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12/03/2015

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civitavecchia-lacrime

Autocritica: ormai dobbiamo rassegnarci a quel penoso – ma doveroso – esercizio che consiste fondamentalmente nel prendere atto della realtà: il bene fatto indefessamente da chi comanda e le nostre colpe.      I fatti sono davanti a noi tutti.   La “rivoluzione” renziana è splendida, il Paese è diventato fresco, giusto e veloce (per usare l’aggettivazione renziana).  La “Madonna” Boschi (un po’ come la famosa Madonna che piangeva a Civitavecchia qualche anno fa) è lì pronta ad ammonirci – e magari punirci “per il nostro bene” ogni volta che faremo  soffrire il suo “Gesù”, incarnatosi in Matteosubito.

Davvero saremmo ingrati a sminuire i copiosi regali che ci vengono elargiti da un Governo, che “tutto il mondo ci invidia”.   Anche oggi la manna è piovuta dal cielo.   Cinque euro (cinque…) sonanti per i felici cittadini romani che risparmieranno e si godranno la “svolta” nel pagamento della tassa dei rifiuti.   Gli studenti di tutta Italia che riceveranno la “buona scuola”.  Per tutti il sollievo di non dover più scegliere i propri rappresentanti in Parlamento.   Peraltro un Parlamento dimezzato e messo sotto tutela da un Governo che – per partenogenesi –si nominerà da solo.     Non solo ma nulla sfugge all’orgia riformatrice: la RAI avrà un “gauleiter” (i famosi proconsoli nazisti…) direttamente nominato dal Governo e – così – le notizie saranno solo buone….   Anche questa si chiama “riforma”….

In breve ce ne è per tutti e ai “gufi” – come noi – non resta che piangere.   O telefonare al Questore e chiedere che intervenga a nostro favore o a favore dei nostri cari, o care…   La suprema Corte ha deciso che non c’è reato, a meno che non minacciamo o facciamo pelose profferte al Questore medesimo.    Ma noi non siamo fessi e parleremo – sicuri di essere ascoltati – al Questore con gli stessi toni flautati usati dal già pregiudicato Berlusconi Silvio la notte di Ruby.

Con il che – per ora – l’”affaire” Berlusconi si chiude, salvo lo schieramento dei vescovi della CEI autoarruolatisi  nei ranghi – assai comodi e certo farisaici – dei “benaltristi” con il loro proclama che la “legge” e la “morale” sono due cose diverse.   A parte che non si capisce bene da che parte lorsignori stiano.  In ogni caso ricordiamo ancora una volta che non solo la morale è “un’altra cosa”, ma anche il diritto.   L’Italia è, e resta, il tempio del “summum ius, summa iniuria”.

E, tuttavia, il mondo non è tutto rose e fiori.  E così il boss leghista Salvini ha trovato i profittatori a cui “spezzare le reni”: gli immigrati che “curiamo gratis”… quando più che altro li dovremmo far fuori, quanto meno sospendendo le “cure” ai clandestini…   Brutalità, mancato rispetto dei diritti universali ed una fitta coltre di idiozia (altro che “polveri sospese”…) hanno invaso il sacro suolo della Patria.    Fino a quando dovremo sopportare tutto questo?    La risposta è semplice: indefinitamente.   Almeno se dobbiamo aspettare Rosy Bindi o la cosiddetta minoranza post-comunista del PD.    Entrambi continuano a strisciare nel mentre annunciano stentorei “ma ora basta…”.     Basta che?

In breve il Paese vive come sospeso, mesmerizzato da un incantatore di provincia che spaccia ogni sua mossa regressiva in una sorta di “lunga marcia” verso le magnifiche sorti e progressive.   Promette l’abolizione del canone RAI ed intanto se la pappa.  Il resto mancia…

Nel quotidiano, piuttosto che seguire trepidanti la guerra degli “stracciac…” Salvini e Tosi o la resurrezione dell’incartapecorito Caimano o – meglio ancora – la nascita di un robo chiamato “Italia unica” (ma chi la Venchi-unica del cioccolato?) partorita dall’irrequieto tycoon Passera (nomen….), la ragione suggerirebbe di interrogarsi sul recupero delle quote sindacali.   Ormai ridotte al rango di una controproducente beneficienza ad enti inutili….

In breve un Paese morto ed asfissiante.    Ma per colpa di chi?    Pensiamoci nel fine settimana.  Tanto non c’è molto altro da fare.

 

 

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