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30/04/2015

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barone

 

“Megalomane ed autoritario”, “asfaltata la minoranza”, “il silenzio assordante di Mattarella” eccetera, eccetera.    Si è così chiusa – stando alle cronache – la prima giornata della ridicolizzazione definitiva (!?…) del Parlamento della Repubblica.        Oggi si replica anche per ammazzare l’ansia che pervade l’attesa dell’”evento del secolo” (Expò Milano 2015!)…

Mesmerizzati dall’arroganza renziana, terrorizzati di essere espulsi manu militari dalla beata nomenklatura parlamentare, praticamente tutti i deputati del PD (del “drappelluccio” di dissidenti inutile parlare) si sono appecoronati alle inverosimili dichiarazioni di Matteosubito: “abbiamo fatto il nostro dovere”…   Ma quale?  Forse diluire la rappresentatività dei cittadini elettori fino a ridurla ad un’epitome del “voto bulgaro”?   Ovvero ridurre la partecipazione popolare al pollice verso al Colosseo che il zelante Ministro della Cultura (sic) Franceschini vuole riportare ai sanguinosi trionfi e massacri di duemila anni fa…    Purtroppo per loro i sondaggi sull’astensione nelle future elezioni (finchè  queste non verranno abolite “tout court”) confermano che questo del rifiuto totale sarà il primo partito d’Italia.

Si è così chiusa – salvo improbabili resipiscenze – una buia pagina della nostra storia e, comunque vada a finire, nulla potrà cancellarla.   Mancano solo gli omicidi come quello Matteotti, ma – d’altro canto – non ce ne è bisogno perché a Montecitorio quel tipo di Italiani  coerenti e coraggiosi non ci sono da molto tempo…  Anzi, pescando in una cronaca avvilente, si è potuto sghignazzare  sulle parallele rievocazioni del Bersani che appena pochi anni fa invocava la “sera del vincitore” resa certa da inverecondi sistemi maggioritari e premi di maggioranza e le parole di Renzi che difendendo il suo accordo con Berlusconi al Nazareno reclamava invece la concertazione allargata per la nuova legge elettorale….      Solo che Pulcinella e Balanzone si erano scambiati i ruoli….   Un po’ come i grandi attori di una volta: una sera Otello e l’altra Jago.     Solo che questi due di fan ne hanno ben pochi: tranne forse quelli che li hanno ritenuti – uno dopo l’altro più che sufficienti per “intortare” quegli imbecilli degli Italiani.   E pare proprio che abbiano ragione i nostri super-manovratori.

Rassegnamoci: siamo davvero noi i “rottami” di cui parlava Marchionne e che Renzi “spedito” a Palazzo Chigi avrebbe dovuto “spazzare dai binari”.      Ed infatti eccoci “spazzati”.    Anzi di più, con uno scenario da Ionesco in cui il Governo (non scelto in nessun modo dai cittadini) o meglio il Presidente del Consiglio nomina di fatto il “suo” Parlamento, il quale a sua volta lo ringrazia votandolo a scatola chiusa.   Meglio: il Presidente del consiglio si sceglie Governo, parlamentari e quant’altro.   Magari perfino il Presidente della Repubblica che a lui dovrebbe essere sovraordinato e comunque garante dell’intero Paese.

Altro che i ruggiti mussoliniani, qui siamo al Barone di Munchausen che si arrampicava fino alla luna reggendosi al suo stesso codino.   Uno stato di cose che alle persone ragionevoli fa paura, ma a qualcuno piace e vi consente.    A titolo di esempio suggeriamo la lettura dell’intervento tenuto proprio ora mentre scriviamo da tal Buttiglione (già noto per i suoi exploit di Strasburgo e per vari pregressi incarichi ministeriali) il quale – dopo aver spiegato che dietro l’Italicum renziano si cela una surrettizia trasformazione da Repubblica parlamentare (come da Costituzione…) in presidenzialismo – ha concluso chiedendo una rapida approvazione del diktat renziano.   Per molto meno si finisce al trattamento sanitario obbligatorio. Psichiatrico…

Intanto la febbre pervade Milano: le retate preventive si moltiplicano, quartieri popolari e potenzialmente “antagonisti” come il Giambellino vengono “passati” al pettine fino dalle forze (imponenti) di sicurezza, dietro la maschera di tranquillità già si agita l’apprensione: non solo per la rituale contestazione che suscitano eventi del genere ed i rischi che comportano, quanto per l’incrociarsi di questo meccanismo con lo stolido pugno di ferro del fiorentino (o presunto tale in quanto sortito da quelle aree che lì chiamano “targhe agricole”… insomma non dalla città ma dal contado).   Grava poi la credibile ipotesi che a Matteosubito in fondo non dispiaccia un possibile Gerzi Park: questa volta a Milano e non ad Istanbul… In breve come Erdogan, meglio di Erdogan.   Peraltro già “vinto” schiacciando la candidatura della musulmana Smirne a favore di Milano.   E perdendo così una buona occasione per contribuire a stabilizzare un’area da cui provengono almeno metà dei rischi esterni per noi…

L’importante è infatti (dopo il cooperante ammazzato dai droni americani e presto obliato dal Governo, i mille ultimi morti nel Mediterraneo, il fiasco del Vertice straordinario immigrazione della UE e – indietro – il bilancio nullo del semestre europeo, lo zero assoluto per ripresa ed occupazione…) far vedere che il “codino del Barone” ha un’anima d’acciaio.

E, a dimostrarlo, non bastano certo le povere anime morte di Montecitorio e neppure l’isolamento dei pochi vivi che ancora vi si aggirano e parlano al vento.

Infine – a conferma di quanto sopra – in quella che la grancassa mediatica definisce incautamente la “capitale del mondo” iniziano le manifestazioni e subito arriva il reazionario Salvini che dichiara ”speriamo che non sfascino Milano”.

E, per non sbagliare, suggerisce di costruire nuove carceri.   Per ora tace invece Matteosubito.

Parlerà presto.

 

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