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17/06/2015

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“Laudato si…”:  con il brutto episodio della sospensione di un giornalista “vaticanista” dalla Sala Stampa di Oltretevere (la sua colpa: aver anticipato il contenuto delle duecento pagine dell’imminente enciclica ”verde” ed umanista di Papa Bergoglio, riducendone così l’impatto mediatico e favorendo il fuoco di sbarramento del “fronte” conservatore interno ed esterno al Vaticano) è partita la più complessiva iniziativa fin qui messa in campo dal “papato d’emergenza”  lui affidato dall’ultimo Conclave.

Mentre avremo tempo – ed occasione – per tornare più diffusamente sull’Enciclica da un titolo così impegnativo che – infatti, si richiama esplicitamente al messaggio (XIII secolo….) di Francesco, il poverello d’Assisi, possiamo fin d’ora notare come il voluminoso documento tenti la saldatura tra i temi della conservazione del Pianeta (di cui saremmo “custodi” e non possiamo essere indefinitamente e squilibratamente “depredatori”) e quelli dell’insostenibilità- per le stragrandi maggioranze dei “terricoli” – dell’attuale modello della esclusiva centralità finanziaria e capitalistica.   In buona sostanza Bergoglio compie (per coerenza? Per ricerca di credibilità?) un’inversione di 180 gradi rispetto a quando il suo predecessore Woytila (il crociato dell’anticomunismo)  allontanava da sè a spintoni ed altro (se ne videro con dolore documentazioni visive) i sacerdoti “sociali dell’America Latina.    Ma – per ora – fermiamoci qui.

Intanto a Milano il nostro Premier si consola della sberla ricevuta domenica dagli (scarsi…) elettori italiani  e si pavoneggia a Milano con la Presidenta planetaria Michelle Obama che (con figlie e madre) cerca di rinfrescare le proprie convinzioni “verdi” nel posto meno eco-bio d’Italia.    Probabilmente ha ricevuto informazioni errate sull’Expo oppure – grazie all’orticello bio dietro la Casa Bianca – pensa anche lei che MacDo e CocaCola vanno bene per le masse purchè gli “Happy Few” possano accedere ai cibi “giusti”.

Il tutto (Premier britannico Cameron milanese compreso) conferma la concezione della politica e del Governo di Matteosubito: a Ventimiglia si bastonano i migranti e si prendono schiaffoni dagli altri Paesi europei, Milano Expo è la vetrina per gli allocchi e – di fatto – il salotto buono per Matteosubito ed il suo provincialismo….  Se non siamo alle brioches di Maria Antonietta poco ci manca.   D’altro canto se il tutto non disturba il Vescovo di Roma (Bergoglio) perché dovrebbe disturbare noi….     In fondo siamo – da sempre – consapevoli fan delle ascelle di Michelle.

Tornando sulla terra.   I migranti stanno dove stanno: tra stazioni e scogliere.  Il capo di Mafia Capitale tal Buzzi (già star del PD romano con statisti del calibro del suo sodale Odevaine e di tutta  la  compagnia della “Terra di mezzo”) “offre” 600 euro e qualche mese di riposo a casa sua in cambio della sua impunità (e del suo silenzio).  I milioni invece se li tiene.  Il Sindaco Marino (geniale trovata del Ras PD capitolino Goffredo Bettini, ora in meritato ozio dorato al Parlamento di Strasburgo…) resta “avvinto come l’edera” nonostante le allusioni renziane ad un possibile “trapianto”.    Insomma tutto come prima… più di prima nell’Italietta.

Anzi no.   Decine di migliaia di insegnanti – archiviata ogni promessa ed ogni impegno – vengono invitati – con solito garbo – di farsi sentire tra un paio d’anni.   Proprio come le elezioni.   Eccola là la “buona scuola”  Come già con l’Ialicum la “buona” democrazia.  Intanto il Presidente Mattarella si riposa dopo le gag con Quentin Tarantino… Diviso – come è – tra un replay della gag nazionale del “e che mi chiamo Antonio….”, ovvero io non c’entro… Il tutto arricchito da iniziative-confetto come i bambini ”diversamente abili” a passeggio nella tenuta di Castel Porziano.  Una delle tante “properties” già reali inutili e costose da dismettersi non oggi, ma ieri.

Più giù Il popolo bue si è appena “goduto” il tax day” di ieri ed i talk show di regime spiegano quanto sono belle e buone e necessarie le tasse.   Quelle dei poveracci, of course, naturalmente.

Breve.  Siamo al “Business as Usual”.      Una domandina facile facile ce l’avremmo per il duo di “King Maker” di Renzi e della sua “Band Wagon” e cioè il cittadino svizzero Carlo De Benedetti ed il canadese Sergio Matchionne: “ma voi uno così –anche se “campione” – l’avreste assunto nelle vostre aziende?  E, se sì, non potreste riallocarlo da un’altra parte?    Ma presto per carità…

 

 

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