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24/04/2015

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politici barcone

 

Le rivelazioni – rivelazioni? – si sommano alle rivelazioni.  Questa volta si è scomodato anche il miglior Obama e cioè quello che sembra imitare (e superare…) George Clooney nei ruoli “istituzionali”: dizione, vibrazione della voce, espressione da leader determinato e compreso appunto nel ruolo di leader del mondo “libero” (come si diceva una volta…) ma non indifferente ai lutti, eccetera eccetera.  Fino al “trucco” anglosassone di chiamare lo sventurato cooperante italiano con il nome di battesimo “Giovanni”.   Ed anzi impegnandosi al “risarcimento”, cioè soldi come si fa con le vittime degli incidenti stradali… o anche aerei.   Tanto un cooperante – specialmente se onesto – vale assai poco…  Così, in perfetta contemporanea con il Consiglio straordinario europeo sul tema dell’immigrazione, si apprende da Washington che uno degli Italiani ostaggi -  Giovanni Lo Porto – è stato ucciso da un drone statunitense in un raid del gennaio scorso in Pakistan, nella zona cerniera del Punjab.   Il primo dubbio riguarda la tempistica della “notizia”.     Più semplicemente, ci si domanda – dinamica dell’ennesimo episodio di “fuoco amico” a parte – se l’”incidente” non fosse già noto alle autorità americane durante la celebrata visita di “Matteosubito” dello scorso week end.  Ovvero se i tempi della rivelazione e delle “scuse” non siano il frutto di un’intesa tra le due Amministrazioni. Americana ed italiana.

E passiamo ora alla farsa bruxellese: “storica” solo nella fantasia surriscaldata della macchina di propaganda renziana: bastava vederli i leader europei (che trionfano in questi giorni sulla rete rappresentati perfettamente tutti insieme in un canotto da migranti alla deriva e commentati con l’auspicio di un pronto ribaltamento liberatorio tanto per loro, che soprattutto per noi).    E, puntualmente, essi non hanno deluso le aspettative: decidendo di non decidere nulla e buttando qualche spicciolo sul piatto della bilancia della morte.

Una perla ce l’ha regalata (“renziate” a parte) il leader britannico Cameron… manderà navi con l’intesa che l’eventuale “carico” lo mollerà in un porto di un Paese vicino…   Ovviamente l’Italia.  Fantastico esempio di solidarietà ed assunzione di responsabilità: tipicamente anglosassone.

D’altro canto le Autorità italiane sono le prime a dire tutto e il contrario di tutto: i barconi non sono pieni solo di “innocenti”… sottintendendo che molti sarebbero delinquenti e/o terroristi (Renzi dixit, Salvini docet).  Eppure,  “L’Europa non può vedere il Mediterraneo trasformarsi in un cimitero a cielo aperto” (neo-Presidente Mattarella sempre più rievocante un impacco emolliente a fronte del frenetico Premier): ma perché non è già questo?  Un cimitero di sacrifici umani.   O forse questi non sono uomini? E donne e bambini.

Non solo ma la preparazione italiana per Bruxelles era tanto tonitruante che vuota.   L’esperto ufficiale del vasto mondo, il fondatore e direttore a vita della rivista “geopolitica” (dottrina nazifascista elaborata tra le due Guerre mondiali e tuttora in uso solo nelle Scuole di Guerra) “Limes”, Caracciolo denunciava l’impotenza strategico-militare italiana causata anche dalla carenza di droni e carri armati.

Ed intanto“Tripoli bel suol d’amore”con annessa implicita nostalgia del nerboruto Maresciallo Graziani… Il resto tutto come prima: fino a quando?

Domani sarà il 70esimo anniversario del 25 Aprile: scorrono fiumi di retorica.  Il cooperante Lo Porto diventa un partigiano “ad honorem”.  I più giovani non capiscono e/o se ne fregano.

D’altro canto come biasimarli quando sono costretti a vivere in una realtà virtuale, in un Paese in cui la scelta della nomenklatura di instaurare (per gli altri, tutti gli altri…) una sorta di pauperismo generalizzato e mantenerlo grazie allo svuotamento dei diritti e della partecipazione politica (esattamente i valori del 25 Aprile…) appare inevitabile ed inamovibile?   Esempio: ma chi li ha visti i 92mila contratti di lavoro nuovi?  Cianciano, cianciano.   E continuano come prima, più di prima.

Evviva il 25 Aprile.

 

 

 

 

 

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