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13/02/2013

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Siamo alle solite.   Non si parla qui della notizia del giorno, ovvero l’arresto del manager che ha rimpiazzato al vertice di Finmeccanica l’ “esodato” Guarguaglini (peraltro dopo un congruo numero di anni passati al vertice con accanto la moglie ugualmente in vertici contigui e con una congrua “buonuscita” per sé medesimo), tale Orsi oggi implicato in “tangenti” internazionali.      Si parla invece – al di là del caso giudiziario – del sistematico sviamento di giudizio su questi temi: accade infatti che i giudici – sulla base dell’ovvio principio penale della responsabilità personale (sono le persone a commettere reati e non i “sistemi”) inevitabilmente colpiscono nel mucchio (il più delle volte facendo centro con solide prove) mentre il sistema criminogeno non è neppure scalfito.  E tutto va avanti come prima, cambiando soltanto alcune “figurine”.

Le cronache giudiziarie sono le cronache giudiziarie e nonostante non siano più i tempi in cui da una parte c’era il mega-scandalo della Banca Romana e, dall’altra, un Ministro della Pubblica Istruzione veniva sanzionato per appropriazione di un calamaio (oggetto ormai scomparso…) e di un po’ di cancelleria, il fondo del problema non è mutato: il sistema (sarà questo il “Sistema Italia” di cui si favoleggia?) è suicidario:   In altri termini (come  afferma ora – “pour cause” – il semprevivo Berlusconi in una difesa non degli accusati ma proprio del “sistema”) le tangenti sono non l’eccezione, bensì la norma, in certe transazioni e vendite internazionali (ma non per la “fetta” domestica).    Norme apposite possono limitarle, non escluderle.  Ciò che andrebbe reciso è il malsano groviglio sottostante: esempio la Finmeccanica – in un non troppo lontano passato si sarebbe spinta a mantenere come proprio Vice Presidente un signore destinato a rappresentare l’Italia a Washington come Ambasciatore.  Insomma la certificazione internazionale del “groviglio”.    E sarebbero stati i nostri amici statunitensi ad impedire pratiche assai comuni… cinquecento anni fa.   Da noi sembrava del tutto normale, tanto più sotto il Governo Berlusconi.      Non solo, ma ora il   medesimo signore godrebbe attualmente di quello che in Giappone si chiama “discesa dal cielo” usufruendo da “pensionato” di una lucrosa funzione semi-pubblica  a coronamento di una carriera diplomatica legata al centro-destra nazionale…

Rispetto dei ruoli, valori etici nel servizio pubblico, controllo parlamentare e/o d’opinione, nulla di tutto ciò funziona in questo sfortunato post-moderno (mai moderno) Paese.     Un caso assai minore ma illuminante come un faro è come la “paracadutata” On Giovanna Melandri abbandonò poche settimane fa (vigilia elettorale…) lo scranno per assurgere alla Presidenza del MAXXI il museo contemporaneo (invero un po’ virtuale ed opera dell’ “era veltroniana”) di Roma.      Poco tempo è passato ed immediatamente la signora si è distinta per la controproducente censura al filmato dell’ex Direttore dell’ “Economist” reo di possibile lesa maestà alla immagine dell’ex Premier Berlusconi con conseguente  rischio di infranta “par condicio”.  No Comment.

Certo qui non si tratta di reati, ma l’ “humus” è il medesimo e né nel “piccolo” Maxxi, né tanto meno nella grande Finmeccanica si pensa di cambiar strada: per quest’ultima ex ammiragli ed affini sono già in pista per il “risanamento” post-giudiziario.    Si potrà un giorno votare contro tutto ciò?

 

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