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04/12/2014

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Stupendo.  E non intendiamo riferirci al nuovo ammonitorio “rotear di manganelli” contro la manifestazione (prevalentemente di studenti) contro l’approvazione dell’(anti) Jobs Act, quanto piuttosto alla farsa scatenata intorno alla operazione-monstre annunciata dal Procuratore di Roma Pignatone. (e di fatto “anticipata” dall’”Espresso”).    Un autorevole magistrato che tutto sembra tranne che un buontempone eppure ci ha schiuso pagine di mostruosità – piccole e grandi -  degne di Moliere, meglio Plauto e molto poco della levità di un Goldoni che a noi Italiani piace attribuirci ma – stando ai fatti – non possiamo certo fare in presenza di questo schifo generalizzato “scoperchiato” a Roma.

Quel che è “stupendo” è la ridda di reazioni per “smarcarsi” dai fatti e dalle responsabilità e perfino – in qualche caso – per tentare il triplo salto mortale di trarne non solo immunità ma anche profitto politico.   Citiamo un po’ alla rinfusa.     Intanto la mescola nero/rosé che è poi la caratteristica profonda del malgoverno capitolino (quello che ha creato il maggior debito tra le Capitali europee ed il peggior degrado ed assenza di servizi ai cittadini..).   Infatti, se è incontestabile la radice “culturale” fascista ed eversiva di destra, è agli atti che l’ambiente malavitoso era completamente “bipartisan”: il caso del “doppio” e simultaneo finanziamento erogato dalla “cosca” ad Alemanno e allo “sfidante” Marino ne è prova.   Come lo sono le “trasmigrazioni” dall’uno all’altro fronte.

Quanto all’anguilla saccente Marino (anche lui impegnato nel triplo salto mortale di presentarsi ex post come una specie di Serpico della moralità capitolina) porta in sé una storia esemplare: “scoutato” dal ras PD di Roma, il notissimo ed appartato Goffredo Bettini (ormai trasferitosi nell’ospitale sede europea di Strasburgo in degna rappresentanza della politica all’italiana) ha raggiunto i previsti vertici di insipienza che ne facevano sulla carta la perfetta “testa di turco” per mantenere e far prosperare l’intreccio tra delinquenti, profittatori (spesso “miserabili” da 1.500 euro mensili più mance…) e comunque remunerati assai meglio dei fortunati percettori degli 80 euro “inventati” dall’immigrato/deputato/guru economico di Renzi ovvero l’israeliano Gutgeld.

Purtroppo il tasso patologico di autostima di Marino (stimolato dall’ampia ospitalità concessagli dagli “house organ” PD “Espresso” e “Repubblica” all’evidente e tradizionale scopo di trasformarlo in una “star”) ha funzionato invece da granello che ha fatto saltare gli ingranaggi.   E così è avvenuto.        Ora il suo “premio” non può essere che l’archiviazione di sé medesimo e di una vicenda che prima il PCI, poi i DS, infine il PD hanno vissuto e ripetuto per decenni: pescare un quidam de populo, proiettarlo alla ribalta e farlo eleggere ed usarlo come “uomo di paglia” a copertura di manovratori assai poco sicuri della propria “appetibilità” in vista del consenso popolare.      Senza qui richiamare il precedente storico degli “utili idioti”,  o dei “compagni di strada”, contentiamoci dei casi più recenti dalle elezioni europee dei primi anni novanta del secolo scorso in cui venne “scoutato” un anziano e senescente politologo francese (vagamente amico del Presidente Mitterrand) tal Duverger e portato a Strasburgo nella pattuglia “progressista” italiana.  Seguì una fiumana di talenti televisivi e giornalistici (Santoro, Gruber, Annunziata e compagnia) messi anche al vertice di importanti Amministrazioni (es. Regione Lazio).     Unica condizione era l’obbedienza all’apparato: quello stesso che (dice ora Pignatone) è poi diventato esplicitamente simbiotico nella mescola di malgoverno, malaffare, criminalità.

In tempi recenti (quelli in cui la sinistra simbiosi percolava a tutti i livelli e si strutturava nella “terra di mezzo” tra politica e malaffare rappresentata da Carminati) la formuletta acquistava un carattere automatico facendo saltare ogni presunzione di rappresentatività rispetto ai cittadini votanti.  “Poco male” pensavano i PD nazionali e locali tanto contro Alemanno si vince comunque: insomma un bel test del bipolarismo all’italiana.   E così è stato, senza arrecare danno alcuno alla fertile “terra di mezzo”.   Dimenticato Fiorito, dimenticato Lusi… così come era stato dimenticato l’”eroico compagno Greganti”, almeno fino all’esplodere del caso Expo di Milano…

Il caso Marino è peraltro esemplare, ma i media finanziati con soldi pubblici ed altro evitano di parlarne in un meccanismo di propaganda ed omertà che manco lo stalinista Zdanov o il perfido Goebbels….   Intanto ci vuole un giornalista tedesco, Udo Gumpel (romano d’adozione), per smontare simultaneamente le velleità declaratorie del PD (e del suo Capo Matteosubito) di pronta pulizia  grazie all’invio di un “Commissario politico” (il “Presidente” PD Orfini e tanto basti…) dotato di pieni poteri.    L’osservatore straniero – assai equilibrato – smonta anche le panzane del Matteo desnudo ovvero il leghista dal volto umano Salvini(“lasciateci divertire” diceva il poeta) sugli immigrati ospitati in alberghi a cinque stelle, quando invece erano stati trasformati da bestie al macello in mucche da latte (“meglio della droga”, si dicevano tra loro i membri della cosca).   Da notare al riguardo che ad Amburgo gli immigrati “costano” la metà e sono trattati in rispetto delle convenzioni internazionali…  Grazie tanto…

Ed ora che fare?   Oltre naturalmente a ridere amaramente?    Intanto – e preliminarmente – rispondere ad una domanda di base:   cosa danneggia l’Italia e qualunque possibile ripresa? L’art 18 oppure uno dei tassi di corruzione strutturale più alti al mondo?    L’art 18 e il bicameralismo “perfetto” oppure il totale inceppamento ed autoreferenzialità nella selezione dell’intera classe dirigente (a partire dalla politica)?  Potremmo continuare con decine di esempi e ricordi, ma a che pro?   Tanto è palese l’intenzione di usare anche questa vergogna per regolare qualche conto in sospeso e poi riprendere come prima, più di prima.  Gli italiani hanno il solo diritto di dire “vinca il migliore”… e cioè il peggiore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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