Flash

23/06/2015

Flash

tsipras

 

Come si era facilmente previsto, Angela Merkel è riuscita a fermare la corsa verso il precipizio implicita nella “Grexit”, ovvero nel “default” (=dichiarata insolvenza…) della Grecia stessa e nella sua inevitabile uscita dall’euro.   Insomma l’entrata in quelle “acque ignote” che tanto (a ragione) temeva il prudentissimo e conservatorissimo Presidente della BCE, Mario Draghi.

In verità a rischio non era tanto la Grecia stessa, peraltro già da anni intenta a curare ferite provocate in decenni dalla sua tradizionale classe politica (ed imprenditoriale), quanto l’intero elefantiaco “circo” Europeo, il sogno – ormai meglio definibile  come l’incubo – del progetto di integrazione continentale: passato dall’arroganza degli anni di fine del secolo scorso (ricordate il dibattito sulle “radici”, la “Costituzione” o la pretesa di porre condizioni politico-etiche ai potenziali ed aspiranti partner), passato appunto dalla condizione di modello positivo di integrazione regionale a quella “ventre molle dell’Occidente”.     Una condizione di passiva inattendibilità che ipotecava non soltanto l’intero progetto ma implicava una perdita di credibilità dei Paesi Membri e – soprattutto – di quelli di maggior peso.

Dunque, la crisi – più che un affare ellenico – era un rompicapo dei due partner maggiori: Germania e Francia.    La Francia si trova da tempo “a bagnomaria” in una crisi ormai pluridecennale di leadership e di letargo sia dell’economia produttiva che di quella finanziaria, la Germania – anche senza menzionare il suo coinvolgimento finanziario – rischiava di veder stramazzare il cavallo (l’Europa) a cui ha affidato la propria corsa…  Dunque è del tutto logico che, dopo aver a lungo giocato il ruolo di arbitro integerrimo, divenisse l’artefice della soluzione  (almeno di quella negoziale) della crisi.

Degli altri Paesi membri, a partire dall’incredibile Italia renziana (“dilettanti e furbetti allo sbaraglio” è la sit-com che ispira la sua – diciamo così… – presenza) è perfino inutile parlare.   Più utile invece concentrarsi sulla paradossale “entente” (intesa, sintonia) tra l’equilibrato conservatorismo della democristiana (ed allieva di Helmut Kohl) ed il radicalismo “dal volto umano” del simpatico duetto Tsipras/Varoufakis.   E – sia detto tra parentesi – non è un caso che il minuetto tra accorti conservatori e ragionevoli riformatori sia stato benedetto dal furbo Presidente europeo Juncker…

Difficile attribuire un punteggio vittoria/sconfitta al polo tedesco o a quello greco: certo anche il sostanziale pareggio salva entrambi dalla caduta: si continua a giocare e questo è quello che conta, quello è il risultato che entrambi portano a casa.     Viceversa più difficile è essere ottimisti su tutti gli altri versanti e soprattutto su quello della dislocazione planetaria delle risorse, a partire da quella umana….   Infatti, mentre in ultima analisi sullo scenario monetario/finanziario la parola d’ordine rimane quella dell’interdipendenza, su quello ben più basico (come ricorda ormai quotidianamente Papa Bergoglio) degli “umani” e della loro convivenza in un solo pianeta si è tornati alla grande al “noi” e “loro”.   E il noi si situa in recinti che non sono né globali, né continentali e – perfino – neppure sullo spazio degli Stati settecenteschi di Westfalia.   Meglio il “cortile” o la sommatoria dei medesimi e dei loro ottusi egoismi.    Dunque un fiume di retorica, di livore, di ottusità: il tutto camuffato da realismo politico.    I casi libico, i migranti e l’Europa, le quote e la “ripartizione”, lo spazio concesso ad oscurantismi e “leghismi” fanno ben capire che la razionalità e la lucidità non sono morti soltanto tra i fanatici islamisti ma anche in casa nostra.

