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04/11/2014

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Par_Mazza ferrata

Proviamo a farci quattro risate.  Non sarà facile di questi tempi ma vale la pena provarci e la giornata di ieri ne offre ampiamente il destro.    Dunque Matteosubito si è recato ad incontrare i suoi amici (Confindustria e padroni e padroncini) e a riferire su i progressi compiuti nel “Job” di “sgombrare i rottami dai binari”. La location è Brescia, una delle città più reazionarie d’Italia, già luogo di una delle più sinistre stragi degli anni ’70 quando iniziò la lunga marcia della restaurazione e dell’arretramento forzoso del Paese….. La grande “retromarcia” della Repubblica che partita dalle stragi e da una specie di “guerra civile” per conto terzi è stata “traghettata” dal ventennio berlusconiano fino all’attuale catastrofe ( appunto i “rottami sui binari” di cui parla Marchionne rallegrandosi che a Palazzo Chigi ci sia un giovanotto messo lì per la bisogna, scelto all’uopo (come si dice…).

E così – dopo una confortevole mini-trasvolata eccolo arrivare in una Brescia blindata.  L’azienda prescelta ha costretto le “maestranze” (come le chiama con linguaggio d’altri tempi anche il Capo dello Stato con signorile ed antica benevolenza) a stare a casa a proprie spese, cioè usufruendo delle ferie maturate…  Una volta messi alla porta i lavoratori (ma che vogliono?) e finalmente a proprio agio nel salotto “padronale”  il Premier ha dato il meglio di sé sparandone una che più grande non si può: “C’è un disegno per spaccare l’Italia…”.  Ma lui non lo permetterà, farà scudo col suo corpo, polverizzerà gli eversori, ne farà cibo velenoso per i cani di D’Alema e via tonitruando. Sorge a questo punto un interrogativo: ma chi sono questi Unni che vogliono spaccare l’Italia e stroncare la “favola bella che ieri ti illuse, che oggi mi illude” o Matteo?  Semplice: i sindacati. E perché – di grazia – vorrebbero fare loro quello che lui fa già così bene, ovvero “spiccozzare” un Paese che – oltre alla crisi – non sa più dove andare, in cosa sperare?   Semplice, elementare Watson: il diabolico progetto consiste nel far leva sul malcontento (il dolore, lo chiama lui…) per tentare di sloggiare il suo Governo.   Ma – appunto – lui resisterà e non accetterà ricatti.  In breve, ancora e sempre “palle d’acciaio”.

Ora – da un punto di vista psichiatrico – il ragionamento è assai preoccupante perché rovescia fatti e logica e tenta una persuasione di massa che porti tutti i ceti subalterni (operai in primis, poi pensionati, giovani, ecc) ad adottare uno schema comportamentale che ricorda l’indimenticabile Alberto Sordi di “bacia la mano che ti ha dato lo schiaffo”.   E’ possibile che vaste masse reduci dal “ricondizionamento” dell’era Berlusconi ci caschino, meno ingenui i politici costretti a reagire alla sua (di Renzi) offensiva contro i riottosi alle sue riforme.  Per meglio dire l‘accettazione gioiosa di un futuro che legittimi irreversibilmente che l’1% possieda da tempo immemorabile il 90% e gli altri, tutti gli altri, quello che resta o niente del tutto.  E neppure diritti eguali… D’altro canto qui si assiste da tempo all’archiviazione dell’idea della classe operaia (o dei lavoratori salariati in generale) non si dica come “motore della storia”, ma almeno come soggetti del cambiamento al pari degli altri. Un’archiviazione perseguita tenacemente, nella loro ansia di omologazione con le élites parassitarie, da parte delle amebe postcomuniste fin dal momento della loro mutazione genetica nella peggior Democrazia Cristiana (partito “nazionale”?).     Renzi addirittura è nato geneticamente immune da queste anticaglie progressiste ed egualitarie  e, dunque, non ha avuto bisogno di abiura…

Il punto è (lo abbiamo già segnalato) che non è facile far credere a milioni di persone che gli si faccia un male “provvisorio” per poi premiarli con il regno di un consenso in cui loro – le vittime –sopravanzano numericamente di decine di volte i “padroni del vapore”.  “Meteci” ed “Iloti” versus “cittadini” (vedasi), la “democrazia” pre-cristiana: se ne è accorto pure Papa Bergoglio che si è scocciato di essere accusato di comunismo…. In quanto seguace obbligato  ed insistente del “core message” evangelico.    Ma Matteosubito non conosce limiti e non si lascia intimidire: una volta afferrato l’osso gettato da Marchionne lo difende con un mix che gli pare geniale tra lusinghe e ringhi, favolette e cazzotti.  Pensa lui: se funziona con i membri della Direzione PD (e qui fa finta di non capire che non è la Boschi che “convince” la Finocchiaro, bensì il contrario…) perché non dovrebbe funzionare con tutti gli Italiani.  Dopo tutto hanno gli “anticipi”, i “posticipi”, ogni genere di gioco d’azzardo, la parità crescente dei “diritti civili” – tranne quelli politici… – ed allora che altro vogliono?  E’ evidente che sono “sobillati”.  Da chi?    Dai suoi – di Matteo – nemici.  Il Premier neppure è sfiorato dal dubbio che – avendo privato gli Italiani comuni di ogni spazio elettorale partecipativo (“Italicum” e varianti del “maggioritario” in salsa Bulgara o Nord-Coreana) non resti loro che manifestare in piazza.

Ma – a questo punto – scatta il piano B. Gli “strumenti” sono più che pronti: ben tre volte più numerose e dotate di mezzi le forze di sicurezza interne delle Forze Armate. In tutto oltre trecentomila dentro i confini: tre volte tanto di Esercito Marina Aviazione messe insieme.

Semplice: la storia patria non aspettava Michel Foucault e il College de France per capire che i “nemici” – quelli pericolosi per il “potere” – sono dentro e non fuori del “sacro suolo” della Patria.   Ottimo spunto di riflessione per la Giornata del 4 novembre (Vittoria, Festa delle Forze Armate ecc.).   A questa riflessione vorremmo aggiungere un ricordo che non solo conforta l’attuale interesse per la “Grande Guerra” (forse la più inutile di sempre…), ma offre una qualche contestualizzazione alle teste fatte rotolare dall’ISIS.      Ebbene in una visita di decenni fa al Cimitero sacrario di Redipuglia colpivano in un piccolo museo oggetti “guerreschi”: erano attrezzi medievali, uno italiano e l’altro austro-tedesco, più massiccio quest’ultimo, più “affusolato” il nostro.  Entrambi terminavano con mostruosi “spunzoni” ed il tutto grondava micidiale ferrosità.   Erano mazze per sfondare i crani dei soldati reciprocamente gassati.  Strumenti da mattatoio.   Da ambo le parti contendenti le maggioranze delle truppe andavano minacciate (decimazioni, ecc) o inebetite di alcool per fargliele usare, ma non possiamo escludere che minoranze ne fossero variamente esaltate.

Si dice che il 900 sia stato contrassegnato dal sadismo e che il 21esimo secolo si annunci all’insegna del masochismo. Certo una schematizzazione, utile soltanto per avviare una riflessione.  Quanto a noi Italiani– ahimé – impera da qualche decennio il “cretinismo”.  Che, almeno, non era fin qui troppo cruento.  Peggiorerà?   Che sia questo il diabolico disegno di cui parlava Renzi?     Si salvi chi può.

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