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29/01/2015

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castellina

Vota, anzi fai votare, Luciana Castellina for President!!!

 

Tanto tuonò che piovve. Così si dice e così sta succedendo a Roma. In tutti i sensi…. Possibili ed immaginabili… E non ci riferiamo solo alla gelida pioggia dell’intera giornata, ma anche ai riti “democratici” in corso al palazzo di Montecitorio.

Un’inutile, costosa e superflua cerimoniosità si accompagna da qualche ora all’apertura della scadenza somma delle istituzioni repubblicane e cioè l’elezione “di secondo livello” (cioè riservata ai parlamentari ed ai rappresentanti delle regioni evidentemente “ripagati” con appositi assegni per questa corvée straordinaria….) del “nuovo” Presidente della Repubblica.

 Un rito che è impresso nella memoria di mezzo secolo: una litania di nomi con molti “scherzetti” (dal famoso “Sofia Loren” più molti sconosciuti e più molti conosciuti e non solo sgraditi ma spesso alla fine eletti come il già famoso Giovanni Leone): diciamo la “messa” somma della nomenklatura, la cruna dell’ago in cui tutti i professionisti di settore bramano passare. Peccato che “uno solo resterà”….

 Questa premessa tanto per dire che – al punto di degrado a cui siamo arrivati – tanto varrebbe darci una sforbiciata ed adottare sic et sempliciter il presidenzialismo, almeno nel senso di passare al voto diretto dei cittadini. L’economia ne trarrebbe giovamento con un immenso indotto per le compagnie pubblicitarie e le società di comunicazione più l’attacchinaggio e la ristorazione. Con il risultato di una qualche trasparenza. Esattamente ciò che la nomenklatura non vuole assolutamente.

 Così fin dalla prima votazione si è assistito ad una sommatoria di intrighi, di finte candidature, di nomi – anche decenti – messi alla berlina per depistare dai veri obiettivi e dai “punti di caduta” dei possibili compromessi tra “vincitori” e “vinti”. Così l’orgogliosa (e finta) candidatura di un personaggio del PD ormai congelato alla Corte Costituzionale ha settato il livello di quello che ci aspetta nei prossimi giorni.  L’ennesima fanfaronata di Matteosubito – lo eleggiamo alla prima votazione – si era già disvelata come un trucchetto da bocciofila.  E poco male se ha sputtanato una persona per bene, ma molto bene perché ha mostrato a tutto il popolo italiano come tutte le chiacchiere sul “profilo” del job (autorevolezza, neutralità, esperienza, visibilità internazionale) erano appunto soltanto chiacchiere.

 Al passaggio va detto che la ripetuta ed ostentata concertazione con un individuo sospeso per condanna penale dai diritti civili ha dimostrato lo stato della democrazia italiana. Lo “statista” di Rignano sull’Arno (magicamente assiso a Capo dell’Esecutivo) ha confermato di essere quello che è e che ormai una larga maggioranza (vedasi sondaggi di fiducia in picchiata) di Italiani ha capito. Nella Capitale della “cupola” (mafiosa…) c’è un vocabolo molto chiaro: una sòla…

 Si dirà: ma queste manfrina è stata preceduta in mezzo secolo da altrettante manfrine.  Vero, tragicamente vero, ma mai con questo tasso inusitato di arroganza e pressapochismo.  Nonché di noncuranza per la pubblica opinione. Non solo, ma mai un Primo Ministro era uscito allo scoperto fino al punto di presentarsi come “grande elettore” e decisore nella scelta di colui che costituzionalmente – e a certe condizioni –potrebbe – e dovrebbe – “mandarlo a casa-“.

 Già da stanotte – ed in attesa dei due voti di domani, venerdì – dovrebbe cominciare (ovviamente tra loro…) la riflessione se non sia il caso di imporre al Matteosubito una bella pausa di riflessione e maturazione.  Prima che non faccia altri guai. Impresa non impossibile considerato che nessuno lo ha mai nominato, tranne l’indicazione di un “Conte zio” tristemente uscito di scena con un non incolpevole ritardo.

Seconda considerazione. Cercavano un politico di esperienza, possibilmente visibile nel mondo e soprattutto in Europa: ora ce l’hanno e questa è Luciana Castellina. Esperta, bella ed intelligente. Ciò che più somiglia nello squallido panorama italiano al greco Tsipras. Lei più volte deputato nazionale ed europeo, fondatrice di movimenti e riviste come “Pace e Guerra”, eccetera, eccetera sempre dalla parte “giusta”.

 Confrontatela – lei e la sua storia che molti di voi non conoscono per ragioni anagrafiche – al ringhioso e pseudo elegante Vittorio Feltri, velenoso giornalista candidato dalla destra estrema e fate in modo che la nomenklatura sia costretta a trasformare i 37 voti (cioè oltre la soglia di “considerazione” per le votazioni successive)  per Luciana Castellina in una valanga di ottimismo. Questa è forse la prima – e l’ultima – occasione. Per ridisegnare l’Europa e noi nell’Europa.

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