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14/02/2015

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Doppia versione.  Mai come in questi giorni la realtà italiana (e non solo) si è prestata ad una doppia “lettura” come nei vecchissimi, grandissimi film di Kurosawa.  Vediamo la prima.

Mentre si contano le centinaia di morti nel canale di Sicilia, mentre si apprende (il che già si sapeva) che anche il quarto trimestre del 2014 è stato contrassegnato da crescita zero – e forse negativa – mentre il Paese affonda nell’ennesimo scandalo bancario (quello del cerchio stretto di Renzi, Boschi e Serra) i parlamentari che difendono la Costituzione vengono insultati e malmenati.   Renzi (altra preoccupante analogia) snocciola – come già Mussolini – un chioccio “tireremo diritto”.  Davvero la storia si ripresenta in farsa, abbiamo perfino l’Aventino (uscita dall’aula parlamentare) e le botte in aula.

La Ministra Boschi difende lo “stato di guerra” a maggioranza semplice (ovvero con l’Italicum a minoranza rispetto agli aventi diritto al voto)… tubando baggianate da Peter Sellers nel “Dottor Stranamore”: abbiamo 15 minuti per entrare utilmente in guerra…   Nel frattempo è tutta la Costituzione che viene fatta a pezzi con un Primo Ministro che ci ricorda Charlie Chaplin che balla intorno al mappamondo.

Il serpente dentro il cosiddetto Partito Democratico si è schiuso peggio di quanto non fosse accaduto nel ventennio berlusconiano.   Indietro non si torna, ma – tanto meno – si va avanti di un centimetro.   “Il nocchiero” riecheggia sinistramente i versi danteschi…

Il deserto di Tacito ed i massacri delle legioni romane sono scherzetti da sussidiari scolastici rispetto al Gabinetto Renzi: spazzato via quello che restava del movimento operaio, massacrati i lavoratori dipendenti, gli intellettuali, ogni ragionevole speranza di cambiamento e di democrazia…. L’Ing De Benedetti ha ottime ragioni per essere fiero del suo “campione” e Sergio Marchionne ne ha altrettante di avere confidato a Matteosubito il compito di “spazzare via dai binari i rottami”.   Ma dove sono, quali sono questi binari, mentre i “rottami” – lo abbiamo già detto e siamo noi.  Ma anche la cancellazione di mezzo secolo di storia italiana.   Lo stracciamento sistematico della nostra Costituzione (quella che il PD aveva già definito “la più bella del mondo).    Niente più referendum popolare, guerra “on the spot” (ma siamo capaci di farla?), l’Italia ridotta a insignificante marca (cioè ducato, granducato, ecc.) periferica.  Davvero un trionfo che culminerà inevitabilmente con il tonfo.  Nostro o suo?

Davvero questa volta l’Italia (tutta?) questa volta l’ha fatta grossa esibendosi in un replay inverosimile dello show “dilettanti allo sbaraglio”.   Martedì prossimo (ma perché non l’anno prossimo?) le opposizioni di sinistra e di destra – cioè la larga maggioranza del Paese – andranno in pellegrinaggio dal neo-Presidente Mattarella.   Dio solo sa cosa sperano… Forse una distribuzione forzosa di bromuro camuffato nel gelatino del Primo Ministro?  Ci aveva già provato il povero Bersani supplicando per “un po’ di rispetto”.   Ci aveva (forse) creduto il Letta del “stai sereno”.   Tutti hanno sbagliato, forse dimentichi che non si toglie tanto facilmente un osso dalla bocca di un cane.   Soprattutto quando tutto intorno lo si incita.  A quando toccherà (come in Inghilterra) ai disoccupati disperati.   L’ottimo Ministro Franceschini sta infatti da tempo pensando a riaprire l’”arena” del Colosseo.   Vedrete che la useranno presto.

Anzi forse ci sarà di peggio.  Raccontava a chi scrive la dolce consorte di un miliardario degli Antipodi dell’Impero anglosassone (fatto ricco dalle privatizzazioni selvagge nel suo Paese….) mostrando con orgoglio una fantastica “collezione” all’aperto di tank ed armi da guerra: ”con mio marito le abbiamo ‘provate’ in Ucraina.   In vacanza…   Poverini avevano bisogno…”

Altro che caccia alla selvaggina nella vecchia Jugoslavia….

D’altro canto lo dice anche il pacifico Ministro degli Esteri Gentiloni: “siamo pronti alla guerra”… naturalmente “nei limiti della legalità internazionale.”   Ma di chi, di grazia….

E qui scatta la seconda “lettura”.   In sintesi: noi (l’Italia) siamo prosperi, pacifici, impegnati nel fin troppo tardivo rinnovamento, guidati da un Partito che viene da lontano e andrà lontano, a capo del quale sta un giovane e brillante statista – quasi un miracolo italiano – illuminato ed autorevole.   In breve lavora per noi: è il migliore di noi, pur essendo come noi.

E’ circondato di giovani (non tutte) donne belle ed intelligenti, di buoni sentimenti (aiutano i genitori e le banche sotto casa, anzi ne posseggono un pezzettino piccolo piccolo: giusto per aiutarle).

Fuori dai confini, appena di là dal mare ci sono dei cani musulmani (absit iniuria verbis…). Ma qui c’è poco da scherzare ed anzi mettiamo una pietra sopra al bacio della mano di Gheddafi da parte di un genuflesso Berlusconi…  Il Califfato è alle porte: è già insediato a Sirte.     Gentiloni – come si diceva – è insolitamente un torrente in piena (e speriamo anche il patrio esercito…).   Renzi passa la notte a Montecitorio a…. spezzare le reni agli oppositori (sinistra/destra…dentro/ fuori) in vista di che?    Lui “Primo Console”?

Forse le due “letture” della realtà coincidono.

Buon fine settimana.

 

 

 

 

 

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