Così, invece di affrontare il “toro per le corna” che sta dominando questa apertura del terzo millennio (e che era ben visibile a chi volesse guardare già un trentennio fa…), si simula una preoccupazione, una capacità di intervento che non esistono affatto.   I Governi continuano a pretendere di essere “in charge”, in controllo.  Quando è del tutto evidente che il loro “imbuto” interpretativo – ed operativo – e quello che resta del multilateralismo dopo l’offensiva portata avanti soprattutto da Amministrazioni come gli USA di Bush (ma ne potremmo citare molte altre…)  non sono in grado di gestire una transizione pacifica.

Il resto è fuffa, come i pannolini e biscottini portati negli accampamenti di quelli che aspettano – nelle grandi città o sugli scogli di Ventimiglia se non in fondo al mare – di godere degli stessi diritti di quelli di cui godono i capitali.   In primo luogo quelli di movimento in tutto il pianeta.

Quanto ci sia di razionale in tutto questo lo dica chi legge.   Idem quanto questo annunci un futuro meno triste del presente.

 

 

 

  • ora puoi ricevere in tempo reale le notizie flash di cosmopolitaly.net

Ultimi articoli

Flash | SCAMPAGNATA AL COLLE

01/06/2018

Non è per caso che queste righe non sono uscite nelle interminabili settimane che sono state necessarie per varare il “Governo del cambiamento” (sic).   Semplicemente non ci interessava e – soprattutto – non eravamo affamati delle insulse briciole sulle quali hanno banchettato ...
Leggi tutto

Flash | MATTANZA TRA ISRAELE E PALESTINA, GRAND HOTEL IN ITALIA

15/05/2018

Sessanta morti a Gaza: civili, adolescenti e perfino bambini.  Tutti uccisi anche con armi da guerra nell’isterica reazione israeliana di fronte alla più che legittima protesta palestinese di fronte ai “festeggiamenti” per l’apertura in Gerusalemme dell’unica Ambasciata ...
Leggi tutto

Flash | SARA’ UNA RISATA…

11/05/2018

“Sarà una risata … che vi seppellirà”… è con questo ritornello antico (ed un po’ auto-malaugurante…) che tornando nel Belpaese veniamo seguendo gli stupefacenti eventi che – dopo due mesi -  dovrebbero archiviare le elezioni “politiche” del 4 marzo.   D’altro canto che più dire ...
Leggi tutto

Flash | IL BARBIERE E IL QUIRINALE

04/04/2018

Questa mattina, passato il moscio interludio pasquale, si stava cercando di sintonizzarsi con l’ansia della nomenklatura – vecchia e nuova – per l’apertura delle consultazioni al Quirinale, anzi della “stagione” (dati i tempi previsti…) che il Presidente della Repubblica dedicherà a ...
Leggi tutto

Flash | LA GUERRA DEI BOTTONI

26/03/2018

Quella che si è combattuta nel fine settimana è stata - più che una guerra – una serie di scaramucce servite non solo a fissare chi ha vinto e chi ha perso il 4 marzo, quanto piuttosto - in perfetta analogia con la “guerra dei bottoni” (famoso e delizioso film francese del – pensate un po’ – ...
Leggi tutto

Flash | ZUCKERBERG NELLA POLVERE, CASALEGGIO SUGLI ALTARI

21/03/2018

Mentre nell’emisfero Nord (quello in cui ci troviamo…) comincia oggi la primavera…. E mentre una pletora di Mamozi (tanto insignificanti quanto privi di contenuti reali, dichiarati e – magari – contrapposti) si disputano il corpo sfatto della democrazia repubblicana e delle sue ...
Leggi tutto

Flash | UN MONDO DI SPIE?

16/03/2018

L’attualità internazionale (non diversamente da quella nostra, “domestica”) sta virando continuamente in una dispersione di fatti minuti che sembrano “inventati” apposta per distrarre da una realtà complessiva tanto angosciosa quanto inafferrabile.   Nel vasto mondo il recente ...
Leggi tutto

Flash | ALDO MORO E DINTORNI

14/03/2018

“Non credo ora opportuno un accoglimento in modo appropriato della richiesta.  Prego leggere e riferire”.   Suona così un appunto (che ancora custodisco da qualche parte) firmato dall’allora Ministro degli Esteri Aldo Moro ed indirizzatomi in qualità di dirigente sindacale (per il Sindacato ...
Leggi tutto