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20/04/2015

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immigrati

 

Ancora una volta è una questione di soldi.   Le molte centinaia di morti (anche bambini, molti bambini) affogati nel canale di Sicilia in prossimità delle coste libiche non sono il frutto di uno squilibrio demografico planetario (e di condizioni di vita… e/o delle guerre nonché dello sfaldamento della convivenza civile in molti Paesi del “Terzo Mondo”), e specificamente tra la riva Sud e la riva Nord del Mediterraneo, quanto piuttosto di una miope politica della lesina nel contesto della marcia integrazione europea.

Bisognerebbe spiegarlo al gelido e trionfante (ancorchè qualche settimana fa inondato di coriandoli protestatari) Presidente della Banca Centrale europea, Mario Draghi: l’amico e il tutore delle banche e della finanza internazionale privata.  Le uniche strutture ritenute meritevoli di ricevere il suo (suo?) flusso di liquidità, ovvero denaro sonante e appunto gelido, sterile.   Salvifico “Quantitative Easing”  o sterco del demonio?  E perché il loquace Romano Pontefice non entra in campo al di là dei ripetitivi – e del tutto inutili – richiami alla pietà cristiana.    Davvero la religione, le religioni preferiscono la morte alla vita…

Ci volevano due non gradevoli personaggi come la radicale Emma Bonino ed il Presidente socialdemocratico del Parlamento Europeo Martin Schulz per denunciare che i pingui risparmi realizzati chiudendo l’operazione Mare Nostrum e sostituendola con Frontex e Triton sono in prima istanza i veri responsabili della moltiplicazione delle stragi dei migranti in mare: il perché è semplice, si è passati dal soccorso al di là delle acque territoriali al “filtro” all’interno di esse.     Con la conseguenza che si muore un po’ più lontano da noi.    E si vede meno.  Però “costa” un terzo.   E comunque spiccioli di fronte ai miliardi di euro dissipati nella impudica ed autolesionista esibizione del provincialismo italiano dell’Expò 2015, peraltro “soffiata” da Milano alla povera Smirne che aveva avanzato la sfacciata richiesta di essere il primo Paese islamico ad ospitare una Esposizione universale.   Strumento di visibilità peraltro tipico della raggiunta maturità economica: e dunque ormai riservato ai Paesi in via di sviluppo…. O forse a quelli che tali si sentono…

Bonino è andata più in là di Schulz , denunciando il “piagnisteo” della nomenklatura italiana (non solo Governo, ma anche di forze politiche e media) che tentano di oscurare i dati reali del problema in cui l’Italia è (tanto per cambiare…) il fanalino di coda nel regolare ed accettare migrazioni che al punto in cui si è arrivati (grazie anche all’inerzia della cooperazione allo sviluppo e alla mancata rettifica delle ragioni di scambio Nord-Sud) non sono più – se non in termini umani – un evento di emergenza bensì fisiologia delle relazioni globali.   Al di là delle –infondate – pretese delle cosiddette sovranità nazionale.

Su questo terreno è di queste ore la conferenza stampa della Magistratura italiana (Procura di Catania) che – oltre a vantare giustamente qualche successo contro la criminalità dei “passaggi” e dello smistamento dei migranti, più o meno volontari, ha lanciato una sorta di anatema contro l’intervento umanitario delle navi civili.   Anche qui siamo alle solite: un Paese – quale il nostro – ormai totalmente metastatizzato dalla criminalità organizzata (anche ben dentro la politica nazionale e sul territorio) si arroga il diritto di criticare il diritto internazionale, i diritti delle genti (incluso il soccorso in mare) e così via in un evidente delirio provinciale ed autoreferente di onnipotenza.   Per lo più cartacea.

Peccato che la realtà sia  sotto gli occhi di tutti.   Anche di coloro che sono stati vittime o testimoni di episodi quali quelli del Vertice G8 “dei fiori” (quelli voluti ai balconi dei carrugi dal buon Berlusconi e dai suoi lacchè) noto anche come la “macelleria messicana” della Diaz.

Evento “sanato” eliminando il “foruncolo” rappresentato da un poliziotto tanto violento quanto ingenuo.    E, d’altro canto, come colpire i mandanti quando la patria magistratura li aveva mandati assolti?

Così va il Belpaese e così verosimilmente continuerà ad andare, ma questo non può e non deve comportare l’anestetizzazione delle singole e collettive coscienze etiche (ricordate l’”individuo etico globale”?) solo ed unico argine alla rinascente bestialità di élites e strutture pubbliche il cui profondo animus viene quotidianamente e francamente espresso da individui dello stampo del leghista Salvini.     Di più, finchè il proscenio sarà monopolizzato da una sapiente alternanza tra il delicato fioretto di un Rodotà e gli istinti belluini del qualunquismo neo-fascista con il tutto condito da un tardo buonismo paleo democristiano e giocato sulle note della musichetta renziana, non c’è da aspettarsi nulla, ma proprio nulla.

Infine, quanto ad aiutarli “a casa loro” (il che andava fatto trent’anni fa, almeno) preghiamo Iddio che non si faccia come “a casa nostra”.  Questo sarebbe veramente troppo…. Ovvero regaliamo a tutti (dentro e fuori i nostri “sacri” confini) dei bei biglietti per l’evento del secolo: l’Expò di Milano.

Allegria: va avanti il dibattito sulla legge inutile e liberticida dell’Italicum… Il Timoniere sa quello che fa, gli “Armatori” (suoi…) pure.  Perfino Marchionne distribuirà (forse e chissà quando) le briciole dei suoi meritati profitti.

Infine, poiché tutti – anche noi – possono indossare gli abiti del cinismo, ringraziamo i migranti – morti o vivi – per portare alla ribalta l’Italia (quella stessa che il buon Mussolini definì una “porta-aerei naturale”…): non fosse per loro ci resterebbe solo il proponimento del Ministro della Cultura (sic) Franceschini di riaprire l’arena Colosseo.    Potremmo così rinverdire i riti primitivi del sanguinario impero romano.   Un successo planetario assicurato: meglio dei disoccupati inglesi che lottano a morte contro cani da combattimento.  Anche qui che ne pensa il nostro buon Papa?

 

 

 

 

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