Il terrore che “viene dal mare” (un’”invenzione” lanciata già diversi anni fa dai terroristi islamici indonesiani sulle spiagge di Bali) ha ribadito  il carattere globale del rischio.   Ma ciò che non è globale, né concertato multilateralmente, né minimamente preveggente è il tipo di risposta: la durezza con cui la Francia ha risposto ai quattro disgraziati di Ventimiglia, l’instancabile avidità predatoria con cui l’Italia simula accoglienza ed integrazione (esempio il famigerato Cara di Mineo greppia da cui mungere risorse di ogni genere per noi e non per “loro” …) sono tutti esempi a caso di una divaricazione anche concettuale sul “che fare”.

Al solito l’Italia renziana (o  meglio quella a cui è stato incautamente preposto l’ambizioso giovanotto di Rignano sull’Arno) si distingue in peggio (a parte lo “stellone” d’Italia che ci ha fin qui preservato…) e continua imperterrita in un programma le mille miglia lontano dai bisogni e dalle richieste dei suoi cittadini.   Il Renzi che va  a fare da comparsa ai vertici di Bruxelles non contento di incassare continue sconfitte sul terreno e diplomatiche sul versante dell’immigrazione  vara “riforme” su riforme contro la nostra Costituzione e – come nel caso della “buona scuola” – “trionfa” facendo a pezzi quel poco di buono che sopravviveva nel Paese: addio scuola pubblica, benvenuta la “managerialità” per condizionare (formattare) i giovani sudditi.       Eppure funziona a giudicare dalle ovazioni alla liberazione di individui come quel Fabrizio Corona che – poveretto – non “sopportava il carcere”.   Davvero un eroe del nostro tempo e di questa società…

Bene: avanti tutta, anche se l’occhio si appanna ed i riflessi volpini si ottundono.   Loro sono il problema, non quelli che lo risolveranno… e del resto come potrebbero dal momento che neppure lo capiscono.     Tanto lo capisce bene un personaggio che il sistema mediatico ha promosso ad unica “alternativa” possibile: Matteo Salvini ed accoliti.    Ancora ieri promuoveva la tutela (non già la sanzione…) della tortura.   Le sue istruzioni sono semplici: niente rispetto degli impegni internazionali (e sia pure formali…) dell’Italia: guai a limitare il diritto di maltrattamento riservato alla polizia, tutte le polizie, infatti se un fermato si spezza una gamba (si spezza?) sono “c. suoi”).   Menate, menate: tanto tocca agli altri, non a noi.

E, se per “sbaglio” finisce nell’ingranaggio qualcuno di noi: ci scusiamo e lo tiriamo fuori…. E, per esempio, perché mai dovrebbero smettere di rubare?   Rubare è bello, menare pure. Viva la Lega, viva Matteosubito che tante belle figure ci fa fare in tutto il mondo.

Tutto ciò è bello non perchè smentisce il messaggio dell’illuminismo (da Voltaire, Rousseau e Beccaria…), ma perché ci riporta dritti dritti al Medioevo.    E questo è il livello.   Altro che “laudato” ecc. ecc.     Buon fine settimana anche a Papa Francesco.  E chissà che ci dirà domenica.

 

 

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