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21/11/2014

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>>>ANSA/ BATTAGLIA REGOLE NEL PD; RENZI, SU SEGRETERIA DECIDERO'

“Réculer pour mieux sauter” (indietreggiare per saltare meglio): questa sembra essere la frase chiave che ha dominato la settimana politica, contrassegnata dal ritorno dagli Antipodi del rottamatore Matteosubito.   Le elezioni regionali (Emilia-Romagna e Calabria) di domenica segneranno il risveglio dal “jet lag” (adattamento alla differenza di fuso orario…) seguito alla vacanza australiana.  E, del resto, questo è il movimento dei canguri, animali-simbolo della presente fase politica italiana.  Certo Matteo non sarebbe lui se rinunciasse ad almeno una piccola scarica di invettive nei confronti dei sindacati, della piazza che non lo ammira, gli getta le uova (“ne farò crepes”) e via “comunicando”.   Non si sa bene a chi, quando si insiste a definire “piazza” qualunque manifestazione partecipativa dei cittadini, o peggio dei cittadini-lavoratori.

Purtroppo per lui, questo messaggio francamente reazionario (lo avesse usato Berlusconi ne sarebbe stato immediatamente “asfaltato”…) cade in un contesto italiano difficilmente risolvibile (o “sedabile”)  con misure “pubblicitarie”.    La sentenza Eternit (i 300 morti che si sono ammazzati da sé secondo la “giustizia” delle Repubblica italiana) ha avuto un impatto disastroso e non è risolvibile con il buonismo di facciata usato nel caso Cucchi.   Anzi questo ha provocato una resurgenza di un caso (del 2003) avvenuto nel carcere di Livorno ove un detenuto (Marcello Lonzi) veniva trovato morto alla vigilia della scarcerazione.  Cause di morte definite “naturali” nonostante otto costole fracassate, la mandibola fratturata ed un buco alla testa.  Una lettera consolatoria della Presidenza della Repubblica alla madre non è evidentemente  sufficiente per chiudere la vicenda.

Un passo indietro.  In Italia gli studenti delle facoltà giuridiche ricevono il primo anno un ammonimento molto preciso sintetizzato con la frase latina “summum ius, summa iniuria”: insomma sappiate che il diritto di derivazione “romana” (quello che manteniamo a dispetto di ogni consenso e ragionevolezza) non ha nulla a che vedere con la cosiddetta equità.  E, men che meno, con il rispetto di secoli e secoli di riflessione sulla giustizia, la società i diritti.   Né Beccaria, né diritti, né consenso sociale.   Che possa funzionare è evidentemente impossibile ed infatti non funziona.    Dunque il miliardario svizzero che ha continuato a far soldi sull’amianto, ammazzando operai e presentandosi come un benefattore è una cosa assolutamente “normale”: il dibattito ex-post sulla prescrizione è consolatoria masturbazione.

Viceversa si potrebbe da subito cambiare la gestione della sicurezza e di ogni forma di carcerazione: ad esempio recependo anche in Italia le norme internazionali anti-tortura.  E non solo.    Vasto programma per un Paese “medievale”.   Ma qui, purtroppo, scatta l’auto-consolazione nazionale con il mito degli Italiani brava gente.   Non è vero e nel vasto mondo ce lo cantiamo e ce lo suoniamo da soli.

Ora la panoplia dei miti nazionali è in rapida crescita grazie alla macchina propagandistica renziana e dei suoi “grandi elettori” considerato che nessun voto popolare lo ha mai investito, tale e quale i suoi due predecessori Monti e Letta…  Purtroppo per lui e per le sue tonitruanti provocazioni (voi scioperate mentre io creo “lavoro”…) già domenica si potrà vedere quanto gli elettori credono a lui e ai suoi talebani della “governabilità”, dell’ “alternanza” (ma de che?), del bipolarismo e via fantasticando.   Non bastasse il voto (o l’astensione…) del prossimo fine settimana, il 12 dicembre la “piazza” (cioè i cittadini) manifesterà per una diversa scelta economica e politica.

Se conclusione univoca può essere tratta da quanto precede, questa ribadisce che la crisi non è congiunturale (ammesso che una congiuntura possa incistarsi per una decade…)  bensì incontrovertibilmente strutturale.   E, dunque, richiede misure strutturali e culturalmente, moralmente, radicali: altro che Expo o peggio Olimpiadi 2024… A meno di credere che il Paese possa essere risanato da apprendisti stregoni stile il neo-fascista Matteo Salvini.   Che ha già “dimostrato” di possedere “attributi” più consistenti di quelli declaratori dello stizzito e stizzoso Matteo Renzi.    Scelta evidentemente infelice – più che degli Italiani – del manager internazionale Sergio Marchionne e di diversi altri.  Tutti convinti che il nostro sia un Paese di co…ni..  Un assioma peraltro già ampiamente dimostrato dal ventennio berlusconiano.

Più che mai auguri…

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