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28/05/2015

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“Piove Governo ladro”, così un’antica saggezza popolare la cui fondatezza lasciamo giudicare ai nostri interlocutori (i proverbiali 24 lettori…): a noi convince e tanto più ci convince se al brontolio impotente sostituiamo una piccola analisi storica dei “segni del cielo”.    Eravamo in Cina nel luglio 1976 (un’era storica fa, quando ancora esisteva una cosa chiamata – forse arbitrariamente – “comunismo”) quando un disastroso e mortifero terremoto scosse Tangshan (se non ricordiamo male più di mezzo milione di morti).       E si parlò subito del “segno del cielo”, di una dinastia che finiva.    Vero, falso?  Fondato, infondato?   Certo è che già ad ottobre spariva il “Grande Timoniere” Mao Zedong raggiungendo il più amato e fascinoso Primo Ministro (“il Primo Ministro è sempre il nostro Primo Ministro”…) Zhou Enlai.

Si chiudeva così l’epoca storica della Liberazione cinese e si apriva quella del “risveglio” cinese: quella a cui stiamo assistendo in questi ultimi anni con qualche apprensione.  Anche perché la nostra previsione sulla “inevitabile” democratizzazione che avrebbe accompagnato lo sviluppo delle forze produttive si è rivelata (dai fatti di Tiananmen in poi) fallace.   Resta il punto della fine di un’era annunciata dalla catastrofe naturale….  Qui da noi il punto è – oggi – se i megatemporali (con annessi allagamenti) di ieri pomeriggio su Roma e Napoli avranno lo stesso traumatico risultato e ci libereranno del renzismo e dei suoi accoliti.

D’altro canto alla tradizione “cinese” potremmo affiancare un “topos” della cultura italiana moderna (a partire dal cosiddetto Rinascimento): e cioè quella immortalata da Alessandro Manzoni con i “Promessi sposi” come vera musica di fondo dell’”Unità d’Italia”.     Ed infatti i toni di Renzi e dei suoi a difesa del prevaricatore-icona Vincenzo de Luca – Sindaco sceriffo di Salerno nonché condannato (in primo grado certo ma non solo da voci malevole….)– e Presidente “in pectore” dell’intera Campania (una volta: “Campania Felix”) rievocano alla grande le prevaricazioni di Don Rodrigo (con tutti i suoi “Bravi”: da Guerini a Stumpo e compagnia cantante).   Lo stesso Renzi – cronicamente ebbro di arroganza ha rilanciato una sorta di “me ne frego” a più stadi ed una strategia di annichilimento della Legge Severino sulle incompatibilità…   Per farla breve: lui dice che “tirerà dritto” e De Luca sarà Presidente… Le leggi le metteranno in gabbia…

Resta solo da vedere che penseranno gli elettori campani (quelli a cui il vescovo di Acerra lanciava già anni fa il famoso “iatevenne” (andatevene).    E noi, noi italiani tutti che dovremmo fare? Andarcene tutti e lasciarli soli?   Magari nel fatidico 2018 delle prossime elezioni…..  Oppure reclamare – come ci  informano le odierne cronache di Sicilia – un congruo prezzo per il nostro voto?   D’altro canto apprendiamo ora che anche il celebrato Mons Paglia della celebrata Comunità di Sant’Egidio avrebbe scambiato speculazioni edilizie (niente meno che un castello in Umbria…) come un’”opera di bene”.   Ecco cosa succede quando lo Stato non fa quanto dovrebbe fare e lascia campo libero ad autoproclamati “mediatori planetari”.  Salvatori della dignità nazionale, difensori dei poveri ( e meno male che ce ne sono sempre di più…) e veri e propri “prezzemoli” benefici di una società governata da Don Rodrigo e dai suoi.

Chissà, si vedrà.  Ed intanto sogniamo che – anche da noi come in Cina – si realizzino i “Segni del Cielo”.  E che Don Rodrigo sia confinato ai libri di scuola ed archiviato come l’ennesima “fuga dalla realtà” di un popolo… come dire.. “leggero”.   E, per ciò stesso, costretto a “con-vivere” (come scrive il dotto, nonché ex Ministro montiano, capo carismatico della disinvolta ma religiosa assai Comunità romana) con ogni sorta di peccatori.     E magari ad essere sempre più peccatore esso stesso.  Forse ha proprio ragione il saggio Cardinal Parolin che – all’indomani del voto irlandese – ha parlato di “sconfitta per l’umanità…”.   Vero, certamente vero, ma più che a Dublino avrebbe dovuto guardare intorno a sé.  Bastava fare quattro passi nella Città Eterna: avrebbe trovato di tutto e di più.   Altro che gay e nuovi diritti.

Auguri e figli maschi. Viva il Sindaco De Luca, viva lo “strano soldato” Renzi che si avanza tra le macerie della Repubblica.  Viva i “valori non negoziabili”…  tra i quali non ci sono – ahinoi – quelli che ci sono più cari.   E, naturalmente, viva i “segni del cielo”.

 

 

 

 

 

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