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07/01/2015

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Non lontano dalla Belleville dell’umanista Pennac ove le culture, le etnie, le classi convivono e si mescolano all’ombra di una “Republique” palesemente defunta – ma che pure funziona per tutti – vicino alla Porta di Pantin (periferia storica e non ancora “banlieu”) in una qualunque strada parigina si trova la redazione di un settimanale satirico francese: “Charlie Hebdo” estremista solo nel senso di attaccare i valori più consolidati e dunque quelli della religione, ma anche del perbenismo – di tutti i “perbenismi” – e soprattutto di quelli più avversi alla libertà di pensiero. Ma la lunga storia delle controversie e delle pervicaci irriverenze di “Charlie” soprattutto nei confronti dell’Islam non era preparata (nonostante precedenti attacchi dimostrativi ricevuti negli anni scorsi) quello che è successo oggi intorno a mezzogiorno: un “commando” – sembra – di tre uomini con armi da guerra ha assaltato gli uffici sterminando il tenace direttore Sthephan Charbonnier, molti redattori e i cartonisti più amati di Francia e in Occidente.

La morte del grande Wolinski (l’irriverente inventore della piccante Culculine, la “Marianna” dei tempi felici e sensuali) e di tanti altri colleghi (e poliziotti intervenuti) ha impattato sul mondo (quella parte di esso che ha accesso all’informazione…) bene al di là del numero delle vittime, delle piste da seguire, delle condanne da lanciare. Se mancava qualcosa alla Terza Guerra Mondiale di Papa Bergoglio, adesso c’è: l’Occidente cristiano – ma anche quello laico – è stato ricompattato di forza su valori che erano stati diluiti, addomesticati e certamente controllati dalle indifferenti ed agnostiche forze di mercato. Si sa: la satira non piace al potere a nessun potere (e non è un caso che in Italia non esista più alcun giornale satirico e che gli antichi autori di satira emanino ormai uno stantio perbenismo). Di più, appena qualcuno (meglio se bravo…) ci prova, diventa subito un “hit”, una boccata d’aria nell’asfissia e nell’ottundimento beota (ma anche feroce) che ha fatto ricco un dubbio imprenditore come il già Primo Ministro Berlusconi. A sua volta ormai da archiviare come inconsapevole e troppo protratta auto-satira.

Ma, tornando alle questioni serie, l’episodio non è terrorizzante per l’oltraggio a Voltaire, al diritto di parola, alla tradizione illuminista degli stanchi Francesi quanto piuttosto per una serie di ragioni. Intanto, oltre che sinistramente cruento, è incomparabilmente stupido perché definisce incontrovertibilmente confini ed opposizioni. Il che, nonostante la condanna e la ferma presa di posizione dell’Iman di Francia, invera in grande stile la configurazione di campi contrapposti. Figuriamoci: noi contro i musulmani. Insomma il trionfo mortifero della (peraltro non intellettualmente infondata) teoria di Samuel Huntington sul conflitto di civilizzazioni come linea demarcativa da sostituire all’antico confronto ideologico Est-Ovest.

Insomma troppo stupido e troppo arrogante per essere vero…. In ogni modo, quasi una “seconda puntata” dopo le Torri Gemelle. E non a caso il Presidente Hollande ha evitato pronunciamenti di colpevolezza, non ritenendo – come si è fatto nei frettolosi commenti italiani – che il solo urlo “Allah Akbar” valga come autodenuncia…..

Ed anche molto “cinematografico” con il sostrato culturale che tanto si confà ai Francesi. Sullo sfondo c’è infatti l’uscita del nuovo romanzo del provocatore “ufficiale” delle lettere francesi, Michel Houllebecq “Sottomissione”: si tratta di un intellettuale definitivamente passato dal pensiero intorno alle tematiche sessuali e di costume, a quelle sui massimi sistemi culturali. Ovvero – grosso modo – la fine dell’Occidente (ancora…) ed il trionfo dell’Islam, simboleggiato (per la fantasia di Houllebecq) dall’elezione a Parigi di un Presidente arabo e musulmano. Nel 2022, spiega profeticamente… o magari prima, grazie a lui, lo scrittore “profetico”. E se non sarà musulmano, c’è buona probabilità che sia una specie di Hitler (o magari Petain…). O come minimo (e già nel 2017, data elettorale presidenziale) Marine Le Pen ed il suo Front National.

Per la cronaca mancano fin qui le rivendicazioni e questo ovviamente preoccupa assai. E’ in pieno svolgimento la “caccia” ai – probabilmente – tre attentatori. Intanto si carica il coro delle dichiarazioni, incluso il rituale – a-problematico – cinguettio italiano, il “selfie” di Renzi a Palazzo Farnese (Ambasciata di Francia) incluso. Ciliegina finale la vocetta da grandi occasioni in Parlamento della Ministro Boschi. Dovere compiuto, pubblicità residuale assicurata…

Ovviamente il tutto ha almeno due rischi intrinseci il primo – ovvio – è quello di ossigenare le xenofobie più oscurantiste, l’altro ancora più insidioso è quello di far dimenticare che il peggio – ancora peggio – può arrivare. Anche vicino a noi. Forse è su questo che sarà bene concentrarsi invece di lanciarsi in pubblici starnazzi declamatori da parte proprio di chi la realtà (satira inclusa) più che soffocarla, la mistifica fin dentro le coscienze…. E sappiamo di cosa parliamo.

Intanto dodici uomini liberi sono stati uccisi e altri 11 sono feriti. La ricreazione è finita anche nel “nostro cortile di casa” a Nord. Nel cortile verso Sud è finita da un pezzo e tanto peggio per chi insiste a far finta di niente. O dovremo tutti trasferirci in Svizzera nel Cantone di Zug? Potremo permettercelo?

Intanto, anche noi, o almeno quelli che possono permetterselo….

 “Je suis Charlie Hebdo”.

 

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