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01/04/2015

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PESCE D’APRILE.  Cuorcontento e saliescendi nel Paese dei sottaceti.

Pasqua si avvicina e così ancora una volta vorremmo “proteggerci” mettendo tra parentesi il vasto mondo di cui pure siamo parte.   Del resto le notizie sono largamente negative: intanto la “coda” sinistra del crash di “Germanwings” con dettagli video orrificanti che vorremmo risparmiarci, poi la fine cruenta  del sequestro del giudice turco che aveva coperto i responsabili di polizia nella morte di un qindicenne nel corso degli incidenti di Gezi Park: morto lui, morti i sequestratori.    E poi Yemen in pezzi, accordo nucleare con l’Iran più vicino a dispetto del furioso Netanyahu.   Insomma “Business as usual”…

Ma da noi – in ossequio al motto nazionale “la situazione è grave, ma non seria” – ferve la preparazione delle scadenze pasquali e primaverili.

Prepariamoci anche noi… L’avvicinarsi del 1 maggio (che mille anni fa era la bella Festa del Lavoro ed ora è solo la data di apertura della kermesse-Expo di Milano) sta spargendo pilotata follia: ieri i disoccupati scendevano vorticosamente, oggi salgono fino a quasi il 13% (per i giovani si tocca il il 42,6% ovvero il record europeo e circa il doppio della media dell’intero continente,)…  Sul resto, bastano le cronache giudiziarie lievitate fino al punto che non sappiamo più quale scandalo, quale nuova corruttela portare ad esempio del degrado nazionale.

Solo Matteosubito e “cuorcontento” Poletti oggi Ministro del lavoro (di chi, a quali condizioni, con quali diritti?) e ieri glorioso e pseudo-bonario ras delle coop, se la ridono felici.   Il potere notoriamente è un elisir: ubriaca e protegge dal confronto con la realtà.   La nuvola di felicità in cui si muove il Premier Renzi è inalterata e non accenna ad oscurarsi, i suoi sicofanti (soprattutto in un PD perennemente ubriacato dal potere del Capo) sgusciano come salamandre tra mille scandali e si autodipingono come i “salvatori” e “riformatori” dell’Italia.

In breve una “febbre di primavera” che inspiegabilmente ci richiama appunto quella del grande P.G. Wodehouse.     Ma niente idilliaca campagna inglese piuttosto la deriva finale del delizioso scrittore inglese approdato infine alla propaganda nazista…  Pare quasi che un gioco di specchi – ed una misteriosa bacchetta magica…- abbiano trasformato un partito nato dalla costola comunista e riformista nel braccio armato della Confindustria e degli interessi economico finanziari più aggressivi ed auto-referenti.    Il tutto “rovesciato” nel Partito della Nazione (concetto e nozione come noto defunti in tutto il globo da qualche decennio).   Peccato che questa ubriacatura non coinvolga tutto il Paese, sempre più isterico e disorientato.

Una perla finale.    E’ partita ieri la campagna “della banca del futuro e del sottaceto” (Banca Intesa) che  “ospiterà”  nel suo mega-padiglione all’Expo la “produzione d’eccellenza” di sottaceti – e sottoli-  che ovviamente tutto il mondo ci invidia.   Dunque la farsa si fa convulsa: i temi planetari (che gli organizzatori volevano acquistare ad un tanto al chilo fino ad esplodere nella “carta (oleata?) di Milano”.       Quaranta anni sono passati dalla vergognosa campagna pannelliana della “Fame nel mondo” che si tradusse nella “spanzata” – italiana – della “Cooperazione” ed ora siamo arrivati al sottaceto…

A noi piacciono i sottaceti e – certo – li abbiamo mangiati in tutto il mondo esportati dal Belpaese, ma non abbiamo mai pensato che fossero un messaggio planetario.

Eppure niente paura: la pannelliana Bonino ci annuncia che “Donne per l’Expo” non chiuderà ad ottobre con la sagra milanese ma – con l’aiuto della sua sodale la dalemiana Dassù (ora Finmeccanica…) –deve continuare per l’eternità.   No comment.

Ed allora tra i vini di D’Alema ed i sottaceti della Bonino (già Ministro degli Esteri della Repubblica) come stupirsi che Matteosubito si aggiri per l’orbe terracqueo ebbro di felicità.

E noi?  Bè: proviamo ancora una volta a farci gli auguri.  Di Pasqua, questa volta.

 

 

 

 

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