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02/10/2014

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A Hong Kong si aspetta con comprensibile trepidazione la scadenza dell’“ultimatum” fissato dai movimenti democratici per ottenere l’assai improbabile rimozione del Governatore “pechinese”, a Napoli i banchieri centrali nazionali e quello europeo Draghi si concedono l’ospitalità del Presidente della Repubblica che li intrattiene in una delle più belle residenze che già appartennero a Casa Savoia, quella Villa Rosebery che dall’alto della collina di Posillipo domina l’incanto del Golfo e la rovina della città, che già fu la più grande (in molti sensi) d’Europa.   A Oriente grattacieli e tecnologie per una volta al servizio del cambiamento, ad Occidente un’incauta esposizione della decadenza, della corruzione, dell’impotenza coniugata ad una stolida arroganza. Difficile infatti capire la ragione della scelta della capitale del Sud per una riunione tutto sommato di routine ed in ogni caso blindata contro inevitabili proteste per un abbandono ed una crisi che precedono di molto l’attuale crisi. La contestuale rimozione di un sindaco eletto – ancorché legalmente fondata – costituisce la classica ciliegina su di una torta della cui freschezza è ben lecito dubitare.

Furbescamente (come al solito) il premier “Matteosubito” vola nelle stesse ore a Londra e si intrattiene a sua volta con quello che sente come il suo gemello, il Primo Ministro conservatore David Cameron, al quale tutto lo unisce salvo forse l’educazione “etoniana”.   Da Napoli lo tiene lontano sia il rischio di figurare (per quello che è…) come un comprimario a fianco di grossi calibri come il Capo dello Stato (della cui costante “comprensione” ha disperatamente bisogno) ed il super-banchiere centrale d’Europa.       Il tutto costituisce, a prescindere dagli esiti degli avvenimenti odierni, una realistica rappresentazione di due fenomeni contrapposti: il declino incontrastato e perfino compiaciuto e – come si è detto – la crescita non sempre facile e certamente non unilineare.    Detto in altri termini il “tedium vitae” ben rappresentato da un banchiere “predestinato” passato disinvoltamente dal pubblico (Direttore generale del Tesoro insolitamente prima dei 40 anni, poi banchiere privato e al servizio del grande capitale finanziario dal seggio alla Goldman Sachs al “gotha” raccolto a bordo dello yacht reale Britannia, fino all’attuale “capolavoro” che potremmo definire “misto” della BCE).    A Napoli tutto questo si è accompagnato alla presenza non già – come d’uso – della maschera di “Anonimous” (o di Guy Fawkes) bensì di Pulcinella.   Sul serio…

E, d’altro canto, che un altro (rispetto ai nostri) campione del “riformismo europeo” – quel Francois Hollande che presiede ai destini di Francia con il 13%  del consenso dei cittadini – avesse deciso di buttare unilateralmente alle ortiche i “tetti” di bilancio comunitari rinviandone l’attuazione al 2017 (il tempo giusto per passare dal 13% al…… in vista delle prossime elezioni)  aveva già creato un clima tra euforico e farsesco nei dirigenti italiani che ora si augurano – almeno – di poter “lavorare sui resti”.   Vedremo.

Che tutto l’insieme – il solito “vasto mondo” – non vada intanto troppo bene lo confermano non solo i segnali su “Ebola” che si accavallano e moltiplicano, ma un dato ben osservabile: l’arrivo delle truppe dell’ISIS alla frontiera Turca.    E meno male che laggiù c’è un dirigente della tempra di Erdogan: non a caso amico e rispettato sodale del nostro Caimano.

A tutti noi, e prima di tutti a quelli di Hong Kong, auguri.

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