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09/10/2014

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BagarreCamera

Per avere un’idea dell’aria che tira e prima ancora di dare un’occhiata alle “novità” interne ed internazionali, ci si permetta di estrapolare un paio di episodi che – da soli – escludono qualunque “finestra d’opportunità” – per il Paese e per i suoi non incolpevoli abitanti (dire cittadini sarebbe troppo dire…).   Il primo “tocco” spetta a “Matteosubito” che in un empito di involontaria sincerità ha messo a raffronto le “sceneggiate” e la politica.  La politica sarebbe naturalmente quella che fa lui, le sceneggiate le lascia agli altri.  Ed in particolare ai senatori (pochi assai…) che hanno messo alla berlina il suo voto di “fiducia” degno del vecchio Parlamento bulgaro.

Le microstorie.  L’ex Ministro forzista ed ex ras veneto di Forza Italia del Veneto Galan ha chiesto – e verosimilmente otterrà – di “patteggiare” i procedimenti giudiziari per le ruberie delle dighe del Mose, con una mancetta restitutiva (pari a qualche mese dei quattrini pagatigli per anni dalla banda) e con un paio d’anni di quiete nel “buen retiro” principesco della sua villa veneta.   Sul versante (assai smilzo) dei “buoni”, il Capitano De Falco (quello del “torni a bordo della sua nave che affonda, c…”) è stato rimbrottato in Parlamento dal Capo della Guardia Costiera: “l’abbiamo trasferito perché non possiamo seguire le ambizioni di ciascuno”.  Insomma un rompic… Da mettere in condizione di non nuocere.  Trasferito in  fureria.  In breve.  Il loro affetto per Schettino che – in fondo – non rompeva le p. a nessuno e si limitava a lasciare morire un po’ di malcapitati mentre sgavazzava con l’amica moldava, rimane inalterato: è un eroe nazionale, come tutti loro.

La palma però va ad un “eroico” esponente del PD tal Merola sindaco di Bologna(sicuramente futuro membro del Senato dei “territori”..) che – vista la circolare del Ministro dell’Interno Alfano in cui invita i sindaci a rispettare le leggi – l’ha definita “stupida” annunciando che non l’avrebbe applicata e avrebbe continuato a registrare come “figli” delle coppie gay quelli accattati chissà come, chissà dove.    Una sedizione incredibile, possibile solo nel Paese di Pulcinella: noi facimmo come ci piace.  Alla faccia dei “parrucconi”.   Ed infatti aveva già accolto in Piazza Maggiore due giovanotti appena “sposati” ed il “loro” pargoletto in passeggino.  Il Paese va avanti, si “modernizza” vivaddio.  Lo dice anche la signora Pascale al Gay Village (ma Berlusconi lo sa?) e forse anche Dudù.   Ovvio che l’audace mossa di Alfano non cambia il giudizio guadagnato con tanti sforzi da Angelino.  Eppure o lo cacciano, oppure ne rispettano le indicazioni soprattutto quelle basate su leggi vigenti e non su farneticazioni minoritarie.  E volutamente diversive rispetto alla crisi che ci attanaglia.

Pugno di ferro viceversa su un altro Sindaco – il De Magistris di Napoli – tolto di mezzo per avere “esagerato” in indagini contro la nomenklatura a lui avversa.  Analoghe le reazioni a Napoli e a Bologna: chissenefrega.   La legalità – sostanziale e/o formale – è roba per pezzenti, cioè noi.  Non riguarda il Palazzo.

Sintesi.  Un caos scomposto ben simboleggiato dal dibattito di ieri  in Senato presieduto come un’aula di Tribunale dal Presidente Grasso.    Intanto Renzi ride (chissà perché?) inossidabile e coccolato (e sia pure con crescente preoccupazione…) dagli altri leader europei.   Questi non nascondono tuttavia l’invidia per il giovanotto che non lesina calcioni agli organi elettivi (pressappoco…), ai sindacati, perfino agli imprenditori (almeno quelli che non sono amici suoi).  Il che spiega l’euforia che animava Renzi a Milano durante l’ennesima kermesse europea destinata a colmare l’insignificanza del semestre europeo dell’Italia.

In verità l’euforia di Renzi, accompagnata da ansiose telefonate tra Milano e Roma (con la “piccola vedetta” Boschi di guardia al Senato) discendeva da una totale “misperception” (l’inglese è di moda…) delle reazioni dei leader europei assai poco impressionati dal pezzullo di carta varato con la violenza dal Senato (malato terminale delle riforme “istituzionali” renziane): il Renzi annebbiato dalle cortesie di rito della Merkel e del moribondo Hollande ricorda le prime sortite internazionali del giovane Mussolini.

Scriveva Daniele Varé (quasi un secolo fa) nel suo “Il Diplomatico sorridente” (vedasi) che Mussolini era come la Madonna: “funziona se non si mostra troppo”.   Un compito impossibile con il vanaglorioso ed incontenibile “Matteosubito”  che ha subito adottato il refrain “ce lo chiede l’Europa” e spaccia la cortesia pelosa della diplomazia con un entusiastico apprezzamento per le sue mosse tanto autoritarie quanto vuote.    E c’è chi ci crede, a partire da quel post-comunismo che ha definitivamente tradito quelli che gli hanno servito –gratis – milioni di salsicce e piadine fino a trasformarle in vigne, barche, cani feroci a guardia di tenute campestri, abbracci con George Clooney e chi più ne ha,  più ne metta.

Va detto però che una differenza c’è tra Mussolini e Renzi: il primo detestava l’ombrello (attrezzo borghese ed “inglese”) e preferiva il virile impermeabile latino, il secondo ama gli ombrelli: quelli di Altan…. Forse un po’ meno gli Italiani che sono vittime di un uso distorto e prolungato dei medesimi.

Seriamente, va notato come la relazione tra politica interna e contesto internazionale rimane inguaribilmente provinciale e – ad un tempo – infantile e strumentale.   I dirigenti del Paese sembrano infatti completamente ignari del “peso” e degli interessi di ciò che dovrebbero rappresentare.    Scambiano Eataly ed il Colosseo con un nocciolo fatto di sessanta milioni di individui e sia pure confusi e senza rappresentanza.   Suggeriamo infine di raffrontare il discorso di De Gasperi alla Conferenza della pace di Parigi (“sento che in questa sala tutto – tranne la vostra personale cortesia – mi è contro…”) con le agitate comparsate di “Matteosubito”.

Ovviamente, infine, nulla vi è da dire sul “Jobs Act”: un capolavoro di arroganza, inconcludenza, diversione reazionaria rispetto ai problemi del Paese.   Unica consolazione è la certezza che poco o nulla vi seguirà.

Nel frattempo la “Terza Guerra mondiale” (Papa Bergoglio dixit) continua.  I carri armati turchi stanno alla finestra, quelli con le bandiere nere del “Califfato” massacrano Kobane, dove una nazione “vera”, ma denegata (i Curdi) lotta per la vita contro quella immaginaria dell’integralismo islamico.   Il mondo sta a guardare e (come dichiara perfino l’antico ed esperto sodale Leon Panetta, già capo della CIA e dello stesso Pentagono) la Presidenza Obama si avvia ad un triste ed internazionalmente impotente finale.

Infine i Cinesi – quelli della dirigenza pechinese e quelli della rivolta di Hong Kong – entrambi aspettano. I secondi hanno dalla loro parte (oltre alla ragione) la forza anagrafica della loro giovinezza.    Vedremo.   Entrambi hanno dalla loro pazienza e tenacia.

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