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18/03/2015

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Se qualcuno, confuso dalle fumisterie di Renzi e dei suoi (assai dotati mediaticamente…) “ispiratori” potesse ancora mettere in dubbio la distinzione tra “Destra” e “Sinistra” e la sua spiegazione di fondo fornita ancora una volta da Norberto Bobbio agli albori di questo millennio, basterà dare una scorsa agli eventi – interni ed internazionali – di questi ultimissimi giorni per sgombrare il campo da ogni interessato equivoco.

Il quarto mandato che gli elettori israeliani avrebbero affidato al reazionario Benjamin Netanyahu (ancora sospeso tra exit poll ed attesa dei risultati definitivi, ma comunque ormai certo) definisce una franca risposta di destra ad un dramma che – per essere storico – non è meno politico e contingente.   E’ stato proprio lo stesso Netanyahu a porre il voto su questo terreno di esplicito confronto.   Non aveva esitato a portare il conundrum nel cuore del potere politico statunitense con un bellicoso – ed irrispettoso – intervento al Congresso.   Cioè la dove più che presentarsi come un uomo di Stato straniero ha di fatto utilizzato la sua doppia cittadinanza, cioè quella americana di cui godrebbe tuttora.      Anzi questo fatto di “parlare a casa sua” e sia pure con una logica esplicitamente di parte spiega come uno dei nodi della “questione ebraica” o più genericamente quella della “Destra” sia il sommo privilegio (in un mondo in cui le “cittadinanze” – qualunque cittadinanza -si conquistano a rischio della vita come accade quotidianamente nel Mediterraneo che una volta univa ed oggi divide) di poterne (per alcuni plutocrati, e/o membri di particolari etnie) di potersi muovere di qua e di là.   Rivendicando sempre e comunque pieni diritti.  E questo (senza voler ricordare che parliamo anche un problema di casa nostra e non certo limitato ai soli rifugiati e clandestini) è uno dei discrimini più evidenti sul crinale destra/sinistra.

Infatti l’eguaglianza (valore fondante di una sinistra che sia veramente tale già ben prima dell’alto insegnamento di Bobbio) si misura soprattutto a partire dalle sue connotazioni giuridiche.  E, anche qui, non parliamo solo della frattura tra cittadini (e uomini e donne) di serie A e serie B (o meglio serie zero…) quanto delle mille ricadute del rifiuto di riconoscere l’eguaglianza sostanziale di tutti gli umani.    Proprio Netanyahu – con il suo grido d’allarme sull’affluenza al voto degli Israeliani “arabi”- aveva (con indubbio successo elettorale) messo in guardia sul “malo uso” di una cosiddetta democrazia.

Evidentemente, nonostante il residuo pragmatismo del politico israeliano (che tuttavia aveva già tentato la trasformazione di Israele in Stato confessionale tale e quale i nostri “amici” dell’ISIS con in meno le decapitazioni ed in più le connotazioni razziste…)  possiamo aspettarci – nella migliore delle ipotesi – una confermata aggressività (“muro” anche con la Giordania, rifiuto del negoziato con l’Iran, azioni militari e ossessione sulla sicurezza) ed un sostanziale disinteresse per ogni processo di pace e/o di distensione.

Da noi – si parva licet comparare grandis – l’”affaire” Incalza Lupi risponde alle stesse logiche “di destra”.   Basti una piccola citazione: il Codice etico del Lupi Ministri sanciva che i funzionari del “suo” Ministero avrebbero dovuto respingere “regali” superiori a 150 (centocinquanta…) euro.  Peccato che il figlio (e i figli so’ pezzi e core) accettasse un bel Rolex Daytona da 10mila (diecimila…) euro.  Più le raccomandazioni e tutto l’armamentario della rapacità e del “familismo amorale” dell’amata Patria.

Il tutto ha provocato una prevedibile querelle che per ora vede protagonisti Matteosubito e i magistrati (tra gli altri si segnala l’ossessione periferica e un po’ stalinista della Capa del maggiore Sindacato italiano, la CGIL di tal Camusso impegnata a “spezzare le reni” non ai gusti del Paese e alle aggressioni subite dai lavoratori bensì alla sua opposizione democratica…).

Così il Premier Matteo parla ai poliziotti e deplora l’Associazione Magistrati (“schiaffi ai giudici e carezze ai corrotti…”, la loro ingenua affermazione…) e afferma “noi siamo Stato di pulizia e non di polizia… Sono parole che fanno male”  dice facendo la boccuccia a cuore (che tradisce il nervosismo per le sorti del suo governo). Una boccuccia che ogni italiano può giudicare (forse con l’eccezione della fedele Madonnina Boschi) sincera o meno.   Così come ogni Italiano può giudicare se la “sparata” dei giudici sia senza fondamento…

E con un piccolo sforzo addizionale di collegare i fatti, ogni Italiano può giudicare se il nodo “destra/sinistra” c’entri e da che parte stia il caro Primo Ministro con tutte le sue autoproclamate fole “riformiste”.

Buon fine settimana… e buoni pensieri.

 

 

 

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