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20/10/2014

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renzi d'urso

Ma che si fa la domenica?  Semplice: si va a Canale 5, a “Domenica Live” dove una neo-mamma “conduttrice” ti ospita, ti coccola e – soprattutto – ti fa crescere il consenso  e, magari, gettare ulteriori fondamenta a quel “partito della Nazione” che dovrebbe essere il nerbo del “ventennio” (o più?) renziano.    Così “Matteosubito” ha segnato ieri alcuni punti nella sua corsa inarrestabile (e, soprattutto, inarrestata almeno fino al primo confronto con la realtà del Paese che avverrà tra meno di una settimana il 25 ottobre con la manifestazione FIOM, CGIL) verso uno stucchevole monopensiero che ci allontana sempre più dal resto del mondo.   In un quadro di rimbambimento che suscita irrefrenabili nostalgie per un passato italiano le cui promesse furono fatte abortire con trame, terrorismo “assistito”, ignavia della nomenklatura, per culminare con il rovinoso ventennio del Caimano.

La formula dello show di ieri si sintetizza con la “magica” cifra degli 80 euro, forse tratta dall’intelligente “consigliere” israeliano del medesimo Renzi (il signor Gutgeld, “soldi buoni”) dalla Kabala: ora è la volta dei neonati ai quali verrà assegnato (praticamente senza limiti di reddito familiare) un bonus pannolini (“so quanto costano…”, dice il Premier).  Consenso a parte questa reintroduzione del già soppresso “assegno di famiglia” non si capisce bene a cosa dovrebbe servire.   Se l’obiettivo è rinvigorire la debole natalità degli Italiani, la mossa è inutile come ci insegna la Germania che, pur dandone da decenni il doppio o il triplo, si deve affidare alla forte natalità degli immigrati per mantenere un qualche equilibrio tra una popolazione vecchia (e dunque pensionata…) ed i giovani che – lavorando e pagando le tasse – quelle pensioni pagheranno.

La sgangherata – ad un tempo ottusamente razzista ed estemporanea – politica migratoria italiana è evidentemente in grado di silurare la “mossa” degli – altri – 80 euro.    Non solo, ma lo spazio concesso dal Grillo tramontante al Salvini crescente apre spazi assai vicini al neo-nazismo, certo al lepenismo della povera Francia.  Dunque il panorama ideale per affrontare la persistente crisi italiana.

Viste le circostanze, logico riconoscere la forza “balsamica” del messaggio renziano e – perfino – apprezzarne la sintonia con la sinistra melassa che ha avvolto il Paese e soprattutto le più giovani generazioni che – una volta – avrebbero risposto alla situazione con rabbia e con idee.  Viceversa la non-risposta è sotto gli occhi di tutti.

Per connessione va detto che la “non-risposta” e – peggio – la diversione proviene anche da chi  dopo aver orientato decenni di politica nazionale oltre ad essere ovviamente un agente di influenza globale e cioè la Santa Sede, si trova oggi duramente confrontata con un “che fare?” interno ed esterno così drammatico che lascia ben poco spazio alla tradizionale funzione “didascalica”.   Il dibattito sinodale si è concluso come i vecchi congressi della politica tradizionale: all’attivo c’è solo il dibattito medesimo.   E questa non è un’opinione da osservatore esterno e malevolo, bensì la franca ammissione di Papa Bergoglio e dei suoi portavoce.

Come si dice volgarmente “siamo a caro amico”.

Del resto la natura profonda del dramma in corso, le cui radici sono a nostro avviso piuttosto quelle storiche dell’esaurimento dell’insegnamento della Controriforma, è paradossalmente messa in luce dallo starnazzamento dei sindaci italiani che – lungi dall’offrire la benchè minima soluzione ai problemi che dovrebbero governare – si esibiscono in un assai dubbio insegnamento “morale” in materia di quelli che definiscono “diritti civili”.  Il diapason lo ha raggiunto l’incredibile ex “trapiantatore” Ignazio Marino (Sindaco “regalo” ai Romani della locale nomenklatura PD e post-comunista) che ha lanciato dal Campidoglio il sillogismo (una volta si definivano questi falsi logici come “barbara” o “baralipton”) amore uguale omosessualità/omosessualità uguale amore.   Una gag “politically correct” che spiega meglio di mille analisi la gravità della situazione… Ed oscurando il fatto che stiamo sostituendo bambini già vivi ma affogati o uccisi da malattie e denutrizione con “figli della provetta”.

Intanto le cose non vanno meglio nel vasto mondo e nessun vertice o assise internazionale offre spazi all’ottimismo (se non a quello renziano di vedersi “catapultato” grazie al semestre europeo in scenari insperati e immeritati…) e ciò per la buona ragione che le sanguinose turbolenze sono soltanto entrate in una fase di risacca.   Ne usciranno inevitabilmente e altro tempo sarà stato perso.   Nel frattempo solo minute “buone” notizie come il voto all’ONU contrario ad assegnare alla Turchia un seggio biennale in Consiglio di Sicurezza: premio negativo assegnato ad Erdogan per l’ “astuzia” di aver approfittato dell’ISIS per far fuori un altro po’ di Curdi.  Il “non intervento” evidentemente non paga.

Non sapremmo giudicare quanto paghi il “finto intervento”.

Buona settimana.

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