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21/01/2015

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davos

 

Canterellando il motivetto di “Words” (parole)…. are easy to be spoken (sono facili da dirsi). Matteosubito si avvia verso l’aereo di Stato (quello del suo Natale in famiglia?) che lo porta alle nevi eterne di Davos dove si è appena aperto il Vertice economico mondiale. Non vede l’ora di arrivare all’incontro annuale ove i “politici” riferiscono ai plutocrati sul lavoro fatto nell’anno per farli sempre più ricchi. Insomma rendere conto di come li hanno serviti. I nostri (plutocrati…) sono già lì perché abitano a due passi, il più delle volte godendo di doppie (e triple) cittadinanze e… risparmiando dei bei soldi su tasse di fatto sottratte al fisco italiano.

Matteo è più allegro che mai, avendo fatto passi da gigante nella liquidazione definitiva di quell’ircocervo (animale mostruoso ed immaginario) che fu il Partito Democratico. Ha costruito una cosa tutta sua seguendo le istruzioni di quelli che l’hanno incaricato di “spazzare i rottami dai binari” e mettere definitivamente da parte la malandata democrazia italiana per sostituirla con una dittatura degli Ottimati, di quelli che contano e – come lui – se ne fregano delle masse che Berlusconi ha decerebrato nel corso di un intero ventennio.

Poco conta che, mentre le previsioni globali (mondo) si attestino intorno al 3,5% di crescita per il 2015, l’Italia rimanga intorno (o sotto…) lo zero, ultima tra i Paesi industriali “occidentali”: infatti ciò che conta è che lui varerà un mostruoso Italicum la cui unica risposta sarà un’astensione elettorale di massa. Poco conta che tra poco più di una settimana l’Italia avrà un nuovo Capo di Stato (il cui nome è nella saccoccetta della sua giacchetta e solo il suo impresentabile sodale Berlusconi lo conosce…), l’importante è che – da buon boy scout – lui ha compiuto il dovere per cui è stato formattato. In fondo è stato facile come mettere le cannelle dell’acqua sul muro di Palazzo Vecchio a Firenze. Solo che questa volta di gratis non c’è proprio niente. Non per noi….

Così, mentre i suoi se la vedono con la “rivoltuccia” nel PD, lui già pregusta l’ascolto della cantatina di Bocelli che allieterà la “cena d’onore” (onore de che?) di Davos e speriamo che l’”aedo” dei potenti non ripeta l’exploit della pre-apertura dell’Expo di Milano: ovvero cena con arresti….

Infine Matteosubito si è lasciato alle spalle le infinite code del caso delle “eroine di Aleppo”: un caso in cui non è stata detta l’unica parola giusta e cioè che – come accade a tutti gli Italiani che si rivolgano ad un’Ambasciata o ad un Consolato e cioè: esiste l’obbligo di restituzione.   Cioè ti anticipano i soldi per il biglietto e la merenda per tornare a casa e poi vai in Questura e restituisci. Non si vede perché le ragazzotte dovrebbero godere un trattamento speciale. Non solo ma – per dirne una – gli Stati Uniti non solo non pagano riscatti, ma manco ti anticipano il biglietto. Figuriamoci il volo di Stato.

Invece dei soldi indietro il Governo di Matteo prepara l’ennesimo inutile, propagandistico Decreto-legge: questa volta anti-terrorismo e contro tutte le possibili devianze (per intenderci contro i “Foreign Fighters”, ma non gli “Idiot Fighters”): aspettiamoci tutte le possibili restrizioni e nessun progresso…

Intanto il vasto mondo rimane in ebollizione, prevalentemente negativa ma non priva di spunti positivi. Per ora un sommario: lo Yemen (che non è solo esotico, ma anche geo-strategico) è definitivamente spaccato ed in mano alla pluriennale rivolta sciita. Ancora una volta l’ISIS ha regalato ai media mondiali l’immondo spettacolo di due “decapitandi” giapponesi in camiciotto arancione: vedremo se il Premier Abe sborserà i richiesti 100 milioni di dollari richiesti prima di dare il via libera al boia inglese (esempio-principe di “foreign fighter…).

Il Presidente Obama ha tenuto l’annuale discorso sullo Stato dell’Unione, un discorso che una volta si sarebbe definito “socialdemocratico”: ripresa economica, focus sulle “classi medie” (e non – come sempre- sui Paperoni), iniziative positive di politica estera come ad esempio la normalizzazione delle relazioni con Cuba. Insomma il primo Presidente afro-americano si prepara a quello che si definisce un “gracious farewell” un addio gentile: ci riuscirà?  Basterà la ripresa economica ed una spolverata di moderazione internazionale? E, comunque, ha rivendicato la propria volontà: tanto più che non ha più nessuna campagna elettorale di fronte a sé. Non ora comunque….

Infine una coda (speriamo finale) dell’insulsa tragedia di Charlie Hebdo e cioè l’azzardata affermazione di Fox News (del reazionario Murdoch)  che a Parigi esistano “zone proibite” e controllate dalla “sharia”: apriti cielo e scuse alla Sindaco Hidalgo. A Parigi non ci si uccide soltanto, ma ci si mescola. E questo è pure vero… Insomma Belleville non sarà Davos e i suoi lustrini, ma ci si campa… Tutti insieme.

 

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