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30/10/2014

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Detto fatto: ascoltiamo tutti e poi tiriamo dritto (reminiscenze storiche?): lo si è visto in piazza a Roma durante una manifestazione di metalmeccanici a rischio di chiusura delle acciaierie di Terni: malmenati tutti dalla polizia .  C’era anche il Segretario Generale FIOM Landini.  Botte a tutti ma anche al Landini medesimo che ora reclama “scuse”.   Ma quali scuse?     Stavano ad eseguire le “istruzioni” del Capo, forse erano di ritorno dalla Leopolda dove era stata annunciata la lieta novella: “non esiste più l’impiego a vita”.   Meglio ancora non esiste proprio l’impiego….. neppure quello non particolarmente ambito nelle acciaierie.  Evidentemente i metalmeccanici di Terni erano disattenti, ma qualche colpetto di “tonfa” – il manganello che “fa male”- li indurrà a studiare meglio la linea “riformatrice” elaborata dai cervelloni della Leopolda.   Dunque la polizia fa il suo mestiere.   Il Ministro degli Interni – forse stressato dall’insubordinazione omofila dei Sindaci, non sapeva, non c’era, se c’era….

Matteosubito, forse stupito della velocità con cui le sue direttive vengono interpretate e prontamente eseguite, chiede “chiarimenti”.  Intanto è già partito il minuetto parallelo della “responsabilità” sindacale (“compagni lavoratori non cadiamo nelle provocazioni”…. Giusto fatevi licenziare e poi malmenare…) e dello pseudo fair play democratico del Governo “rammaricato” del fatto che poliziotti e manifestanti non si erano capiti…  Così il Premier ha chiesto “spiegazioni” ad Angelino Alfano.  In breve, un tango all’interno della nomenklatura ed un “sano” ammonimento in vista delle future turbolenze che inevitabilmente susciteranno le “riforme” renziane in cantiere.

D’altro canto la sempre più irritata Camusso (“archiviata”, meglio, rottamata da Renzi senza neppure incontrarla nella visita di congedo a Palazzo Chigi: congedo più che confronto) ha ricordato le profetiche parole di Marchionne su Matteo Renzi (che lo ha ringraziato omaggiandolo di persona nella sua “tana” di Detroit): lo abbiamo messo lì per “togliere i rottami dalle rotaie”.  E chi più degli operai ternani merita l’appellativo di “rottami”?

E dunque perché prendersela con Matteosubito che esegue il “mandato” di chi lo ha messo a Palazzo Chigi?  O con le sue truppe?  O contro la sua funzione di “mazziere” designato da Marchionne (e non solo da lui…) in persona?  E poi cerchiamo di non provocarlo perché questo non è Berlusconi (a modo suo bonaccione…) bensì un fiorentino (sia pure della campagna…) che subito alza la voce per primo e poi.. “mena”.   Altro che Thatcher, qui ci sono centinaia di anni di repressione antipopolare e di costume autoritario passato indenne dall’annessione al Piemonte sabaudo, al fascismo, alle cariche e ai caroselli di camionette dei “celerini” di Scelba e le liste di proscrizione in fabbrica del secondo dopoguerra.     E dall’altra parte ci sono quelli che un giornalista livoroso (a ragione?) definiva i “parolai rossi”.  Quiz: chi vincerà?

Intanto siamo tornati indietro di almeno cinquant’anni.  Alla faccia del “cambiare verso” del “rimettere in moto l’Italia” del “nuovo che avanza”.  Le invettive della “miracolata” Pina Picierno (quella degli 80 euro con cui si mangerebbe per un mese…) contro la rocciosa Camusso che cita insolentemente il “delocalizzatore” Marchionne che incorona Renzi come “spazzino” anti-operaio, anti-popolare (funzione che evidentemente egli adora…), ebbene queste scomposte invettive – non smentite – collocano definitivamente il Governo Renzi nel solco della peggior destra della storia nazionale.   Se alla Boschi piace Fanfani (chi era costui?) il vero precedente storico è Fernando Tambroni, quello del governo con i fascisti, quello delle giornate del luglio 1960.    Complimenti alla Picierno, complimenti a “Matteosubito”.

Un consiglio: o si rassegna alla democrazia e prende il caffè con la noiosa Camusso – e non solo con Oprah Winfrey e Fabio Volo – oppure Matteosubito si prepari a tempi duri.  E noi con lui…

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